Carteggio fra Ignazio Somis e Alberto Haller (1764-1777), con ampio commento). Le lettere di Haller a vari corrispondenti della comunità scientifica le iniziò a raccogliere e pubblicare lo stesso mittente negli ultimi cinque anni di vita: ben consapevole che, in quella forma ariosa e brillante così tipica della scrittura epistolare settecentesca, complicate questioni dottrinarie si diluivano e trovavano una forma per attrarre anche un pubblico non strettamente specialistico. Non fece però in tempo, l'Haller, a pubblicare anche il carteggio con l'italiano Somis; e detta pubblicazione restò interrotta sino all'età moderna per il veto imposto dagli eredi di Haller. Come dice l'Hintzsche nell'introduzione al volume del '68, mentre il corpus delle risposte di Somis è tutto concentrato presso la Biblioteca Civica di Berna, le lettere di Haller si trovano disperse tra vari fondi, il più importante dei quali è però di gran lunga quello torinese dal quale proviene la raccolta qui presentata. Molto meno numerose di quelle di Somis, le lettere di Haller sono tuttavia di gran lunga le più interessanti, e non tanto per la qualità della scrittura, quanto per la liberalità con la quale mette a parte chi si professava suo allievo (benché avesse presto raggiunto una posizione di prestigio come quella di medico di Corte presso i Savoia, contemporaneamente impegnato nell'insegnamento di medicina teoretica presso l'Università di Torino) delle ultime sue osservazioni scientifiche. Dalle lettere di Somis, si deduce che l'incontro fra i due risalga al '54, e che dunque le prime lettere di Haller si siano perdute. Somis raggiunse il luminare svizzero per la mediazione del libraio Bousquet, editore di Haller a Losanna; lette alcune sue dissertazioni lo ringraziò e gli scrisse: "Io le conservo poiché mi danno l'impressione di essere un pegno della vostra amicizia". E così finirono per essere, dal momento che Haller rispose a Somis e iniziò questo importantissimo carteggio, grande documento della scienza dell'età dei Lumi. (76) " /> HALLER, Albrecht von (1708-1777). Carteggio scientifico di straordinaria importanza. L'insieme delle settantasei lettere autografe firmate, in francese, indirizzate fra il 1755 e il 1777 dal grande medico, naturalista e letterato svizzero, celebre e autorevolissimo docente di anatomia e chirurgia all'Università di Gottingen al collega torinese Ignazio SOMIS, Medico della Corte Sabauda e Conte di Chavrie (1718-1787), a sua volta dilettante di letteratura (ma senza mai raggiungere il livello dell'amico e maestro svizzero, il cui poema <I>Le Alpi</I> del 1729 è un eccezionale documento, in età classicista, del culto della natura e del paesaggio che sarà poi quasi uno stereotipo del romanticismo tedesco). Si tratta di un carteggio, si ripete, di notevolissima rilevanza storico-scientifica - in quanto tale già molto studiato e parzialmente pubblicato (la parte delle lettere di Haller - che sono in francese come il resto del carteggio; era quella, del resto, la lingua dell'intera comunità scientifica - è stata pubblicata in originale e traduzione tedesca da Erich Hintzsche, nel 1968, da Verlag Hans Huber, Berg-Stuttgart: ALBRECHT VON HALLER-IGNAZIO SOMIS, <I>Briefwechsel 1754-1777</I>; quelle dello studioso italiano è invece contenuta, solo in traduzione italiana, nell'opuscolo dell'allievo di Hintzsche, FAUSTO PAGNAMENTA, edito un anno dopo dalla Tipografia "La Malcantonese" di Agno, in Canton Ticino: <I>Carteggio fra Ignazio Somis e Alberto Haller (1764-1777)</I>, con ampio commento). Le lettere di Haller a vari corrispondenti della comunità scientifica le iniziò a raccogliere e pubblicare lo stesso mittente negli ultimi cinque anni di vita: ben consapevole che, in quella forma ariosa e brillante così tipica della scrittura epistolare settecentesca, complicate questioni dottrinarie si diluivano e trovavano una forma per attrarre anche un pubblico non strettamente specialistico. Non fece però in tempo, l'Haller, a pubblicare anche il carteggio con l'italiano Somis; e detta pubblicazione restò interrotta sino all'età moderna per il veto imposto dagli eredi di Haller. Come dice l'Hintzsche nell'introduzione al volume del '68, mentre il corpus delle risposte di Somis è tutto concentrato presso la Biblioteca Civica di Berna, le lettere di Haller si trovano disperse tra vari fondi, il più importante dei quali è però di gran lunga quello torinese dal quale proviene la raccolta qui presentata. Molto meno numerose di quelle di Somis, le lettere di Haller sono tuttavia di gran lunga le più interessanti, e non tanto per la qualità della scrittura, quanto per la liberalità con la quale mette a parte chi si professava suo allievo (benché avesse presto raggiunto una posizione di prestigio come quella di medico di Corte presso i Savoia, contemporaneamente impegnato nell'insegnamento di medicina teoretica presso l'Università di Torino) delle ultime sue osservazioni scientifiche. Dalle lettere di Somis, si deduce che l'incontro fra i due risalga al '54, e che dunque le prime lettere di Haller si siano perdute. Somis raggiunse il luminare svizzero per la mediazione del libraio Bousquet, editore di Haller a Losanna; lette alcune sue dissertazioni lo ringraziò e gli scrisse: "Io le conservo poiché mi danno l'impressione di essere un pegno della vostra amicizia". E così finirono per essere, dal momento che Haller rispose a Somis e iniziò questo importantissimo carteggio, grande documento della scienza dell'età dei Lumi. (76) | Christie's