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    Sale 2515

    Old Master Pictures

    26 May 2009, Palazzo Clerici, Milano

  • Lot 53

    Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691-1765 Roma)

    Cerimonia alla presenza di Benedetto XIV

    Price Realised  

    Estimate

    Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691-1765 Roma)
    Cerimonia alla presenza di Benedetto XIV
    olio su tela
    120.5 x 171 cm.


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    Riemerso in maniera imprevista dalla raccolta che, molto probabilmente, lo custodiva fin dall'origine, questo inedito dipinto costituisce una splendida aggiunta al catalogo di Giovanni Paolo Panini. Autore di capricci e vedute, l'artista piacentino applicò il suo straordinario talento anche nel riportare la cronaca degli eventi salienti della corte romana e di quelli organizzati nella Città eterna dai rappresentanti delle monarchie europee. Grazie al suo pennello, ad esempio, piazza San Pietro divenne la cornice d'eccezione per il dispiegarsi del corteo dell'ambasciatore francese venuto a porgere omaggio al papa regnante; piazza Navona, lo spazio scenico in cui allestire i festeggiamenti per la nascita del Delfino; i giardini del Coffee House al Quirinale, il teatro della visita di Carlo III e del ricevimento offerto dalla corte pontificia.
    A questi eventi legati alla diplomazia e alla politica internazionale si aggiungono poi, offrendo confronti più pertinenti al nostro dipinto, le cerimonie ecclesiastiche legate alla consacrazione dei nuovi cardinali, che Panini ritrasse sullo sfondo della basilica vaticana o delle chiese titolari dei nuovi eletti, rese ancor più grandiose del vero grazie ai principi della scenografia teatrale. Ricordiamo, a questo proposito, la tela raffigurante la cerimonia tenutasi in San Carlo al Corso per la consacrazione del cardinale Pozzobonelli ad Arcivescovo di Milano poco dopo la sua nomina, il 28 luglio 1743. La grande tela documentata per la prima volta nel suo testamento del 1774 e ora nel Museo Civico di Como lo raffigura con le insegne vescovili e affiancato da due cardinali nell'atto di impartire la benedizione alla folla inginocchiata mentre, preceduto da un corteo di attendenti, si dirige verso l'altare maggiore dove lo attende il pontefice. Molte figure di ecclesiatici e in particolare quelle dei cardinali che affiancano il nuovo arcivescovo appaiono molto vicine e anzi quasi sovrapponibili a quelle del nostro dipinto. Non a caso, erano stati riferiti alla tela Pozzobonelli gli studi preparatori qui di seguito illustrati che oggi possiamo invece riconoscere come relativi alle figure di cardinali che affiancano il vescovo protagonista del nostro dipinto.
    Motivi di provenienza inducono a rintracciare in questa scena un episodio legato alla carriera ecclesiastica del marchese Giovanni Carlo Molinari (1715-1763), il cui ritratto a pastello dipinto da Rosalba Carriera è stato venduto da Christie's il 25 maggio 2008. Poche sono in realtà le notizie che lo riguardano: allievo dell'Almo Collegio Borromeo a Pavia, egli completò a Roma la propria formazione presso l'Accademia Ecclesiastica Pontificia. In previsione dell'Anno Santo del 1750 gli fu affidato l'incarico di dirimere le controversie che avrebbero potuto sorgere tra romani e forestieri (G. Moroni, Dizionario di erudizione ecclesiastica, Venezia 1840-61, II, p. 137; a questo incarico si riferisce probabilmente il breve papale del 28 novembre 1749). Dopo essere stato nunzio pontificio a Bruxelles, con bolla del 30 giugno 1756 fu nominato arcivescovo di Damasco, una carica a cui corrispondevano i titoli e la dignità arcivescovile ma che era priva di stabile sede e di giurisdizione diocesana. A questo evento potrebbe appunto riferirsi il nostro dipinto, il cui protagonista, raffigurato in posizione centrale accanto al pontefice, è appunto un vescovo in atto di ostentare le insegne pastorali. Una datazione nel 1756 potrebbe convenire al nostro dipinto anche in considerazione dell'età mostrata da Benedetto XIV, che riconosciamo seduto a sinistra dell'altare: decisamente più anziano di quanto tramandi il noto ritratto di Pierre Subleyras, o quello eseguito dallo stesso Panini, in cui il pontefice è accompagnato dal cardinal camerlengo, Silvio Valenti Gonzaga. Decisamente invecchiato, o almeno appesantito nei tratti, appare il nuovo arcivescovo, che avevamo conosciuto nel ritratto più giovanile, o forse semplicemente più lusinghiero, di Rosalba.
    Di difficile individuazione è invece la sala in cui la scena si svolge, caratterizzata da un fregio dipinto in cui scene della vita di Cristo entro pannelli rettangolari ornati da volute si alternano a figure entro nicchie affiancate da putti, sotto un soffitto piatto ma forse ampliato da motivi prospettici. Agli angoli, stemmi di Urbano VIII Barberini specificano trattarsi di un palazzo papale, come del resto prevedibile. Una sala così decorata non è però rintracciabile, per quanto sappiamo, nei palazzi pontifici del Vaticano o del Quirinale, anche se non può escludersi che si tratti di uno dei numerosi ambienti modificati nell'Ottocento; né ci vengono in aiuto il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino riprodotto (o immaginato) sopra l'altare, o la copia dalla Trasfigurazione di Raffaello sulla parete destra della sala. È probabile tuttavia che l'artista e il suo committente fossero interessati a ricordare l'evento ma non, in maniera specifica, il luogo dove si era svolto.
    È probabile che l'esecuzione di questa scena ricca di personaggi illustri sia stata preceduta da studi disegnati o dipinti volti a definirne gli atteggiamenti e i visi. Restano oggi due studi a olio (30.5x16.4 cm.) presentati nel 2003 da Jean-Luc Baroni (Master Paintings and Sculpture, 16 gennaio-21 febbraio 2003, n. 13 a-b) come studi per gli assistenti del cardinale Pozzobonelli nel dipinto già ricordato, ma in realtà perfettamente coincidenti con quelli al centro del nostro dipinto. Ringraziamo David R. Marshall e Ferdinando Arisi per averceli segnalati e per aver confermato l'attribuzione a Panini da fotografia.

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