Di Milano li 26 Ott.re 1762, quattro pagine 4° (macchioline e fioriture) a un Amedeo: accesa autoapologia, per le invidie nei suoi confronti suscitate dai favori impartitigli dal Plenipotenziario asburgico: Col suo improvviso favore, Egli m'aveva alzato tant'alto, che molti invidiosi mi suscita, come doveva naturalmente accadere; e questi invidiosi per vana paura che diventando io suo Favorito non togliessi loro quel credito che hanno, o che gl'impedissi di alzarsi dove aspirano alzarsi, non solamente sono rallegrati della mia caduta, ma mi lacerano e mi vilipendono per natural conseguenza della loro invidia, e spargono mille false storie di me. Bellissimo insieme. (3) " /> BARETTI, Giuseppe (1719-1789). Tre interessantissime lettere autografe firmate dal grande letterato piemontese. Molto notevole la prima, <I>Di Londra li 6. Feb.o 1760</I>, <I>tre pagine 8°</I> e indirizzo autografo (<I>Monsieur Philippe Baretti à Casale, Italy</I>) in quarta p. (strappi restaurati e qualche abrasione in corrispondenza di fitte cancellature non ledono l'intelligibilità del testo), di tenore assai personale: <I>la salute </I>[...]<I> mi si va guastando a vista d'occhio. Sono più di tre settimane che ho de' dolori nelle ginocchia, non so se di reumatismo o di gotta, che quasi non mi hanno permesso di lavorare, cosa che mi affanna per più ragioni. Pure sarà quel che sarà</I>. Tipiche la sprezzatura e le familiarità linguistiche di questo celebre epistolografo (nella stessa lettera si sofferma anche sul Beccaria...). Importanti anche le altre due: <I>Di Venezia li 19 Nov. 1763</I>, allo stesso destinatario, <I>quattro pagine 8°</I> (vi si diffonde sulla diffusione della "Frusta letteraria", la celebre rivista fondata a Venezia al ritorno dall'Inghilterra, quello stesso '63); e <I>Di Milano li 26 Ott.re 1762</I>, <I>quattro pagine 4°</I> (macchioline e fioriture) a un <I>Amedeo</I>: accesa autoapologia, per le invidie nei suoi confronti suscitate dai favori impartitigli dal Plenipotenziario asburgico: <I>Col suo improvviso favore, Egli m'aveva alzato tant'alto, che molti invidiosi mi suscita, come doveva naturalmente accadere; e questi invidiosi per vana paura che diventando io suo Favorito non togliessi loro quel credito che hanno, o che gl'impedissi di alzarsi dove aspirano alzarsi, non solamente sono rallegrati della mia caduta, ma mi lacerano e mi vilipendono per natural conseguenza della loro invidia, e spargono mille false storie di me</I>. Bellissimo insieme. (3) | Christie's