ROMA. (ALESSANDRO VI) IL PONTIFICATO DI RODRIGO BORGIA, è SIN TROPPO NOTO, COSTITUISCE UNO DEI PERIODI PIù OSCURI DELLA STORIA VATICANA, INSERENDOSI A PERFEZIONE NEL CONTESTO VIOLENTEMENTE CHIAROSCURATO DELLA SCENA ITALIANA A CAVALLO DEL CINQUECENTO. LE FONTI PRIMARIE RELATIVE A QUESTO PERIODO SUCCESSIVAMENTE TANTO ROMANZATO, OLTRE CHE STORIOGRAFICAMENTE RICOSTRUITO, SONO PERò POCHE E COME è NATURALE DA PRENDERE CON BENEFICIO D'INVENTARIO. LA TRADIZIONE CRONACHISTICA A CUI FA RIFERIMENTO QUESTO GRUPPO DI MANOSCRITTI è TRA LE PIù ATTENDIBILI. IL PRIMO MANOSCRITTO è UNA COPIA CINQUECENTESCA DELLA CRONACA DAL 1378 AL 1494 OVVERO DIARIO DELLA CITTà DI STEFANO INFESSURA, CIOè DI QUELLO CHE VA CONSIDERATO IL TESTO CAPOSTIPITE DI QUESTA LINEA. MANOSCRITTO CARTACEO (MM. 275 X 205), 173 CARTE NON NUMERATE, DI 28 RIGHE CIASCUNA, DI UNA SOLA MANO. CARTA FILIGRANATA (FLEUR DE LIS RACCHIUSO IN UN CERCHIO), LEGATURA COEVA TUTTA PELLE MORBIDA, CON FREGI IN ORO E STEMMI CARDINALIZI (DETURPATI) AI PIATTI (CARDINALE DECIO AZZOLINI, 1549-1587). IL TESTO ALTERNA SCRITTURA IN LATINO (CARTE 43-54 E 83-169) E IN VOLGARE (1-43, 54-83 E 169-170); QUEST'ULTIMO è FORTEMENTE MESCIDATO CON IL DIALETTO ROMANESCO DELL'EPOCA, E RISULTA IN QUESTO MODO - ANCHE - UN ECCEZIONALE DOCUMENTO LINGUISTICO. MA L'INTERESSE è MASSIMO SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA STORICO, IN QUANTO L'INFESSURA (DI CUI BEN POCO SI SA, SE NON CHE FU PRETORE DI ORTE NEL 1478, E FU POI SCRIVANO DEL SENATO ROMANO) è CONSIDERATO UNO DEI MAGGIORI STORIOGRAFI ROMANI DEL QUATTROCENTO. COME HA SCRITTO IL GREGOROVIUS, L'INFESSURA 'CONOSCEVA MEGLIO DI OGNI ALTRO LA VITA PUBBLICA AL TEMPO DEI PAPI SISTO IV E INNOCENZO VIII, LA SUA PREGEVOLISSIMA OPERA è LA FONTE PIù IMPORTANTE PER QUESTO PERIODO E MOLTI STORICI SE NE GIOVARONO'. LA PRESENTE OPERA FU STAMPATA PER LA PRIMA VOLTA SOLO NEL 1723, FORSE A CAUSA DELLA CENSURA: L'INFESSURA INFATTI è MOLTO FEROCE NEI CONFRONTI DELLA CHIESA - SPECIE NELLE PARTI SCRITTE IN LATINO - IN PARTICOLARE NEI CONFRONTI DI SISTO IV ('HIC, UT FERTUR VULGO, ET EXPERIENTIA DEMONSTRAVIT, PUERORUM AMATOR, ET SODOMITA FUIT': CARTA 85). IL MANOSCRITTO MANCA DELL'INCIPIT (COME DEL RESTO TUTTI GLI ESEMPLARI NOTI); MA è IL MIGLIORE DI QUELLI CONOSCIUTI. GLI ALTRI DUE MANOSCRITTI FANNO INVECE RIFERIMENTO ALL'OPERA DI GIOVANNI BUCCIARDO, IL CUI DIARIO è DEL MASSIMO INTERESSE IN QUANTO SVOLSE LE MANSIONI DI MAESTRO DI CERIMONIE PROPRIO DI PAPA ALESSANDRO: SI TRATTA DI UN DOCUMENTO DI INCALCOLABILE VALORE STORICO, ANCHE SE LA GALLERIA DEGLI ORRORI - DALLA QUALE DISCENDE TUTTA LA SUNNOMINATA ANEDDOTICA - APPARE DAVVERO 'LETTERARIA' NELL'ISPIRAZIONE. IL PRIMO MANOSCRITTO, 748 PAGINE 4O NON NUMERATE, LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, NERVI AL DORSO, CONTAMINA LA PRIMA PARTE DEL DIARIO DI BUCCIARDO CON ESTRATTI DALL'ULTIMA SEZIONE DELLA CRONACA DELL'INFESSURA, TRADOTTI E COMPENDIATI. LA MANO è SETTECENTESCA. IL TERZO MANOSCRITTO, CONTINUAZIONE DEL SECONDO, 630 PAGINE 4O NON NUMERATE, LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, NERVI AL DORSO, E OSPITA ANCHE LA TRASCRIZIONE DI UN CERTO NUMERO DI ISCRIZIONI E TESTI POETICI DELL'EPOCA. NEL COMPLESSO, UN'ECCEZIONALE RACCOLTA DI FONTI DOCUMENTARIE DI OTTIMA QUALITà, PREZIOSE PER LA RICOSTRUZIONE DI UNO DEI PERIODI PIù AFFASCINANTI DELLA NOSTRA STORIA RINASCIMENTALE. BIBLIOGRAFIA: F. GEGOROVIUS, STORIA DI ROMA NEL MEDIO EVO; O. TOMMASINI, STEFANO INFESSURA-DIARIO DELLA CITTà DI ROMA, ISTITUTO STORICO ITALIANO 1890. (3)

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ROMA. (ALESSANDRO VI) IL PONTIFICATO DI RODRIGO BORGIA, è SIN TROPPO NOTO, COSTITUISCE UNO DEI PERIODI PIù OSCURI DELLA STORIA VATICANA, INSERENDOSI A PERFEZIONE NEL CONTESTO VIOLENTEMENTE CHIAROSCURATO DELLA SCENA ITALIANA A CAVALLO DEL CINQUECENTO. LE FONTI PRIMARIE RELATIVE A QUESTO PERIODO SUCCESSIVAMENTE TANTO ROMANZATO, OLTRE CHE STORIOGRAFICAMENTE RICOSTRUITO, SONO PERò POCHE E COME è NATURALE DA PRENDERE CON BENEFICIO D'INVENTARIO. LA TRADIZIONE CRONACHISTICA A CUI FA RIFERIMENTO QUESTO GRUPPO DI MANOSCRITTI è TRA LE PIù ATTENDIBILI. IL PRIMO MANOSCRITTO è UNA COPIA CINQUECENTESCA DELLA CRONACA DAL 1378 AL 1494 OVVERO DIARIO DELLA CITTà DI STEFANO INFESSURA, CIOè DI QUELLO CHE VA CONSIDERATO IL TESTO CAPOSTIPITE DI QUESTA LINEA. MANOSCRITTO CARTACEO (MM. 275 X 205), 173 CARTE NON NUMERATE, DI 28 RIGHE CIASCUNA, DI UNA SOLA MANO. CARTA FILIGRANATA (FLEUR DE LIS RACCHIUSO IN UN CERCHIO), LEGATURA COEVA TUTTA PELLE MORBIDA, CON FREGI IN ORO E STEMMI CARDINALIZI (DETURPATI) AI PIATTI (CARDINALE DECIO AZZOLINI, 1549-1587). IL TESTO ALTERNA SCRITTURA IN LATINO (CARTE 43-54 E 83-169) E IN VOLGARE (1-43, 54-83 E 169-170); QUEST'ULTIMO è FORTEMENTE MESCIDATO CON IL DIALETTO ROMANESCO DELL'EPOCA, E RISULTA IN QUESTO MODO - ANCHE - UN ECCEZIONALE DOCUMENTO LINGUISTICO. MA L'INTERESSE è MASSIMO SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA STORICO, IN QUANTO L'INFESSURA (DI CUI BEN POCO SI SA, SE NON CHE FU PRETORE DI ORTE NEL 1478, E FU POI SCRIVANO DEL SENATO ROMANO) è CONSIDERATO UNO DEI MAGGIORI STORIOGRAFI ROMANI DEL QUATTROCENTO. COME HA SCRITTO IL GREGOROVIUS, L'INFESSURA 'CONOSCEVA MEGLIO DI OGNI ALTRO LA VITA PUBBLICA AL TEMPO DEI PAPI SISTO IV E INNOCENZO VIII, LA SUA PREGEVOLISSIMA OPERA è LA FONTE PIù IMPORTANTE PER QUESTO PERIODO E MOLTI STORICI SE NE GIOVARONO'. LA PRESENTE OPERA FU STAMPATA PER LA PRIMA VOLTA SOLO NEL 1723, FORSE A CAUSA DELLA CENSURA: L'INFESSURA INFATTI è MOLTO FEROCE NEI CONFRONTI DELLA CHIESA - SPECIE NELLE PARTI SCRITTE IN LATINO - IN PARTICOLARE NEI CONFRONTI DI SISTO IV ('HIC, UT FERTUR VULGO, ET EXPERIENTIA DEMONSTRAVIT, PUERORUM AMATOR, ET SODOMITA FUIT': CARTA 85). IL MANOSCRITTO MANCA DELL'INCIPIT (COME DEL RESTO TUTTI GLI ESEMPLARI NOTI); MA è IL MIGLIORE DI QUELLI CONOSCIUTI. GLI ALTRI DUE MANOSCRITTI FANNO INVECE RIFERIMENTO ALL'OPERA DI GIOVANNI BUCCIARDO, IL CUI DIARIO è DEL MASSIMO INTERESSE IN QUANTO SVOLSE LE MANSIONI DI MAESTRO DI CERIMONIE PROPRIO DI PAPA ALESSANDRO: SI TRATTA DI UN DOCUMENTO DI INCALCOLABILE VALORE STORICO, ANCHE SE LA GALLERIA DEGLI ORRORI - DALLA QUALE DISCENDE TUTTA LA SUNNOMINATA ANEDDOTICA - APPARE DAVVERO 'LETTERARIA' NELL'ISPIRAZIONE. IL PRIMO MANOSCRITTO, 748 PAGINE 4O NON NUMERATE, LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, NERVI AL DORSO, CONTAMINA LA PRIMA PARTE DEL DIARIO DI BUCCIARDO CON ESTRATTI DALL'ULTIMA SEZIONE DELLA CRONACA DELL'INFESSURA, TRADOTTI E COMPENDIATI. LA MANO è SETTECENTESCA. IL TERZO MANOSCRITTO, CONTINUAZIONE DEL SECONDO, 630 PAGINE 4O NON NUMERATE, LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, NERVI AL DORSO, E OSPITA ANCHE LA TRASCRIZIONE DI UN CERTO NUMERO DI ISCRIZIONI E TESTI POETICI DELL'EPOCA. NEL COMPLESSO, UN'ECCEZIONALE RACCOLTA DI FONTI DOCUMENTARIE DI OTTIMA QUALITà, PREZIOSE PER LA RICOSTRUZIONE DI UNO DEI PERIODI PIù AFFASCINANTI DELLA NOSTRA STORIA RINASCIMENTALE. BIBLIOGRAFIA: F. GEGOROVIUS, STORIA DI ROMA NEL MEDIO EVO; O. TOMMASINI, STEFANO INFESSURA-DIARIO DELLA CITTà DI ROMA, ISTITUTO STORICO ITALIANO 1890. (3)
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