Giacomo Balla (1871-1958)
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Giacomo Balla (1871-1958)

Espansionauree di pessimismo ottimismo

Details
Giacomo Balla (1871-1958)
Espansionauree di pessimismo ottimismo
firmato e datato Balla 1923 (in basso a sinistra); titolo, firma e data Espansionauree di pessimismo ottimismo, Balla, 1923 (sul retro)
olio su tela
cm 44x59
cm 48,5x63,5 (con cornice dell'artista)
Eseguito nel 1923
Provenance
Casa Balla, Roma (etichetta illeggibile del vecchio inventario)
Ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1958
Literature
V. Dortch Dorazio, Giacomo Balla. An album of his life and work, Winttenborn New York, 1970, n. 193 (illustrato)
M. Fagiolo dell'Arco, Futur Balla. la vita e le opere, Milano 1992, p. 72 (illustrato)
Exhibited
New York, Marlborough Gallery (etichetta sul retro)
Milano, Galleria Bompiani, Arte astratta italiana. I primi astrattisti italiani, 20 marzo - 4 aprile 1951
Parigi, Artcurial, Giacomo Balla - un art de vivre, 18 maggio - 15 giugno 1995
Tokio, Sezon Museun of Art, Futurism 1909-1944, 11 aprile - 1 giugno 1992; poi Sapporo, Hokkaido Museum of Modern Art, 13 giugno - 12 luglio 1992; poi Sendai, Miyagi Museum of Art, 19 luglio - 23 agosto; poi Otsu, Museum of Modern Art, 27 agosto - 27 settembre 1992, cat., p. 159, n. II-29 (illustrato)
Milano, Galleria Fonte d'Abisso, Balla a sorpresa. Astrattismo dal vero, decor pittura, realtà nuda e sana, 1919-1929, 14 novembre 2000 - 30 gennaio 2001, cat., n. 16 (illustrato)
Special notice

Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer's, for each lot, is calculated in the following way: 24% on the hammer price of the first € 110.000,00 18,5% on the hammer price for any amount in excess of € 110.000,00

Lot Essay

Il tema pessimismo e ottimismo viene da Balla affrontato all'inizio degli anni Venti e sviluppato in una decina di opere: disegni, acquarelli, collages e tele che culminano nel grande olio esposto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (Inv. 8162). Scrive la figlia di Balla, Elica: "I migliori futuristi si isolano e i mediocri si uniscono: Giacomo Balla ha fede in quel futurismo che è stato necessario per il cambiamento dei tempi, in quel futurismo che è andato per il mondo a portare una nuova luce, e in questo momento che gli altri si vanno disgregando crea il capolavoro futurista Pessimismo e Ottimismo risultato di osservazioni e considerazioni di ordine sociale, studi di movimento e plasticità in tempi tumultuosi di lotte e contrasti. Pessimismo e ottimismo: contrasto, lotta di due forze opposte e forze entrambe necessarie" (Milano 1986, p. 136).
Delle molte opere realizzate con questo tema, solo la grande tela della GNAM di Roma appare esposta nelle mostre storiche (Biennale Romana, Roma 1925; Amatori e Cultori, Roma 1928; Galleria Il Dipinto, Roma 1930).
Scrive Filippo Tommaso Marinetti nel 1930: "Dopo la guerra, appare finalmente, miracoloso per quanto atteso il capolavoro: Ottimismo e pessimismo. Tutti gli italiani che non hanno ancora penetrato le realizzazioni e le infinite possibilità della pittura possono utilmente osservare quel funebre dentato e membranoso Pessimismo passatista che certamente sarà vinto dall'elastico trasparente cristallino Ottimismo futurista".
L'opera proviene da Casa Balla come testimonia l'etichetta (illeggibile) del vecchio inventario. Nel 1951 è stata esposta a Milano nella mostra dedicata all'arte astratta (etichetta sul retro).
In occasione di una mostra dedicata a Balla dagli amici Ettore Colla e Piero Dorazio (Omaggio a G. Balla Futurista, Galleria Origine, Roma 1951), l'artista dichiara a un giornalista: "E oggi sono contento ma anche un po' stupito di tirare fuori le vecchie tele futuriste che avevo messo da parte vent'anni fa. Credevo fossero cose che riguardassero soltanto la mia intimità di artista; invece riguardano anche la storia. Tanto meglio".
(Elena Gigli)
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