• Contemporary and Modern Art auction at Christies

    Sale 2517

    Contemporary and Modern Art

    24 November 2009, Milan, Palazzo Clerici

  • Lot 113

    Alberto Savinio (1891-1952)

    Nella foresta

    Price Realised  

    Estimate

    Alberto Savinio (1891-1952)
    Nella foresta
    firmato Savinio (in basso a destra)
    olio su tela
    cm 65,2x81
    Eseguito nel 1928-30


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    Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea de Chirico), una delle personalità artistiche di maggiore spicco del nostro Novecento, dette prova di un ingegno multiforme che gli permise di eccellere in moltissimi campi. Essendosi giovato, come il fratello Giorgio de Chirico, di una formazione raffinatissima ed elitaria, recepì fin da giovanissimo gli stimoli di una cultura internazionale, tanto da poter essere considerato una delle prime figure di intellettuale autenticamente e completamente europeo.
    Nato da genitori italiani ad Atene, dove intraprende studi musicali, a 15 anni si trasferisce a Monaco di Baviera, in Germania, a causa della morte del padre. Da qui compie alcuni viaggi in Italia prima di prendere la decisione di trasferirsi a Parigi, cuore della vita intellettuale europea dell'epoca. Nella capitale francese, dove verrà raggiunto poco dopo anche dal fratello e dalla madre, collabora ad alcune riviste d'avanguardia ed entra in contatto con personalità di primissimo piano tra cui Guillaume Apollinaire e Alfred Stieglitz, il quale lo convertirà alla pittura. Durante il periodo della prima guerra mondiale stringe contatti con il gruppo Dada zurighese oltre a seguire da vicino gli sviluppi della Metafisica. Terminata la guerra continuerà a spostarsi tra Parigi e l'Italia fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1952.
    Pittore, musicista, scrittore, conta tra le sue attività collaborazioni a riviste e romanzi, scenografie e dipinti, grafica e pittura murale, musiche per opere liriche e per balletti. Il suo contributo più importante resta in ogni caso quello pittorico, legato all'elaborazione di un universo che -nonostante le polemiche del fratello con gli artisti surrealisti- è indubbiamente molto vicino alle poetiche oniriche e immaginarie del Surrealismo. La distinzione principale tra i Surrealisti e Savinio è nei fondamenti della poetica: per i surrealisti lasciare spazio alle pulsioni e all'inconscio è già realizzare l'opera d'arte e tanto migliore è il risultato quanto meno il processo è controllato; per Savinio, invece, compito dell'arte è dare forma all'informe, far emergere l'inconscio fino a renderlo coscienza. L'arte è quindi il prodotto di tecnica, tradizione, memoria (individuale e collettiva, storica e mitica), ossia è "volontà di forma" per usare una espressione di Nietzsche.

    Il periodo di maggiore fecondità dell'artista è indubbiamente quello parigino, tra 1926 e 1933. Sono quelli gli anni in cui, intorno ai due fratelli de Chirico, si costituisce a Parigi una colonia di artisti italiani, tra cui Severini, De Pisis, Campigli, Tozzi, Paresce, i cossiddetti Italiens de Paris. È in questo periodo che l'artista, come a segnare una rinascita, assume lo pseudonimo di Alberto Savinio (pare trovato da Giorgio de Chirico, che più tardi si pentirà di non averlo tenuto per sé). A questo periodo appartiene la serie più importante di dipinti di Savinio, quella dei cosiddetti 'giocattoli'. In questi dipinti alcuni oggetti vivacemente colorati ricordano elementi di costruzioni per bambini o giocattoli di legno. Come spesso succede nei dipinti di de Chirico, una identificazione puntuale con oggetti non regge a un'analisi condotta secondo i criteri della rappresentazione realistica; ciò che conta è però che questi oggetti abbiano l'apparenza di giocattoli e soprattutto ne svolgano la funzione simbolica (come d'altra parte avviene nei sogni, essendo la sostituzione o l'alterazione di oggetti o persone un processo tipico dell'attività onirica). Essi sono legati alla creatività infantile e consentono il regresso simbolico a una dimensione di libertà e innocenza incontaminate, ma soprattutto rappresentano oggetti di desiderio per il bambino. Da questo punto di vista i giocattoli si ricollegano al rilievo dato dai surrealisti alla dimensione erotica in senso ampio, intesa come sfera del desiderio illimitato, dell'aspirazione al soddisfacimento delle pulsioni. Il desiderio è prioritario sia per Savinio che per i surrealisti e si contrappone ai limiti dettati dall'educazione, all'asservimento alle convenzioni, alle costrizioni della vita sociale.
    I giocattoli si contrappongono a uno sfondo scuro di foresta, dall'aspetto primitivo. Anche le risonanze simboliche di questa ambientazione sono molto forti: i giocattoli sono normalmente legati alla confortante dimensione domestica, mentre qui sono rovesciati in un esterno, in una situazione che trasmette sensazioni di insicurezza, abbandono e pericolo, riflettendo in sostanza le peggiori insicurezze inconsce.
    La foresta in cui si trovano abbandonati è immersa nelle profondità di un passato primordiale, non storico ma mitico. Appare qui un legame con la dimensione atemporale del mito e dell'arte, una delle ossessioni ricorrenti dei fratelli de Chirico, stimolata da un'infanzia passata in Grecia a contatto con rovine millenarie. La fonte della rappresentazione delle felci e delle piante dalle forme falliche è stata individuata e conferma il riferimento a un'epoca remotissima. Il paesaggio è infatti ripreso, praticamente senza variazioni, da una stampa di L. Figuier del 1879 intitolata La Terre avant le Déluge (La Terra prima del diluvio). La ripresa di illustrazioni ottocentesche è un procedimento molto diffuso tra i surrealisti (basti pensare a Max Ernst) che permette di utilizzare materiali già esistenti e sedimentati nell'inconscio riducendo al minimo l'intervento dell'artista e di sovvertire ironicamente una rappresentazione che aspira ad essere realistica.
    La rappresentazione della foresta è giocata sulle variazioni del grigio, che ne sottolineano l'aspetto minaccioso e privo di vita, mentre i giocattoli sono riccamente colorati con colori primari e alti di gamma. È come se oggetti e sfondo prendessero luce da fonti completamente differenti, o come se questo miracolo fosse operato dalla nostra attenzione, che dedica ai giocattoli tutta l'attenzione del desiderio nel tentativo di rimuovere le minacce provenienti dalla natura o dall'inconscio. Titoli di altri dipinti e scritti di Savinio portano a pensare che la presenza dei giocattoli fosse destinata nella sua immaginazione a 'fecondare' la foresta. Ci troviamo qui di fronte dunque a una interpretazione paradossale: oggetti inanimati rendono feconde delle forme viventi e appaiono vitali e gioiosi in contrapposizione a una natura oscura e respingente.
    Molti dei temi qui illustrati verranno sviluppati nella successiva attività pittorica di Savinio, maggiormente espressionista e abitata da ossessioni relative al passaggio del tempo, alla disgregazione e al disfacimento, ma è in questo dipinto che trovano una prima enunciazione di una inquieta eleganza che si potrebbe definire classica.

    Special Notice

    Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
    Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer''s for each lot, is calculated in the following way: 30% of the final bid price of each lot up to and including € 20.000,00 26% of the excess of the hammer price above € 20.000,00 and up and including € 800.000,00 18,5% of the excess of the hammer price above €800.000,00


    Provenance

    Galerie André-Francois Petit, Parigi
    Collezione Mario Tazzoli, Torino
    Galleria Galatea, Roma
    Collezione Thyssen Bornemisza, Lugano
    ivi acquisito dall'attuale proprietario alla fine degli anni Ottanta


    Literature

    P. Waldberg, La diffusione della metafisica e la sua influenza sul surrealismo, in L'Arte Moderna, VII, n. 56, Milano 1969, p. 65 (datato 1928, illustrato)
    G. C. Argan, Storia dell'Arte Italiana Moderna 1770-1970, Firenze 1970, vol. IV, p. 597, tav. 643 (datato 1928, illustrato)
    F. Tempesti, Arte dell'Italia fascista, Milano 1976, p. 136 (datato 1928)
    P. Vivarelli, catalogo mostra Alberto Savinio, Roma 1978, p. 91
    G. Briganti, L. Sciascia, Alberto Savinio, pittura e letteratura, Parma 1979, p. 61 (datato 1928, illustrato)
    P. Vivarelli, catalogo mostra Savinio, gli anni di Parigi, dipinti 1927-1932, Verona 1990, p. 330 (illustrato)
    P. Vivarelli, Alberto Savinio. Catalogo Generale, Milano 1996, p. 93, n. 4 (datato 1930, illustrato)
    P. Vivarelli, Savinio, Firenze 2003, p. 45 (datato 1930, illustrato)


    Exhibited

    Arezzo, Galleria Comunale d'Arte Moderna, Mitologie del tempo, 19 maggio - 13 giugno 1965, cat., tav.18 (datato 1928, illustrato)
    Milano, Palazzo Reale, Alberto Savinio, giugno-luglio 1976; poi Bruxelles, Sociètè des Expositions du Palais des Beaux-Arts de Bruxelles, 5 agosto - 5 settembre 1976
    Budapest, Museo di Belle Arti, Alberto Savinio (1891-1952), 28 gennaio - 5 marzo 2000, cat., p. 104, n. 14 (datato 1930, illustrato)
    Siracusa, Cripta del Colleggio, Genius: primato degli artisti italiani del Novecento, 18 settembre - 30 ottobre 1997, cat., tav. 12 (datato 1928, illustrato)