quattro pagine 4°) e il discorso di Sé ben più personale che in precedenza. Si scorre così una specie di autobiografia intellettuale a puntate, fitta di ritorni indietro e anche di ripensamenti. Un inedito, interessantissimo "contributo alla critica di me stesso" da parte di uno dei maggiori protagonisti del nostro Secolo dei Lumi. " /> TIRABOSCHI, Girolamo (1731-1794). Bellissimo, compatto nucleo epistolare tiraboschiano. Sono sessantatre lettere autografe firmate, in genere di <I>una pagina 4° picc.</I> (ma diverse più estese) con indirizzo autografo in quarta p., quasi tutte inviate dall'insigne storico ed erudito bergamasco (ma succeduto al Muratori nell'importante incarico di prefetto della Biblioteca Estense di Modena) fra <I>Modena 18 Agosto 1778</I> e <I>Mod. 29 Apr. 1794</I>, al torinese Barone Giuseppe VERNAZZA (o, in più rari casi, alla sua consorte): e da questi raccolte, con legatura, in un fascicolo cartaceo (color carta da zucchero) ordinato cronologicamente. Alle numerose, interessanti discussioni bibliografiche e storico-letterarie si affianca, col progredire della reciproca confidenza, un abbastanza inedito profilo umano di quello che è stato definito "il genio freddo" delle nostre nascenti scienze umane. Le ultime lettere, sul finire degli anni Ottanta del XVIII secolo e progredendo verso quella che sarà del Tiraboschi l'ultima stagione, divengono infatti più distese (molte sono di <I>quattro pagine 4°</I>) e il discorso di Sé ben più personale che in precedenza. Si scorre così una specie di autobiografia intellettuale a puntate, fitta di ritorni indietro e anche di ripensamenti. Un inedito, interessantissimo "contributo alla critica di me stesso" da parte di uno dei maggiori protagonisti del nostro Secolo dei Lumi. | Christie's