Calamaio in argento, Roma dopo 1815, apparentemente privo del punzone dell'argentiere, ma presumibilmente da ascrivere alla produzione migliore del maestro argentiere Stefano Fedeli (1815-1870), corpo centrale poggiante su base circolare modanata, a forma di elemento architettonico poggiante su tre zampe ferine con elementi tardo manieristi di mascheroni e grifoni alati, parte superiore del coperchio per l'inserimento della penna, con tre puttini che sorreggono conchiglie con festoni, eseguito in fusione in "cera persa" con sapiente ed efficace rifinitura a cesello - alt. cm 12,5; leggermente appesantito nell'alloggiamento del portainchiostro, peso lordo g. 992

Details
Calamaio in argento, Roma dopo 1815, apparentemente privo del punzone dell'argentiere, ma presumibilmente da ascrivere alla produzione migliore del maestro argentiere Stefano Fedeli (1815-1870), corpo centrale poggiante su base circolare modanata, a forma di elemento architettonico poggiante su tre zampe ferine con elementi tardo manieristi di mascheroni e grifoni alati, parte superiore del coperchio per l'inserimento della penna, con tre puttini che sorreggono conchiglie con festoni, eseguito in fusione in "cera persa" con sapiente ed efficace rifinitura a cesello - alt. cm 12,5; leggermente appesantito nell'alloggiamento del portainchiostro, peso lordo g. 992
Provenance
Collezione Cardinale Antonelli
Literature
Per lavori analoghi al presente calamaio cfr.: S. Fornari Gli Argenti Romani, ed. del Tritone, Roma, p.