Leopardi e Bologna. Atti del Convegno di Studi per il secondo centenario leopardiano, Bologna, 18-19 maggio 1998, a cura di Marco A. Bazzocchi, Firenze, Olschki, 1999; Giacomo Leopardi a Bologna. Libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Patron, 2001). La lettera è di notevole interesse per due principali motivi. Da un lato si sottolinea l'attenzione del poeta per la fortunata antologia in due tomi di Francois-Joseph-Michel Noel e Francois Delaplace (Lecons francaises de littérature et de morale, ou Recueil en prose et en vers des plus beaux morceaux de notre langue dans la littérature de deux dernières siècles, Paris, N. Nicolle Lenormant, 1804), che costituì il modello delle due importanti Crestomazie allestite da Leopardi nel '27-28 (cfr. Giulio Bollati, Giacomo Leopardi e la letteratura italiana, a cura di Giorgio Panizza, Torino, Bollati Boringhieri, 1998). Dall'altro si danno elementi a corroborare quella sinora ritenuta una fantasia biografica, e cioè il presunto innamoramento di Leopardi per una delle virtuose sorelle Brighenti (non però, come si pensava finora, la cantante Marianna; bensì, più probabilmente, la pittrice Annetta). Un'aggiunta di grandissimo interesse alla bibliografia leopardiana, dunque, e non solo dal punto di vista documentario. (3) " /> LEOPARDI, Giacomo (1798-1837). Bella lettera autografa firmata <I>A Madamigella Marianna Brighenti , Strada Stefano No 76. Bologna</I> (indirizzo autografo in quarta p. e traccia di sigillo in ceralacca alla chiusura; <I>due pagine</I> piene <I>8°</I>, traspare l'inchiostro al <I>verso</I> ma senza intaccare l'intelligibilità del testo); <I>Pisa 30 Gennaio 1828 Signora ed Amica pregiatissima sua lettera de' 23; prima per la nuova che vi si contiene, la quale mi ha dato una consolazione maggiore assai, che se si fosse trattato di un affare mio proprio; poi per la nuova testimonianza di affetto che il Papà mi ha dato, prendendosi pensiero di farmi pervenire immediatamente quella notizia; finalmente (e questa non è stata già l'ultima causa, benchè io la dica in ultimo luogo) per la grata memoria in cui Ella con tanto gentili espressioni dimostra di conservarmi. La ringrazio vivamente, e di vero cuore; e la prego a ringraziare tanto tanto il Papà, e rallegrarsi con lui senza fine per parte mia, assicurando che poche altre cose mi sarebbero potute riuscir care tanto, come l'avviso che egli mi ha fatto giungere per così gentil mezzo. , Io non ho scritto per non annoiare, non avendo materia di qualche momento. Ma la mia salute in questo inverno è stata sempre assai sopportabile; e io non finirò mai di lodarmi di questo benedetto clima di Pisa, dove (se tutti gli anni corrispondono al presente) non si sa che cosa sia vero freddo. Intanto la loro compagnia mi sta sempre nell'anima; il mio desiderio di riveder Bologna, e di ritrovarmi con loro, è infinito; ma il quando, non lo so ancora prevedere. Mille ringraziamenti, mille saluti cordiali alla Mamma e all'Annetta; le quali desidero che mi abbiano in memoria, non come letterato, ma come amico vero ed affettuosissimo. Poichè Ella vede la Signora Ferrucci, mi favorirà molto, se vorrà farle i miei complimenti. Continui a volermi bene, e mi creda, come sono veramente di tutto cuore , Suo d.mo ed aff.mo s.re ed amico Giacomo Leopardi , Ho ricevuto da Firenze l'Antologia del Brancia, e ne ringrazio bene il Papà. Mi scrivono da Recanati che fino dal 3 Dicembre consegnarono al Baluffi di Ancona l'Antologia francese di Noel (di cui già scrissi altra volta al Papà), e che il Baluffi promise di farla pervenire costà prontamente. Se il Papà l'avesse ricevuta, mi farebbe molta grazia a spedirmela per lo stesso mezzo; ed in tale occasione, gradirei che, se egli non ha da farne altro uso per ora, mi mandasse anco quel volume che contiene la Bassvilliana, edizione di Macerata. Mi bisognerebbe vederlo, e poi lo rimanderei tosto, se il Papà se ne avesse a servire ancora</I>. Unite, due litografie a firma Anna BRIGHENTI (sorella della destinataria, citata nella missiva): una raffigurante Dante Alighieri (da Andrea Orcagna, mm. 300 x 220), l'altra riproducente un'orante di Charles Le Brun (ovale su <I>cabinet</I>, mm. 210 x 160). Inoltre, piccolo ritratto inc. di Leopardi (dal noto originale del Lolli), e ritratto inc. (Firenze, Salucci) di Marianna Brighenti (nota cantante rossiniana e belliniana, 1808-1883) in costume di <I>Anna Bolena</I> di Donizetti (grande suo successo bolognese). La lettera, assente tanto dall'ed. Moroncini 1937-41 che da quella Brioschi-Landi 1998, risulta dunque INEDITA E SCONOSCIUTA. Finora era conosciuta solo una lettera a Leopardi della Brighenti (Brioschi-Landi 1210, 20 gennaio 1828), mentre più conosciuto è il rapporto del poeta col padre delle due sorelle, Pietro Brighenti (1775-1846), già amico del Giordani e stampatore in Bologna, fra l'altro del periodico "Il Caffè di Petronio" al quale Leopardi collaborò durante il soggiorno bolognese del 1825-27 (ma anche, dopo una giovinezza giacobina, confidente della polizia austriaca sotto il nome di Luigi Morandini): cfr. <I>Leopardi e Bologna. Atti del Convegno di Studi per il secondo centenario leopardiano</I>, Bologna, 18-19 maggio 1998, a cura di Marco A. Bazzocchi, Firenze, Olschki, 1999; <I>Giacomo Leopardi a Bologna. Libri, immagini e documenti</I>, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Patron, 2001). La lettera è di notevole interesse per due principali motivi. Da un lato si sottolinea l'attenzione del poeta per la fortunata antologia in due tomi di Francois-Joseph-Michel Noel e Francois Delaplace (<I>Lecons francaises de littérature et de morale, ou Recueil en prose et en vers des plus beaux morceaux de notre langue dans la littérature de deux dernières siècles</I>, Paris, N. Nicolle Lenormant, 1804), che costituì il modello delle due importanti <I>Crestomazie</I> allestite da Leopardi nel '27-28 (cfr. Giulio Bollati, <I>Giacomo Leopardi e la letteratura italiana</I>, a cura di Giorgio Panizza, Torino, Bollati Boringhieri, 1998). Dall'altro si danno elementi a corroborare quella sinora ritenuta una fantasia biografica, e cioè il presunto innamoramento di Leopardi per una delle virtuose sorelle Brighenti (non però, come si pensava finora, la cantante Marianna; bensì, più probabilmente, la pittrice Annetta). Un'aggiunta di grandissimo interesse alla bibliografia leopardiana, dunque, e non solo dal punto di vista documentario. (3) | Christie's