Lot Essay
Luigi Russolo intorno il 1940 si dedica ad una nuova esperienza pittorica che l'artista stesso così definisce "...è misteriosa la genesi dell'opera d'arte e lento e progressivo il suo formarsi e concretarsi tutti gli elementi che la compongono devono essere portati alla massima intensità ed armonia possibile, affinché questa armonia sensibile materiata nell'opera, sia un riflesso di quella superiore armonia dello spirito che l'opera d'arte ha il divino potere di rivelare agli uomini..." e più avanti, riferendosi sempre a questa ricerca per la quale realizzerà 43 tele, che verranno esposte nel 1945 alla Galleria Borromini di Como, e facente parte il quadro in ascritto, continua lo scritto in catalogo "...un desiderio di aggiungere - aggiungere, in un momento dove tutti vanno a gara verso il togiere, il non fare, così produce la pittura del meno, della sottrazione, della dissoluzione...".
Un Russolo che dopo aver esplorato il dinamismo futurista si trova nell'Era della dissacrazione ancora una volta va - contro corrente - e il suo è un pensiero del ritorno al "poetico incanto".
(R.M. Maffina)
Un Russolo che dopo aver esplorato il dinamismo futurista si trova nell'Era della dissacrazione ancora una volta va - contro corrente - e il suo è un pensiero del ritorno al "poetico incanto".
(R.M. Maffina)
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