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    Sale 1506

    Milan Modern and Contemporary

    5 - 6 April 2016, Milan, Palazzo Clerici

  • Lot 22

    Gino Severini (1883-1966)

    Tango argentino

    Price Realised  

    Estimate

    Gino Severini (1883-1966)
    Tango argentino
    firmato g. Severini (in basso a destra); firma e titolo Gino Severini Le Tango Argentin (sul retro)
    pastelli su cartoncino applicato su tela
    cm 64,3x53
    Eseguito nel 1913


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    Con questa dichiarazione, Filippo Tommaso Marinetti, poeta e scrittore italiano, riassume i principi fondamentali di una delle avanguardie storiche italiane del Novecento più importanti - il Futurismo. La nascita del movimento può essere determinata con precisione, il 20 febbraio 1909, data della pubblicazione del 'Manifeste du futurisme' sulla prima pagina del quotidiano di Parigi, Le Figaro. Il manifesto esprimeva il desiderio ardente dell'autore di abbracciare il futuro, costituendo una glorificazione delle nuove tecnologie dell'automobile e del locomotivo, oltre alla bellezza della velocità, la forza ed il movimento da essi generati. Esaltando la violenza ed il conflitto, Marinetti lanciò un appello agli artisti, invitandoli ad avviare una rivoluzione culturale e sociale che avrebbe confutato il passato e distrutto il culto dei musei e dei capolavori del passato. Riteneva che una tale venerazione della storia stemperasse le reazioni della popolazione nei confronti delle forze della vita moderna e dell'atmosfera di innovazione, progresso e sviluppo interno, esortando come rimedio la distruzione di tutte le istituzioni culturali. La retorica del manifesto era appassionatamente magniloquente, ed il suo tono aggressivo mirava volutamente a suscitare polemiche. In questo modo, Marinetti intendeva provocare nei lettori una reazione drammatica, introducendo all'avanguardia un'elemento militante ed attivista che avrebbe avuto una notevole influenza nel corso del secolo.

    Fondato come movimento letterario, il Futurismo si è rapidamente diffuso in altri ambienti artistici, ispirando architetti, musicisti e artisti visivi a cogliere la chiamata alle armi di Marinetti. Nel 1910, i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, e Gino Severini hanno pubblicato insieme il Manifesto dei Pittori Futuristi, nel quale elencavano i loro obbiettivi per dare una risposta artistica alla pubblicazione di Marinetti. Promuovendo l'orginalità e l'innovazione nella rappresentazione, questi artisti propugnavano una nuova forma di arte visiva centrata sullo spettacolo della vita del ventesimo secolo. Di conseguenza, le sensazioni e l'estetica della velocità, del movimento e dell'innovazione industriale e tecnologica sono diventati i loro temi principali, attraverso l'esaltazione della bellezza pura della macchina, dell'elettricità e della vita frenetica della metropoli moderna. Per trasmettere l'impressione di queste sensazioni, i pittori futuristi si sono serviti di forme frammentate e piani compenetranti per raffigurare simultaneamente l'oggetto da diversi punti di vista, spesso con la ripetizione ritmica dei contorni del soggetto che coglie il dinamismo innerente della figura in movimento. Presentiamo in questa vendita un gruppo opere che rappresentano le ideali essenziali del movimento futurista e che esprimono lo spirito innovativo di quegli artisti rivoluzionari: il Tango Argentino di Gino Severini (Lotto 22), il Complesso colorato di frastuono + velocità (Lotto 23) di Giacomo Balla, velocità sul lago di Roberto Marcello Iras Baldessari (Lotto 65) e Aurora Volando n. 2 di Gerardo Dottori (Lotto 64).

    With this statement, the Italian poet and editor Filippo Tommaso Marinetti summarized the central tenets of one of the most important avant-garde art movements to emerge from Italy in the twentieth-century - Futurism. The birth of the movement can be accurately dated to February 20, 1909, and the publication of Marinetti's "Manifeste du futurisme (Manifesto of Futurism)" on the front page of the Parisian newspaper, Le Figaro. This manifesto expressed the author's passionate desire to embrace the future, with the text glorifying the new technologies of the automobile and the locomotive, and the beauty of the speed, power and movement that they generated. Exalting violence and conflict, Marinetti called on artists to begin a cultural and social revolution, one which rejected the past and destroyed the cult of masterpieces and museums. He believed that such veneration of history blunted people's reactions to the forces of modern life and the atmosphere of innovation, progress and advancement that surrounded them, and advocated that all cultural institutions be destroyed to remedy this. The manifesto's rhetoric was passionately bombastic, its tone aggressive and purposely intended to arouse controversy. In this way, Marinetti aimed to provoke a dramatic reaction in his readers, and introduced a distinctively militant and activist element to the avant-garde, which would have far-reaching influence throughout the rest of the century.

    Founded as a literary movement, Futurism quickly spread to other artistic circles, inspiring architects, musicians, and visual artists to take up Marinetti's call to arms. In 1910, the painters Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, and Gino Severini collectively issued the Manifesto of Futurist Painters, in which they detailed their aims for an artistic response to Marinetti's publication. Championing originality and innovation in representation, these artists advocated a completely new type of visual art, one which centred on the spectacle of life in the twentieth century. As a result, the sensations and aesthetics of speed, movement, and industrial and technological innovation became their primary subject matter, with the artists revelling in the pure beauty of the machine, of electricity and the frenzy of life in the modern metropolis. To capture an impression of these sensations, the Futurist painters used fragmented forms and intersecting planes to show several simultaneous views of the object at once, often including rhythmic repetitions of the subject's outlines to capture the inherent dynamism of the figure in motion. Among the lots offered in this sale are several works which encapsulate many of the key ideals of the Futurist movement, and represent the pioneering spirit of these revolutionary artists, including Gino Severini's Tango Argentino (Lot 22), Giacomo Balla's
    Complesso colorato di frastuono + velocità (Lot 23), Roberto Marcello Iras Baldessari's velocità sul lago (Lot 65) and Gerardo Dottori's Aurora Volando n.2 (Lot 64).


    Le opere di Gino Severini (lotto 22) e Felice Casorati (lotto 28) che presentiamo in questa sezione, provengono da quella che a buon titolo possiamo definire una collezione d'arte, non una raccolta ma una vera e propria collezione, che ha riunito per decenni opere moderne di artisti attivi nella prima metà del secolo scorso, scelti e selezionati con gusto raffinato sulla base della loro coerenza, importanza storica, qualit museale e massima rappresentatività dell'arte moderna italiana. La collezione ha annoverato opere di artisti quali Morandi, Sironi, Casorati, per citarne solo alcuni. Un sostanzioso gruppo di queste opere è stato appena offerto da Christie's nei cataloghi londinesi di Impressionist and Modern Art nel febbraio 2016. Oggi, dopo decenni di assenza dal mercato, vengono proposte le punte di diamante: il raro Tango argentino, 1913 di Gino Severini e l'enigmatico Ragazza nuda di Felice Casorati.
    La genesi di questa collezione è interessante al pari di colei che per decenni ne è stata la migliore consulente: Claudia Gian Ferrari. La collezione infatti inizia ad essere creata negli anni Sessanta grazie allo spirito imprenditoriale e alla grande vivacità intellettuale dei proprietari, ma ad orientarne le scelte e rendere più acuto il bisogno di qualità nella selezione è stata Claudia Gian Ferrari, grande protagonista nel mondo dell'arte in Italia.

    Eseguito nel 1913, Tango Argentino coglie i movimenti dinamici ed intricati del ballerino moderno, preso dal ritmo dell'ultima danza alla moda - tema centrale nella pittura di Gino Severini nei primi anni del Novecento. Severini associava il dinamismo non solo con le innovazioni meccaniche e le nuove technologie, ma anche con l'energia pulsante e magnetica della città moderna. Credeva che la frenesia presente nella vita notturna dei caffè, delle sale da ballo e dei cabaret di Parigi cogliesse perfettamente l'esperienza moderna, con dei ballerini sia professionali che dilettanti che si accalcavano nei locali più famosi per ballare le nuove danze, la moda del momento. Arrivando a Parigi nel 1906, l'artista fu immediatemente colpito dall'atmosfera scintillante e travolgente, oltre alla frenesia tumultuosa di movimento, ritmo e rumore, e, grazie al proprio talento per il ballo, presto diventò frequentatore assiduo dei locali parigini più eccitanti. Nella sua autobiografia, l'artista descrive l'atmosfera inebriante che sperimentò in prima persona, dicendo: erano feste carnevalesche con carozze piene di bellissime donne mascherate e svestite, con una pioggia di coriandoli, e stelle filanti molticolori, ecc. L'atmosfera era di una frenesia totale, accesa indubbiamente dalle grandi quantità di champagne' [G. Severini, The Life of a Painter, trad. J. Franchina, New Jersey, 1995, p.54]. Ispirato da quei festeggiamenti notturni, Severini decise di raffigurare le figure danzanti che aveva intorno, adoperando uno stile sempre pi astratto nelle pitture e nei disegni, nel tentativo di trasmettere le impressioni sensorie - suoni, odori, luce, colori e velocità - che accompagnavano i loro movimenti.
    L'opera qui presentata si concentra sui passi sensuali del Tango Argentino, un ballo nato nei quartieri popolari e degli immigrati a Buenos Aires, e nei primi mesi del 1913 la sua popolarità era diventata un fenomeno internazionale. Parigi era l'epicentro della moda del tango, che mentre si diffondeva nei cabaret della città ha provocato grandi cambiamenti nella moda, nella musica e nella cultura. Nel descrivere il tango, la celebre ballerina americana Isadora Duncan, che suscitò scalpore nell'Europa all'inizio del secolo con il suo stile lirico e moderno, disse che era 'Morbido come una carezza, tossico quanto l'amore sotto il sole di mezzogiorno, crudele e pericoloso come una foresta tropicale' [Isadora Duncan, My Life, New York, 1927, n.p.]. Quell'elemento drammatico, insieme all'eroticismo spinto della danza, aveva grande risonanza per il pubblico parigino, desideroso di novità e impavido davanti alla natura osè dello stretto abbraccio caratteristico della danza. Severini rimase incantato dal tango, iniziando una serie di disegni ad inchiostro, di pastelli e di pitture ad olio dedicate al tema, con cui ha esplorato le sfumature dei vari passi e dei movimenti. Ha dedicato gli ultimi mesi del 1913 al tema, e le opere raffigurano la coppia danzante da vari punti di vista, impegnata in una varietà di passi e pose diversi. Il fascino di Severini per la danza è evidente nell'attenzione dedicata alla rappresentazione accurata dei particolari caratteristici dello stile, come la postura inclinata distintiva del tango, e il contatto petto a petto dei danzanti, trasmessi in modo così eloquente in questi immagini. Come negli studi eseguiti delle varie danza animalistiche in voga l'anno precedente [la Danza dell'Orso, la Turkey Trot], in questo pastello la coppia che balla il tango si trova al centro dinamico dell'immagine, evidenziando il contatto intenso tra i due corpi mentre le loro forme si intrecciano nella danza.

    Il lavoro qui presentato coglie splendidamente i movimenti cinetici della danza attraverso solo il colore, la linea e la forma. I particolari dei corpi dei ballerini non sono descritti dall'artista, ma piuttosto costruiti attraverso un gioco di linee acute, curve eleganti e sinuose, e pennellate frammentate, che si incrociano e si spezzano, evocando l'energia dinamica delle forme della coppia impegnata nei passi della danza. Eliminando qualsiasi riferimento all'ambientazione, Severini libera il movimento dal suo contesto ambientale, sottolineando gli effetti ritmici della danza stessa, e il modo in cui i corpi si intrecciano e si seguono in una sequenza di ritmi e movimenti in cambiamento continuo.

    Al tema del "tango argentino" Severini iniziò a pensare probabilmente dopo il ritorno in Italia. Non si trattava solo di riprendere un collaudato interesse per i temi della danza ma di come ispirarsi a un particolare tipo di ballo, come già per la "Danza dell'Orso", in modo da renderne le qualità di cadenza ritmica astratta senza sacrificare al naturalismo.

    Così la serie di studi sul tema del tango argentino, che culminerà nell'olio ora di proprietà del Museo di Syracuse (v. n. 167), si qualifica per il ritmo serrato e cadenzato della composizione, diverso dall'andamento ondeggiante delle ballerine in pailettes, impostato a zig-zag, con forte accentuazione del passo falcato, dell'angolo delle spalle, delle braccia sporgenti.

    Il pastello, insieme al suo omologo (cfr. n. 166), fu eseguito probabilmente a Firenze nel novembre del 1913 nella mostra organizzata da Soffici all'insegna di "Lacerba". Infatti da una lettera inviata da Severini a Soffici (Pienza, 18 novembre 1913) apprendiamo che il pittore si accingeva a spedire per l'esposizione quattro pastelli fra i quali Tango argentino dalle misure di 71x60 cm circa. Poiché più avanti viene specificato dallo scrivente che le opere sono incorniciate, se aggiungiamo ai fogli 7 cm per il passe-partout, raggiungiamo per entrambi i pastelli le misure indicate nella lettera.
    (D. Fonti, Gino Severini, Milano 1988, p. 157, n. 163)

    LETTERA DI G. SEVERINI AD A. SOFFICI

    Pienza 18 - nov 1913
    "Caro Soffici,
    per mandare i lavori alla stazione non cè verso prima di giovedì (siamo lontani dal mondo civilizzato). Spedirò Grande V. e al più tardi sabato saranno a Firenze (22 Nov).

    Le dimensioni dei quadri sono 071x060 quasi uguali tutti e 4 - spedisco dunque quattro pastelli con vetro ecc. Se avete bisogno dei titoli, nel caso che faceste un catalogo, eccoli - 'Tramway en course
    (étude n. 1)'; 'Le double boston (étude n. 1)'; 'Le tango argentin (étude n.1)'; 'Le tango argentin (étude n. 2)'

    Sto facendo un quadro sulle dimensioni di quello spedito, ma sarà per l'esposizione di Roma, non è possibile finirlo per Firenze - Sai che il 1 Dicembre cè a Roma l'esposizione di scultura? quando è la nostra? Ho ricevuto Lacerba col disegno - è riprodotto benissimo, almeno mi pare! Potresti farmi mandare due o tre numeri di questo ultimo per mie relazioni particolari suscettibili di abbonamento? Ti manderò presto altro disegno e un articolo - sintesi sulla nostra pittura - Tiemmi informato sull'esito dell'esposizione; mi diverto immensamente pensando all'effetto che produrrà a Firenze -
    Affettuosamente tuo,

    Gino Severini".

    (cit. in M. Drudi Gambillo, T. Fiori, Archivi del Futurismo, Roma 1986, vol. I, pp. 304 - 305)


    The works of Gino Severini (lot 22) and Felice Casorati (lot 28), which are presented in this section of the sale, come from what can genuinely be defined as an art collection, not merely a group of art works, but a collection in the true sense of the word, and over decades it has brought together the works of artists active during the first half of the twentieth century, chosen and selected with sophisticated taste on the basis of their coherency, historical significance, museum-standard quality and the way they are most representative of Italian modern art. The collection included works by artists such as Morandi, Sironi, and Casorati, among others. A substantial group of these works was recently offered by Christie's in the catalogues of the Impressionist and Modern Art sales held in London in February 2016. Now, following years of absence from the market, we are proud to present the jewels: the rare Tango argentine, painted by Gino Severini in 1913, and the Ragazza nuda by Felice Casorati.

    The origin of this collection is as fascinating as the person who for many years acted as its guide: Claudia Gian Ferrari. The collection started to be assembled in the 1960s, thanks to the entrepreneurial spirit and intellectual curiosity of the owners, but guiding their choices, ensuring that quality was uppermost in the selection was Claudia Gian Ferrari, an important protagonist of the Italian art world.

    Executed in 1913, Tango Argentino captures the intricate, dynamic movements of the modern dancer, caught up in the rhythm of the latest fashionable dance - a theme that had become the central focus of Gino Severini's paintings in the opening years of the twentieth century. Severini associated dynamism not solely with the innovations of modern machines and new technology, but also with the pulsating, magnetic energy of the modern city. He believed that the vitalistic frenzy that emerged at night in the bars, dancehalls and cabarets of Paris perfectly encapsulated the modern experience, as professional and amateur dancers alike crowded into the most popular nightspots to perform the newest dance crazes. This glittering and engulfing atmosphere, with its riotous frenzy of movement, rhythm and noise, had immediately captured the artist's attention upon his arrival in the city in 1906, and - thanks to his own dancing talent - he quickly became a welcomed visitor to the most thrilling Parisian nightclubs. In his autobiography, the artist describes the heady environment he experienced first hand here, saying: 'they were carnivalesque parties with carriages full of beautiful masked and undressed women, with showers of confetti, multi-coloured streamers, etc. The atmosphere was one of total frenzy, undoubtedly animated by quantities of champagne' (G. Severini, The Life of a Painter, transl. J. Franchina, New Jersey, 1995, p. 54). Inspired by these nocturnal revelries, Severini chose to depict the dancing figures that surrounded him, representing them in an increasingly abstract style in his paintings and sketches in an effort to convey the sensory impressions - the sounds, odours, light, colours and speed - that accompanied their movements.

    The present work focuses on the sensual steps of the Argentine Tango, a dance born in the immigrant and working class neighbourhoods of Buenos Aires, which had exploded into an international phenomenon in the opening months of 1913. Paris was the epicentre of this tango craze, with the dance driving changes in fashion, music and culture as it swept through the city's clubs. Severini was enchanted by the tango, and began a series of ink drawings, pastels and oil paintings devoted to the subject, in which he explored the nuances of its steps and movements. Occupying him for much of the latter half of 1913, these works portray the dancing couple from all angles, engaged in a variety of different steps and poses. Severini's fascination with the dance is evident in the level of attention he paid to capturing the details of the style correctly, with elements such as the tango's distinctive leaning posture, and the chest-to-chest connection of the dancers, eloquently translated into these images.

    The present work captures the kinetic movements of the dance through colour, line and form alone. The details of the dancer's bodies are not described by the artist, but rather construed through the play of sharply angled lines, elegant sensuous curves, and fragmented brushwork, which intersect and break apart to suggest the dynamic energy of the couple's forms as they perform the steps. Eliminating all reference to the setting, Severini releases the movement from its environmental context, heightening the focus on the rhythmic effects of the dance itself, and the ways in which the bodies intersect and follow one another in a constantly shifting sequence of rhythm and movement.

    Severini probably began to consider the theme of the "Argentine tango" after his return to Italy. It did not only mean revisiting once again an already proved interest in themes relating to dance, but also drawing on a particular type of dance for inspiration, as previously with the "Bear Dance", so as to render the qualities of its abstract rhythmic cadence without sacrificing naturalism.

    Hence the series of studies on the theme of the Argentine tango, which was to culminate in the oil painting now in the collection of the Syracuse Museum, is distinguished by the rapid and marked rhythm of the composition, in contrast to the undulating motion of the sequinned ballerinas, set out in a zig zag, with the striding step, the angle of the shoulders, and the protruding arms being highly exaggerated.

    The pastel drawing, together with its counterpart, was probably executed in Florence in November 1913 in the exhibition organised by Soffici under the auspices of the review "Lacerba". In fact, from a letter Severini wrote to Soffici (Pienza, 18 November 1913) we learn that the painter was about to send four pastelli to the exhibition, including Argentine tango, measuring approximately 71x60 cm. Since the writer later specifies that the works are framed, if a further 7 cm are added to the dimensions of the paper for the passe-partout, both pastel drawings match the measurements indicated in the letter.

    (D. Fonti, Gino Severini, Milan 1988, p. 157, n. 163)

    LETTER WRITTEN BY G. SEVERINI TO A. SOFFCI

    Pienza 18 Nov 1913

    "Dear Soffici,

    there is no way of sending the works to the station before Thursday (we're miles from civilisation). I will send rande V. and they will be in Florence by Saturday (22 Nov) latest.

    The dimensions of the pictures are 071x060 and all 4 are almost the same - So I'm going to be sending four pastel drawings with glass etc. If you need titles, in case you do a catalogue, here they are - 'Tramway en course (study n. 1)';'Le double boston (study n. 1)'; 'Le tango argentin (study n. 1)'; 'Le tango argentin (study n. 2)'

    I am doing a picture of the same measurements as the one I've sent, but it will be for the exhibition in Rome, it's not possible to finish it for Florence - Did you know that on December 1st there's the sculpture exhibition in Rome? when is ours? I received Lacerba with the drawing - the reproduction is really good, or at least it seems so to me! Could you send me two or three copies of the latest for my relations particularly susceptible to subscription? I'll send you another drawing very soon and an article - a synthesis of our painting - Let me know how the exhibition goes; I'm finding it very amusing to think about how it will go down in Florence,

    Affectionately yours,

    Gino Severini"


    (Quoted in M. Drudi Gambillo, T. Fiori, Archivi del Futurismo, Rome 1986, vol. I, pp. 304-305)

    Special Notice

    Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.


    Provenance

    Galleria dell'Annunciata, Milano
    Collezione G. Caprotti, Milano
    Galleria Daverio, Milano
    Galleria Gian Ferrari, Milano
    ivi acquisito dalla famiglia dell'attuale proprietario


    Pre-Lot Text

    DA UNA RAFFINATA COLLEZIONE ITALIANA (LOTTI 22 E 28)
    PROPERTY FROM A DISTINGUISHED ITALIAN COLLECTION (LOTS 22 AND 28)


    Literature

    P. Pacini, Severini, Firenze 1966, n. 14
    D. Fonti, Gino Severini, Milano 1988, p. 157, n. 163 (illustrato)


    Exhibited

    Firenze, Galleria Gonnelli, Esposizione di Pittura Futurista di "Lacerba", novembre 1913 - gennaio 1914, n.
    Roma, Galleria Futurista, Esposizione di pittura futurista, Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, Soffici, febbraio - marzo 1914, cat., n. 13
    Londra, The Doré Galleries, Exhibition of the works of Italian Futurist Painters and Sculptors, aprile 1914, cat., n. 53
    Napoli, Galleria Futurista, Prima esposizione di pittura futurista: Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, Soffici, maggio - giugno 1914, cat., n. 35
    San Francisco, The Palace of Fine Arts, Panama-Pacific International Exposition, febbraio - dicembre 1915, cat., n. 1172
    Ginevra, Galerie Krugier, The Futurism, 1968, cat., p. 8, n. 47 (illustrato, datato 1912)
    Milano, Galleria Daverio, Gino Severini, 1982 - 1983, no. 4 (illustrato, datato 1912)
    Firenze, Palazzo Pitti, Gino Severini, giugno - settembre 1983, p. 74, n. 20 (illustrato)
    Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, Gino Severini, La danza 1909-1916, maggio - ottobre 2001, p. 112, n. 23; p. 113 (illustrato) Ravenna, Loggetta Lombardesca, Da Renoir a De Stäel, Roberto Longhi e il modernismo, febbraio - giugno 2003, p. 226, p. 227 (illustrato)


    Post Lot Text

    'TANGO ARGENTINO' (ARGENTINIAN TANGO); SIGNED LOWER RIGHT; SIGNED AND TITLED ON THE REVERSE; PASTELS ON CARDBOARD LAID DOWN ON CANVAS