ROMA. (DE ROSSI, DOMENICO [O PATRIZIO]), STORIA DEL SACCO DI ROMA, ROMA 1753. MANOSCRITTO CARTACEO, ESEMPLATO DA DIVERSE MANI IN CORSIVA ITALIANA, 136 CARTE, DI CUI 14 BIANCHE (PER UN TOTALE DI 241 PAGINE SCRITTE E 22 BIANCHE), FOLIO (MM. 265 X 195), LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, ISCRIZIONE IN ORO AL DORSO (SACCO DI ROMA). PRECEDENTEMENTE PROPRIETà DELLA FAMIGLIA COLONNA, E NELLA COLLEZIONE DI FREDERICK NORTH, QUINTO CONTE DI GUILDFORD. IL SACCO DEL 1527, AL QUALE VENNE SOTTOPOSTA LA CITTà ETERNA DALLE TRUPPE MERCENARIE DI CARLO V (I FAMIGERATI LANZICHENECCHI), è UNO DEGLI EPISODI PIù EFFERATI DELLE INNUMEREVOLI GUERRE CHE INSANGUINARONO L'ITALIA NEL CINQUECENTO. LA STORIA SEICENTESCO DEL DE ROSSI è UNA DELLE TRATTAZIONI STORICHE PIù ACCURATE DI QUELL'EVENTO SANGUINOSO (E NON MENO CHE CRUCIALE, NELLA STORIA D'ITALIA): OPERA DI UN'ATTENTA COLLAZIONE DI COPIOSI FONTI ARCHIVISTICHE OGGI SCOMPARSE (IN PARTICOLARE IL DE ROSSI SOSTIENE DI BASARSI SULLE MEMORIE AUTOGRAFE DI SUO BISNONNO, MONSIGNOR FRANCESCO DE' ROSSI, NIPOTE DI PAPA LEONE X E FRATELLO DI LUIGI ROSSI, CARDINALE DI SAN CLEMENTE DAL 1517 E PRO-DATARIO GENERALE), QUESTO TESTO RISULTA MOLTO VICINO AD ALTRI GIà NOTI (COME QUELLO PUBBLICATO NEL 1837 DALL'ANCARANI NEL QUARTO VOLUME DELLE MEMORIE STORICHE DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI POLITICI D'ITALIA SEGUITI DURANTE IL PONTIFICATO DI CLEMENTE VII); LO STUDIOSO LEOPOLD VON RANKE, PERALTRO, HA SOSTENUTO ESSERE QUESTO TESTO IN REALTà APOCRIFO, E ATTRIBUIBILE A JACOPO BUONAPARTE (AUTORE DEL RAGGUAGLIO STORICO INFINE STAMPATO A LUCCA NEL 1756) O AL GEOGRAFO LODOVICO GUICCIARDINI (FRATELLO DEL CELEBERRIMO STORICO FRANCESCO E FONTE DI BUONAPARTE NELL'OPERINA DEL SACCO DI ROMA, PUBBLICATA NEL 1758): MA UN'ANALISI COMPARATA DI QUESTE OPERE MOSTRA, NEL NOSTRO TESTO, EVIDENTI ORIGINALITà, E GLI STUDI RECENTI CONCORDANO NEL SANCIRNE L'ATTRIBUIBILITà AL DE ROSSI. SI TRATTA IN OGNI CASO DI UN'OPERA DI GRANDE VALORE, E TUTTORA DI GRANDISSIMA UTILITà, OLTRE CHE UN IMPORTANTE ESEMPIO DI STORIOGRAFIA SEICENTESCA. QUESTA COPIA SETTECENTESCA SI CONCLUDE CON LA FINE DELLA SECONDA PARTE (L'OPERA ORIGINALE è SUDDIVISA IN 4 PARTI), E PRECISAMENTE AL CAP.127 BIBLIOGRAFIA: L. VON RANKE, DEUTSCHE GESCHICHTE IM ZEITALTER DER REFORMATION, VOL. VI, 1855, PP. 99-124; E. CALVI, BIBLIOGRAFIA DI ROMA NEL CINQUECENTO, N. 579; D. ORANO, IL SACCO DI ROMA DEL 1527: STUDI E DOCUMENTI, I, ROMA 1901, PP. 1-187.

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ROMA. (DE ROSSI, DOMENICO [O PATRIZIO]), STORIA DEL SACCO DI ROMA, ROMA 1753. MANOSCRITTO CARTACEO, ESEMPLATO DA DIVERSE MANI IN CORSIVA ITALIANA, 136 CARTE, DI CUI 14 BIANCHE (PER UN TOTALE DI 241 PAGINE SCRITTE E 22 BIANCHE), FOLIO (MM. 265 X 195), LEGATURA TUTTA PERGAMENA ANTICA, ISCRIZIONE IN ORO AL DORSO (SACCO DI ROMA). PRECEDENTEMENTE PROPRIETà DELLA FAMIGLIA COLONNA, E NELLA COLLEZIONE DI FREDERICK NORTH, QUINTO CONTE DI GUILDFORD. IL SACCO DEL 1527, AL QUALE VENNE SOTTOPOSTA LA CITTà ETERNA DALLE TRUPPE MERCENARIE DI CARLO V (I FAMIGERATI LANZICHENECCHI), è UNO DEGLI EPISODI PIù EFFERATI DELLE INNUMEREVOLI GUERRE CHE INSANGUINARONO L'ITALIA NEL CINQUECENTO. LA STORIA SEICENTESCO DEL DE ROSSI è UNA DELLE TRATTAZIONI STORICHE PIù ACCURATE DI QUELL'EVENTO SANGUINOSO (E NON MENO CHE CRUCIALE, NELLA STORIA D'ITALIA): OPERA DI UN'ATTENTA COLLAZIONE DI COPIOSI FONTI ARCHIVISTICHE OGGI SCOMPARSE (IN PARTICOLARE IL DE ROSSI SOSTIENE DI BASARSI SULLE MEMORIE AUTOGRAFE DI SUO BISNONNO, MONSIGNOR FRANCESCO DE' ROSSI, NIPOTE DI PAPA LEONE X E FRATELLO DI LUIGI ROSSI, CARDINALE DI SAN CLEMENTE DAL 1517 E PRO-DATARIO GENERALE), QUESTO TESTO RISULTA MOLTO VICINO AD ALTRI GIà NOTI (COME QUELLO PUBBLICATO NEL 1837 DALL'ANCARANI NEL QUARTO VOLUME DELLE MEMORIE STORICHE DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI POLITICI D'ITALIA SEGUITI DURANTE IL PONTIFICATO DI CLEMENTE VII); LO STUDIOSO LEOPOLD VON RANKE, PERALTRO, HA SOSTENUTO ESSERE QUESTO TESTO IN REALTà APOCRIFO, E ATTRIBUIBILE A JACOPO BUONAPARTE (AUTORE DEL RAGGUAGLIO STORICO INFINE STAMPATO A LUCCA NEL 1756) O AL GEOGRAFO LODOVICO GUICCIARDINI (FRATELLO DEL CELEBERRIMO STORICO FRANCESCO E FONTE DI BUONAPARTE NELL'OPERINA DEL SACCO DI ROMA, PUBBLICATA NEL 1758): MA UN'ANALISI COMPARATA DI QUESTE OPERE MOSTRA, NEL NOSTRO TESTO, EVIDENTI ORIGINALITà, E GLI STUDI RECENTI CONCORDANO NEL SANCIRNE L'ATTRIBUIBILITà AL DE ROSSI. SI TRATTA IN OGNI CASO DI UN'OPERA DI GRANDE VALORE, E TUTTORA DI GRANDISSIMA UTILITà, OLTRE CHE UN IMPORTANTE ESEMPIO DI STORIOGRAFIA SEICENTESCA. QUESTA COPIA SETTECENTESCA SI CONCLUDE CON LA FINE DELLA SECONDA PARTE (L'OPERA ORIGINALE è SUDDIVISA IN 4 PARTI), E PRECISAMENTE AL CAP.127

BIBLIOGRAFIA: L. VON RANKE, DEUTSCHE GESCHICHTE IM ZEITALTER DER REFORMATION, VOL. VI, 1855, PP. 99-124; E. CALVI, BIBLIOGRAFIA DI ROMA NEL CINQUECENTO, N. 579; D. ORANO, IL SACCO DI ROMA DEL 1527: STUDI E DOCUMENTI, I, ROMA 1901, PP. 1-187.
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