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Pio Semeghini (1878-1964)

Paesaggio

Details
Pio Semeghini (1878-1964)
Paesaggio
firmato e datato in basso a destra Semeghini Lecco 1937
matite colorate su carta
cm 13,5x18
Eseguito nel 1937

Lot Essay

DA UNA COLLEZIONE PRIVATA ROMANA UN GRUPPO DI OPERE DI PIO SEMEGHINI

La critica stata sempre ingiusta nel corso degli ultimi sessanta anni nei confronti di Pio Semeghini, giudicato sempre al di sotto del suo valore reale.
In una lettera, della fine del 1933, l'artista scriveva: "Pochi hanno capito e capiscono che cosa sia disegnare sul serio. Molti confondono certe frivolezze superficiali e inconsistenti con quello che il frutto di una profonda ricerca...." Semeghini aveva cercato di tenere fede agli ideali della sua giovinezza nonostante le molteplici delusioni e i lunghi periodi di profonda depressione. Nelle sue opere percepiamo la luce di Venezia, della Laguna e delle isole, lo studio degli antichi, le ragioni dell'intelligenza e dell'anima immerse in una triste solitudine. Il suo senso di estraneit era ulteriormente alimentato dalla mancanza totale di contatti con altri pittori del Novecento italiano, al colmo della loro fortuna durante il ventennio fascista.
I motivi che meglio rappresentano il suo percorso artistico sono le bimbe e le ragazze dagli occhi tristi e lo sguardo fisso nel vuoto di un'attesa immobile, i paesaggi rarefatti di un piccolo mondo magico animato dai colori tenui della laguna.
"E il suo segreto era incredibilmente semplice: Semeghini non poteva dipingere senza amore, doveva mettere tutto se stesso in quel rapporto visivo, che lo eccitava, e lo inteneriva sin nel profondo dell'anima (Giuseppe Marchiori, in Pio Semeghini, Lugano 1974, p. 28)
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