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Fausto Melotti (1901-1989)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more STORIA DI UN'AMICIZIA: OPERE SCELTE DALLA COLLEZIONE ALBERTO RIOLO, MILANO HISTORY OF A FRIENDSHIP: SELECTED WORKS FROM ALBERTO RIOLO COLLECTION, MILAN
Fausto Melotti (1901-1989)

Il viaggio della luna

Details
Fausto Melotti (1901-1989)
Il viaggio della luna
firmata Melotti (a sinistra)
ottone
cm 35x75x8
Realizzata nel 1973
Provenance
Acquisita direttamente dall'artista
Literature
G. Celant, Melotti. Catalogo generale, Milano 1994, vol. II, p. 363, n. 1973 43 (illustrata)
Exhibited
Milano, Palazzo Reale, Melotti, 16 maggio - 17 giugno 1979, cat., pp. 112-113, n. 133 (illustrata)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
'IL VIAGGIO DELLA LUNA' (THE MOON'S JOURNEY); SIGNED ON THE LEFT; BRASS

Lot Essay

"A babordo a tribordo silenzio
Non viene nessuno
la notte è lunga
il viaggio anche più lungo.
Col mio sosia parlo in segreto.
Io penso e ci si intende
a bocca chiusa.
Veramente non è proprio così
specie quando in mare aperto
la tempesta è vicina.
Nelle notti serene
ci sdraiamo in coperta
a contare le stelle.
Lui ha la vista buona
e delle Pleiadi ne conta sette,
io solo cinque.
La notte è lunga
il viaggio anche più lungo".
FAUSTO MELOTTI, 1984


Modellando l'ottone in fili delicati e fragili, in Il viaggio della luna, Fausto Melotti ha creato un palcoscenico su cui si declinano le forme della sua immaginazione. Sebbene astratta nei componenti, la scultura induce la mente dello spettatore a immaginare lo sviluppo di una cerimonia sacra: dal santuario, una linea di forme scintillanti avanza a un altare su cui una fetta della luna è sollevata sopra un cocchio. Unendo l'abilit di un orafo con l'ingenuit espressiva di un bambino, Il viaggio della luna esemplifica quel bilanciamento fra la geometria e la rappresentazione, fra l'astrazione e la narrativa che al centro della seconda fase della carriera di Melotti.
Le opere comeIl viaggio della luna hanno unito i due momenti distintivi nella carriera dell'artista. Laureato in matematica e fisica, Melotti è arrivato alla scultura tramite l'architettura e l'astrazione. Negli anni trenta, Melotti si è fatto coinvolgere con il gruppo degli architetti razionalisti di Milano, diventando amico di Gino Pollini e del Gruppo 7. Le sue prime sculture sono geometriche e comprendono le forme essenziali. L'esperienza ha permesso all'artista di assorbire le idee di ordine, ritmo, e proporzioni, i concetti che rimandano fortemente la formazione accademica e razionale di Melotti. La prima guerra mondiale, però, ha interrotto irrimediabilmente l'armonia e la sicurezza sottostante che hanno permeato l'astrattismo negli anni Trenta. Melotti stesso è stato profondamente scosso dal conflitto: 'Per me c'era un periodo di inattività a causa della guerra (...) la guerra mi ha lasciato con un angoscia interiore profonda' (F. Melotti, 'Intervista in Harper's Bazaar, n. 12, dicembre 1974', pp. 20-21, in Fausto Melotti, Parma, 1976). Dopo la guerra, Melotti si è rivolto dapprima alla ceramica, poi gradualmente ai suoi 'teatrini', i piccoli palcoscenici allegati su cui alcuni oggetti, piccoli personaggi, e pezzi di tela e ferro sono posizionati nello spazio, creando le scene narrative simboliche. Concepite decenni dopo la fine della guerra, le sculture come Il viaggio della luna hanno segnato un'evoluzione nella carriera di Melotti, unendo nelle sue forme lo spirito geometrico delle sue prime opere con le note liriche dei suoi teatrini.
Composto da lastre d'ottone sottili, saldate delicatamente insieme, Il viaggio della luna una scultura che deriva una parte del suo lirismo dalla sua fragilità. Smaterializzato al punto dell'assenza di gravità, si mette nello spazio come un disegno aereo. Rifuggendo il senso del materiale e saldato ai fili metallici, l'ottone della scultura traversa lo spazio come le linee di una pagina. Questo effetto è specificamente una parte dell'intento artistico di Melotti: 'Io uso il metallo perchè mi porta pi vicino al disegno: col metallo posso disegnare nello spazio' (F. Melotti, citato in Melotti, exh. cat., Roma, 1983, p. 10). Le opere come Il viaggio della luna rifiutano la presenza pesante e la promessa della durevolezza della scultura, sfruttando invece un senso di fragilit: è questa dimensione che la loro presenza tremante celebra. In questo senso, Melotti ha aggiunto il proprio contributo personale a una serie di scultura che è emersa con le avanguardie storiche. Iniziando con i Costruttivisti come Vladimir Tatlin e continuando con le sculture saldate di Picasso, le gabbie strane del periodo surrealista di Alberto Giacometti e le costruzioni mobili di Alexander Calder, nella scultura del ventesimo secolo si è aperta alle nuove possibilità, incorporando gli spazi vuoti nelle sue forme e la sua raccolta nei processi creativi. In questo contesto, le sculture delicate di Melotti - Il viaggio della luna - risaltano con il loro lirismo: appaiono come la creazione di un favolista, trasformando
l'ottone nei materiali delle favole.

Spinning brass into dainty, fragile threads, in Il viaggio della luna ('The moon's journey') Fausto Melotti has created a stage onto which the forms of his imagination unfold. Although abstract in its components, the sculpture triggers the viewer's mind to imagine the progression of a sacred ceremony: out of a shrine, a line of twinkling figures advance towards an altar on which a slice of the moon has been raised over a chariot. Uniting the dexterity of a goldsmith with the expressive naivety of a child, Il viaggio della luna exemplifies that balance between geometry and representation, abstraction and narrative that is at the core of the second phase of Melotti's career.
Works such as Il viaggio della luna brought together two distinct moments in the artist's career. A Maths and Physics graduate, Melotti first arrived at sculpture via architecture and abstraction. In the 1930s, Melotti became involved with Milan's circle of Rationalist architects, befriending Gino Pollini and the Gruppo 7. His first sculptures were geometrical and constituted of essential forms. The experience allowed the artist to absorb ideas about order, rhythm and proportions, concepts that must have strongly echoed with Melotti's academic, rational training. The First World War, however, irreparably interrupted the harmony and underlying confidence that permeated Abstractism in the 1930s. Melotti himself was deeply shaken by the conflict: 'For me there has been a period of inaction due to the war (...) war left me with a deep interior distress' (F. Melotti, 'Intervista in Harper's Bazar, n. 12, dicembre 1974', pp. 20-21, in Fausto Melotti, Parma, 1976). After the war, Melotti turned first to ceramics, then gradually towards his 'teatrini', small enclosed 'stage sets' on which objects, small characters, pieces of cloth and iron are placed, creating symbolic, narrative scenes. Conceived decades after the end of the war, sculptures such as Il viaggio della luna brought about a resolution in Melotti's career, uniting in their forms the geometrical spirit of his early work with the lyrical, whimsical notes of his teatrini.

Composed of thin sheets of brass delicately soldered together, Il viaggio della luna is a sculpture that draws part of its lyricism from its frailty. Dematerialised to the point of weightlessness, it stands in space like an aerial drawing. Eschewing any sense of mass and worked into metal strings, the brass of the sculpture traverses the space like lines would flow on a page. This effect was specifically part of Melotti's artistic intent: 'I use metal because it brings me close to drawing: with metal I can draw in space' (F. Melotti, quoted in Melotti, exh. cat., Rome, 1983, p. 10). Works such as Il viaggio della luna refuse sculpture's traditional heavy presence and promise of durability embracing a sense of fragility: it is this dimension that their trembling presence celebrates. In this regard, Melotti added his own, personal contribution to a strain of sculpture that had emerged with the historical Avant-Gardes. Beginning with Constructivists such as Vladimir Tatlin and continuing with Picasso's welded sculptures, the unusual cages of Alberto Giacometti's Surrealist period and Alexander Calder's mobile constructions, in the Twentieth Century sculpture opened itself to new possibilities, incorporating void spaces in its form and assemblage in its creative processes. Within this context, Melotti's delicate sculptures - such as Il viaggio della luna - stand out for their lyricism: they appear like the construction of a fabulist able to turn brass into the material of tales.

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