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    Sale 1506

    Milan Modern and Contemporary

    5 - 6 April 2016, Milan, Palazzo Clerici

  • Lot 46

    Alighiero Boetti (1940-1994)

    Dieci undici dodici

    Price Realised  

    Estimate

    Alighiero Boetti (1940-1994)
    Dieci undici dodici
    firmato e datato alighiero e boetti 1980 (sul retro del primo elemento); numerazione 1, 2, 3 (sul retro di ogni elemento)
    biro nera su cartoncino, tre elementi
    cm 100x70 (ogni elemento); cm 100x210 (totale)
    Eseguito nel 1980
    Opera registrata presso l'Archivio Alighiero Boetti, Roma, n. 587


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    Realizzata nel 1980, Dieci, undici, dodici fa parte di una serie di 'lavori biro' eseguiti da Alighiero Boetti, che esplorano i rapporti tra sistemi numerici e visivi di informazione e conoscenza. Iniziata nel 1972, la serie utilizza l'umile mezzo della biro per creare campi di colore di forte impatto tattile e, per realizzarla, l'artista ha ingaggiato un gruppo di collaboratori che ha eseguito l'attento tratteggio necessario per riempire i grandi pannelli. Boetti ha molto apprezzato le idiosincrasie che ogni collaboratore ha conferito all'opera, e che si manifestano nelle differenze di colore, tonalità e densità sullo sfondo nero; ogni mano coinvolta nel processo lascia traccia della propria tecnica sulla superficie. Nell'opera qui presentata, il nero profondo del trittico è interrotto da una serie di virgole bianche luminose posizionate con cura, che assomigliano ad una costellazione cosmica nell'abisso scuro. Ogni virgola corrisponde ad una lettera specifica dell'alfabeto, identificabile tracciando l'ordine della sua posizione e allineandola con la legenda alfabetica posta sul lato sinistro dell'opera. In questo modo, lo spettatore può gradualmente decifrare il messaggio codificato, che rivela uno spelling autoriflessivo del titolo dell'opera.
    La scelta da parte di Boetti del titolo di Dieci, undici, dodici è anomala nella serie di lavori biro. Di queste opere complesse, poche sono quelle dedicate a temi numerici, e per la maggior parte, si tratta essenzialmente di date, come nel caso di Uno nove otto quattro (1984). D'altra parte, in Dieci, undici, dodici, Boetti prende un dato semplice, l'identità di tre numeri, e lo codifica in un messaggio sempre più complesso, trasformando i numeri da simboli universalmente riconosciuti in un codice culturalmente specifico. Per esempio, traducendo i simboli numerici 10, 11 e 12 in una serie di lettere basate sull'alfabeto romano, Boetti separa i numeri dalla loro forma simbolica tradizionale, rendendoli leggibili solo a coloro che hanno familiarità con questo particolare sistema linguistico. L'artista porta il concetto a limiti ancora più estremi nella scelta della lingua italiana per la scrittura delle parole, e nella loro successiva trasformazione in virgole. Ogni fase della trasformazione allontana i numeri sempre di più dalla loro forma più consueta, e ogni iterazione richiede un livello di conoscenza maggiore per essere decifrata, rendendo accessibile l'informazione solo a pochi eletti. Di conseguenza, il nostro rapporto con i numeri è rinnovato, poiché Boetti ci spinge ad analizzare la loro posizione in diversi sistemi di rappresentazione.
    In conversazione con Bruno Corà, Boetti ha definito i tre numeri 10, 11 e 12 come "numeri con una propria storia... si deve privilegiare quello nel mezzo, l'11, perché è il numero che supera il 10 ma non ha ancora raggiunto il 12. Il 10 rappresenta una certa completezza superficiale, uno splendore superficiale, cristallino e nitido; poi, c'è l'11, fortemente instabile, composto da un paio di numeri, come due gemelli; il 12, d'altra parte, è un numero con una forte risonanza storica, basta pensare ai mesi, ai segni zodiacali, tutto è composto di gruppi di 12...' (A. Boetti, citato in ALIGHIEROEBOETTI, cat. mostra, Cosenza 2005, pp.152-153). Raggruppando i tre numeri in questo modo, Boetti sottolinea il fatto che, nonostante le loro caratteristiche individuali, non possono essere considerati singolarmente - la lettura e la comprensione di questi numeri sono radicate nel contesto di un sistema matematico più ampio. Così, presentando insieme i tre numeri in un'unica composizione di tre pannelli, Boetti mette in evidenza la loro doppia identità, sia come singole entità che unità interconnesse nel contesto della sequenza matematica.

    Executed in 1980, Dieci, undici, dodici (Ten, eleven, twelve) is one of a series of ballpoint drawings (lavori biro) created by Alighiero Boetti, which explore the relationships between linguistic, numerical and visual systems of information and knowledge. Begun in 1972, this series utilises the simple medium of the ballpoint pen to create richly textured fields of colour, with the artist employing a group of collaborators to execute the careful cross-hatching required to fill the large panels. Boetti embraced the idiosyncrasies these collaborators imposed on his works, which resulted in variations of colour, tone and density across the black ground, with each hand involved in the production process leaving traces of their own individual technique behind. In the present work, the dark black of the triptych is punctuated by a series of carefully placed, bright white commas, appearing like a cosmic constellation in the dark abyss. Each of these commas corresponds to a particular letter of the alphabet, identifiable by tracing the order of their position and aligning them with the alphabetical key on the left hand side of the composition. In this way, the viewer is able to gradually decipher the coded message, revealing a self-reflexive spelling of the title of the work.

    Boetti's choice of title and subject in Dieci, undici, dodici is an unusual occurrence within the biro series. Only a small number of the intricate works focus on numerical subjects, and those that do tend to deal primarily with dates, such as Uno nove otto quattro (1984). In Dieci, undici, dodici on the other hand, Boetti takes this simple piece of information, the identity of three numbers, and enciphers it into an increasingly complex message, transforming them from universally recognisable symbols into a culturally specific code. For example, by translating the numeric symbols of 10, 11 and 12 into a series of letters based on the Roman alphabet, Boetti divorces the numbers from their traditional symbolic form, rendering them legible to only those familiar with this particular linguistic system. This concept is pushed to further extremes by the artist's choice of Italian as the language in which the words appear, and then the translation of these words into commas. Each layer of this transformation removes the numbers further from their most recognisable form, with each iteration requiring a heightened level of knowledge to decipher, rendering the information accessible to only a select group of individuals. As a result of these obstacles, our encounter with the numbers is opened up anew, as Boetti encourages us to analyse their place in different systems of representation.

    In a discussion with Bruno Corà, Boetti described the three numbers 10, 11 and 12 as "numbers with their own personal story you have to favour the one in the middle, 11, because it is the number that has exceeded 10 but is not yet 12. 10 represents a certain superficial completeness, a superficial splendour, crystal clear and sharp; then there is 11, which is highly unstable, it is made out of a pair of numbers, like two twins; 12, on the other hand, is a number with an amazing historic consequence, think of the months, the signs of the zodiac, everything comes in twelves' (A. Boetti, quoted in ALIGHIEROEBOETTI, exh. cat., Cosenza, 2005, pp. 152-153). Grouping the three numbers together in this way, Boetti emphasises that while each number has its own individual characteristics, they cannot be considered in isolation - our reading and understanding of these numbers is rooted within the context of a wider mathematical order. Thus, in presenting the three numbers together in a single triple-panelled composition, Boetti draws attention to their dual identity, both as individual entities and interconnected units in the context of mathematical progression.

    Special Notice

    Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.


    Provenance

    Ronchini Arte Contemporanea, Terni
    ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1998


    Pre-Lot Text

    DA UNA COLLEZIONE PRIVATA, PARMA
    PROPERTY FROM A PRIVATE COLLECTION, PARMA


    Literature

    J.C. Amman, Alighiero Boetti, Catalogo generale, Milano 2015, vol. III, p. 116, n. 1333 (illustrato)


    Exhibited

    Terni, Ronchini Arte Contemporanea, Alighiero Boetti 1970 1994, 9 novembre - 30 dicembre 1996, cat. (illustrato)


    Post Lot Text

    'DIECI, UNDICI, DODICI' (TEN, ELEVEN, TWELVE); SIGNED AND DATED ON THE REVERSE; NUMBERED ON THE REVERSE OF EACH ELEMENT; BLACK BIRO ON CARDBOARD, THREE ELEMENTS