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    Sale 1506

    Milan Modern and Contemporary

    5 - 6 April 2016, Milan, Palazzo Clerici

  • Lot 34

    Tano Festa (1938-1988)

    Via Veneto 2

    Price Realised  

    Estimate

    Tano Festa (1938-1988)
    Via Veneto 2
    titolo, firma, data e dedica "Via Veneto" 2 Tano Festa giugno 1961 dedicato a Toti Scialoja (sul retro)
    legno, carta e tempera su tela
    cm 149,7x179,7
    Eseguito nel 1961
    Opera registrata presso l'Archivio Tano Festa, Roma, n. 61150/K155, come da autentica su fotografia


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    Il 1963, data infausta per la prematura morte di Francesco Lo Savio e di Piero Manzoni, è stato un anno importante per Roma, un anno da annoverare tra quelli in cui si affermano novità significative. Cesare Vivaldi le riassume in un noto e citatissimo articolo comparso nel dicembre 1963 sul numero 12 de "Il Verri", quello monografico dedicato all'arta Dopo l'informale. Nell'articolo intitolato La Giovane Scuola di Roma, fortunato appellativo che verrà in seguito diversamente declinato in Scuola di Piazza del Popolo, Vivaldi identifica una compagine di artisti attivi a Roma, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Mario Schifano e Cesare Tacchi, con personalità differenti e diversi caratteri stilistici, ma che insieme formano una corrente, una scuola appunto, "grazie a un minimo comune denominatore di essenziale importanza: il modo mediato e insieme aggressivo, mordente, tutt'altro che indiretto di tenere nuovamente in conto le apparenze esterne. Lo sguardo dei nuovi artisti è oggettivo e insieme antinaturalistico, spietato e nitido, senza espressionismi, senza soggettivismi e senza sbavature sentimentali (il che non significa che essi evitino la partecipazione del sentimento e del 'giudizio' ideologico e persin politico) 'mediato' attraverso il più apparentemente freddo e anonimo e impassibile degli strumenti ottici, l'obiettivo fotografico" (C. Verri, la giovane scuola di Roma, in "Il Verri", Roma, n. 12, dicembre 1963, pp. 101-105).
    Nel 1959 Tano Festa approda alla galleria La Salita di Gian Tomaso Liverani (da dove quest'opera proviene), che all'epoca era una delle sedi espositive più prestigiose a Roma per l'arte contemporanea. Espone, inizialmente, in una collettiva, insieme a Franco Angeli e a Giuseppe Uncini. Nel 1960 abbandona la gestualità informale e realizza i suoi primi dipinti monocromi. Privilegia il colore rosso solcato da strisce di carta, imbevute dello stesso colore, che scandiscono verticalmente la superficie del quadro. Il rosso di Tano Festa non è sensuale ed elegante come i colori di Mario Schifano, che in contemporanea con il suo amico realizzava lo stesso radicale azzeramento. Quello di Festa è un rosso che ricorda una materia organica come il sangue, ma anche la luce utilizzata nella camera oscura nella fase dell'impressione fotografica. [...] Nel 1961 Festa comincerà a scandire la superficie dei suoi quadri non più con la carta, ma con listelli di legno disposti verticalmente a intervalli irregolari. Sono questi i nuovi lavori che l'artista presenta alla sua prima personale nel maggio 1961 alla galleria La Salita: il legno, sostituendo la carta, contribuisce a dare un aspetto più oggettuale al quadro e l'uso di vernici industriali allontana definitivamente ogni partecipazione emotiva dell'autore.
    Tra le altre opere della stessa serie, l'opera intitolata Via Veneto 1 è attualmente parte della collezione Maramotti a Reggio Emilia.
    An inauspicious year marked by the premature deaths of Francesco Lo Savio and Piero Manzoni, 1963 proved to be an important one for Rome, to be considered among those in which significant innovation occurred. Cesare Vivaldi summed this up in a well-known and much quoted article that appeared in December 1963 in issue no.12 of "Il Verri", the monograph dedicated to art Dopo l'informale (After the Informale). In the article, entitled La Giovane Scuola di Roma (Young School of Rome), a fortunate description that would eventually be transformed into the Scuola di Piazza del Popolo.
    Vivaldi identified a group of artists active in Rome, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Mario Schifano and Cesare Tacchi, who, despite their different personalities and varying artistic styles, together constituted a trend, even a school "thanks to an essential lowest common denominator: the mediated way, at once biting and aggressive, anything but indirect in taking into account once again external appearances. The vision of these new artists is objective and yet anti-naturalistic, merciless and clear, displaying none of the features associated with expressionism, subjectivism and without any sentimental drooling (which doesn't mean that they avoid the involvement of sentiment and ideological, even political 'judgement') 'mediated' through the most apparently cold, impersonal and unemotional of optical instruments, the photographic lens" (C. Verri, La giovane scuola di Roma, in "il Verri", n. 12, December 1963, Rome, pp. 101-105).
    In 1959, Tano Festa came to the Galleria La Salita owned by Gian Tomaso Liverani (from where this work originates), at that time one of the most prestigious exhibition spaces in Rome for contemporary art. He exhibited initially in a group show, together with Franco Angeli and Giuseppe Uncini. In 1960, he abandoned gestural art and the Informale and produced his first monochrome paintings. He favoured red, cut through with strips of paper soaked in the same colour which articulated the picture surface in a vertical manner. Tano Festa's red was not sensual and elegant like the colours of Mario Schifano, who together with his friend had realised the same radical return to zero. The red used by Festa is instead reminiscent of an organic substance such as blood, but also of the light used in the dark room during the making of photographic prints. [...] In 1961, Festa would begin to articulate the surface of his paintings no longer with paper, but with strips of wood laid vertically at irregular intervals. In May 1961, it was these new works that the artist showed at his first solo exhibition held at the Galleria La Salita: in replacing paper, the wood contributed to making the painting appear more like an object and the use of industrial paints definitively removed any emotional involvement by the artist.
    One of the other works from this series, titled Via Veneto 1, is currently part of Collezione Maramotti in Reggio Emilia.

    Special Notice

    Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.


    Provenance

    Galleria La Salita, Roma
    Galleria L. V., Milano
    Farsetti Arte, Prato
    ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1997


    Post Lot Text

    'VIA VENETO 2' (VIA VENETO 2); TITLED, SIGNED, DATED AND INSCRIBED ON THE REVERSE; BOARD, PAPER AND TEMPERA ON CANVAS

    L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione
    The work is accompanied by an export licence