Tutti gli scritti inediti, rari e editi 1809-1810). Don Sanchini fu l'istitutore di Giacomo e del fratello Carlo dal 1807 al 1812, l'occasione del componimento consiste nella decisione da parte sua, nell'ottobre del 1810, di cambiare l'orario giornaliero di lezione, aggiungendo a esso anche tre ore serali, in vista dell'annuale saggio d'esame previsto per il successivo mese di febbraio: Illustrissimo Signore, Immortal, gran Precettore, Mi par cosa vergognosa Senza dire qualche cosa Il dovere incominciare Verso sera a studiare. Dunque su, Calliope amica, Torna presto alla fatica, Incomincia un po' a cantare, E lei resti ad ascoltare. Verso la sera, Fra l'ombra nera Lieti studiamo, Nason spregiamo In un bruttissimo Libro, sporchissimo, Che pure è buono A darsi in dono A quel che vende, E allegro prende Libri stracciati, Libri sporcati. Ma il Precettore Ha un libro bello Espresso in quello Vede il dolore Del poveretto Nason, diletto. Dunque andiamo, studiamo contenti Precettore immortale, e giocoso, Che sollevi le cure, e gli stenti Dello studio, ch'è un po' faticoso. Lasciam pur la fatica diurna, Cominciam la fatica notturna. Ma per ora soscriver mi voglio E lasciar di far versi l'imbroglio. Servitore Devotissimo, E scolare obbligatissimo. Recanati è il mio paese, E d'Ottobre siam nel mese. " /> LEOPARDI, Giacomo. Manoscritto letterario autografo firmato, <I>tre pagine 8° picc.</I>, <I>All'Ill.mo Sig.r Don Sebastiano Sanchini</I> (titolo in testa al manoscritto), corrispondente a quella indicata - nell'Indice d'autore delle <I>Opere composte da Giacomo Leopardi compilati da lui stesso</I> - come <I>Lettera bernesca ditirambica</I> (tale in effetti il modello del componimento, 40 versi polimetri suddivisi in strofe di ineguale misura: ottonari, quinari e decasillabi, per lo più a rima baciata) e precedentemente perduta. Il manoscritto, ritrovato nel 2000 in una biblioteca vicentina unitamente al successivo, è stato pubblicato da Giovanni G. Amoretti su "Resine", XXII, 84, aprile-giugno 2000. Si tratta evidentemente di uno degli scritti rubricati come "puerili", risalente infatti al 1810 (e quasi tutti pubblicati nel 1972 a cura di Maria Corti, <I>Tutti gli scritti inediti, rari e editi 1809-1810</I>). Don Sanchini fu l'istitutore di Giacomo e del fratello Carlo dal 1807 al 1812, l'occasione del componimento consiste nella decisione da parte sua, nell'ottobre del 1810, di cambiare l'orario giornaliero di lezione, aggiungendo a esso anche tre ore serali, in vista dell'annuale saggio d'esame previsto per il successivo mese di febbraio: <I>Illustrissimo Signore, Immortal, gran Precettore, Mi par cosa vergognosa Senza dire qualche cosa Il dovere incominciare Verso sera a studiare. Dunque su, Calliope amica, Torna presto alla fatica, Incomincia un po' a cantare, E lei resti ad ascoltare. Verso la sera, Fra l'ombra nera Lieti studiamo, Nason spregiamo In un bruttissimo Libro, sporchissimo, Che pure è buono A darsi in dono A quel che vende, E allegro prende Libri stracciati, Libri sporcati. Ma il Precettore Ha un libro bello Espresso in quello Vede il dolore Del poveretto Nason, diletto. Dunque andiamo, studiamo contenti Precettore immortale, e giocoso, Che sollevi le cure, e gli stenti Dello studio, ch'è un po' faticoso. Lasciam pur la fatica diurna, Cominciam la fatica notturna. Ma per ora soscriver mi voglio E lasciar di far versi l'imbroglio. Servitore Devotissimo, E scolare obbligatissimo. Recanati è il mio paese, E d'Ottobre siam nel mese</I>. | Christie's