• Christies auction house James Christie logo

    Sale 2512

    Old Master Pictures

    25 November 2008, Milan, Palazzo Clerici

  • Lot 21

    Tommaso Salini ? (Roma c. 1575-1625)

    Vaso di fiori con rose, tulipani, ortensie e una farfalla; e Vaso di fiori con garofani, peonie, gigli, tulipani, narciso ed una farfalla

    Price Realised  

    Tommaso Salini ? (Roma c. 1575-1625)
    Vaso di fiori con rose, tulipani, ortensie e una farfalla; e Vaso di fiori con garofani, peonie, gigli, tulipani, narciso ed una farfalla
    olio su tela
    66.5 x 50 cm. (2)


    Contact Client Service
    • info@christies.com

    • New York +1 212 636 2000

    • London +44 (0)20 7839 9060

    • Hong Kong +852 2760 1766

    • Shanghai +86 21 6355 1766

    La coppia di fiori qui presentata si iscrive con ogni evidenza nel percorso della natura morta romana e, più precisamente, nella produzione riferibile alla generazione di artisti immediatamente successiva a quella del Caravaggio. Un ambito segnato, come si sa, da rare opere firmate e da ben poche date certe, tanto che la definizione dei suoi protagonisti, spesso poco più che nomi tramandati dalle fonti biografiche e da inventari coevi, si è svolta per successive approssimazioni e non può dirsi ancor oggi perfettamente compiuta.
    La storia critica dei dipinti qui offerti testimonia appunto di questa difficoltà e del percorso compiuto dagli studi di natura morta a partire dalla storica mostra del 1964. Appunto in quella occasione, Raffaello Causa suggerì di individuare la mano dell'ancor misterioso Giacomo Recco (Napoli 1603-1653) in un dipinto di fiori caratterizzato dalla presentazione simmetrica del bouquet entro un vaso decorato da motivi 'a grottesche' di gusto cinquecentesco. Questa ipotesi fu poi accolta da studi successivi, che ampliarono il catalogo del supposto Giacomo Recco con i Vasi di fiori decorati dagli stemmi della famiglia Spada e del cardinale Poli, entrambi provenienti dalla galleria Lorenzelli di Bergamo. Ad essi si è voluto appunto collegare la coppia di nature morte qui presentate, pubblicate come opera dell'artista napoletano in un volume dedicato nel 1983 alle collezioni private bergamasche.
    Lo spostamento dell'intero gruppo all'ambiente romano, e più precisamente al catalogo di Tommaso Salini, si deve invece a Mina Gregori (Una svolta per Tommaso Salini pittore di nature morte, in 'Paragone' 48, 1997, 15-16, pp. 58-63). Sulla base dell'inventario redatto alla morte del pittore nel 1625 (pubblicato nella stessa rivista da Donatella Pegazzano) ove sono ricordati 'dodici quadri diversi con vasi di invenzione di puttini di azzurro', la studiosa attribuisce al Salini il citato Vaso di fiori con lo stemma Spada, appunto in azzurro, e tutto il corpus ad esso legato sotto il nome di Giacomo Recco. A questo gruppo si aggiungerebbe, in una fase estrema dell'artista, una coppia di (ibidem, figg. 50-51) che, pur nella persistenza del motivo dei vasi a grottesche su fondo azzurro, dispone il bouquet in maniera più libera e informale, tanto da anticipare la più moderna produzione di Mario dei Fiori, nipote di Salini e probabilmente suo allievo.
    Anche i nostri dipinti presentano, come quelli citati, il vaso di fiori posato su un piano in pietra tagliato dall'ombra che invade anche lo sfondo, facendo risaltare la brillante cromia di gigli, anemoni e tulipani dipinti entro vasi intagliati a mascheroni e motivi vegetali. I gigli, in particolare, richiamano opere documentate dell'artista romano, quali la Santa Cecilia firmata, forse del 1615, e la pala di San Nicola da Tolentino nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, dipinta fra il 1615 e il 1618.

    Special Notice

    Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer''s for each lot, is calculated in the following way: 30% of the final bid price of each lot up to and including € 20.000,00 26% of the excess of the hammer price above € 20.000,00 and up and including € 800.000,00 18,5% of the excess of the hammer price above €800.000,00


    Literature

    A.A. V.V., Collezioni private bergamasche, Monumenta Bergomensia - LXI, IV, Bergamo, 1983, tav. CCCXLI-CCCXLII.