Osvaldo Licini (1894-1958)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more DA UN'IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA (LOTTI 3-6) Le quattro opere di Licini, a cui è dedicata la presente sezione del catalogo, costituiscono un unicum di rarità: per la prima volta sul mercato pubblico queste opere offrono uno spaccato tra i più completi della miglior produzione dell'artista marchigiano. I soggetti rappresentati sono quelli iconograficamente più famosi della produzione dell'artista: apre il gruppo una preziosa Amalassunta su fondo rosso, a cui segue il soggetto più ricercato, anche per le dimensioni insolitamente importanti: l'Angelo ribelle su fondo celeste. Gli angeli e i missili segnano la creatività del pittore nelle sue espressioni astratte liriche e dolenti, come testimoniano le altre due opere che completano e chiudono questo raro e raffinato gruppo.
Osvaldo Licini (1894-1958)

Amalassunta R

Details
Osvaldo Licini (1894-1958)
Amalassunta R
olio su tela
cm 16x19
Eseguito nel 1950
Provenance
Collezione Paolo Licini, Livorno
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1995
Literature
G. Marchiori, I cieli segreti di Osvaldo Licini, Venezia 1968, p.
233, n. 241 (illustrato); p. 289, n. 300
Exhibited
Urbino, Palazzo Ducale, Sala del Castellare, Licini, Opere dal 1913 al 1957, luglio - settembre 1985, cat., p. 69, n. 13, (illustrato)
Special notice

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Lot Essay

"Finalmente, nella primavera del 1950, all'annuncio che alla prossima Biennale avrebbe esposto nove Amalassunte e avendogli io chiesto che cosa fossero queste Amalassunte, Licini mi rispose il 21 maggio: "Ma se dovessi mancare (alla inaugurazione della Biennale) e qualche anima curiosa dovesse rivolgersi proprio a Lei... per sapere chi è questa misteriosa Amalassunta di cui tanto ancora si parla, risponda pure a mio nome, senza ombra di dubbio sorridendo, che Amalassunta è la Luna nostra bella, garantita d'argento per l'eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco". (...) Le Amalassunte hanno un prototipo nella piccola Amalassunta Luna del 1946, chiusa in una misura perfetta, nell'armonia dominata dal tono bianco perla della ironica luna, che sembra ammiccare, nella profondità di un cielo blu scuro, smalto di Limoges, in contrasto col triangolo di mare cobalto chiaro e con lo spazio nero in diagonale, che irrompe, come primo piano molto intenso, la linea dell'orizzonte marino, salendo fino a incontrare la mezzaluna verde di un fantastico astro. Nella piccola dimensione è concentrata tale potenza d'immagine, tale qualità pittorica, che bastano a definire il nuovo corso dell'arte di Licini, verso i sogni meravigliosi o le celesti evasioni di un mondo poetico denso di magia. Le Amalassunte si moltiplicano, in spazi sempre più vasti, rossi, azzurri, neri, verdi, gialli, cinabrio, simboli di amori defunti, astri vaghissimi di lunare biancore; astri dalle forme bizzarre, in viaggio per cieli assurdi, sopra il profilo dei colli a forma di segno, dai quali si leva, con le dita aperte, la mano magica col cuore disegnato sul palmo, o la mano col pollice e l'indice nel gesto malizioso di premere o di offrire un cuore amoroso (...). Un prima e un dopo non esistono nella fatidica serie. La cronologia conta ben poco di fronte alla costanza del sogno e alla fedeltà della passione: essa obbedisce soltanto a un tempo poetico".
(G. Marchiori, I cieli segreti di Osvaldo Licini, Venezia 1968, pp. 26-27)

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