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Afro (1912-1976)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Afro (1912-1976)

Ragazzo col vitello

Details
Afro (1912-1976)
Ragazzo col vitello
firmato e datato Afro 54 (in basso a destra)
tecnica mista su tela
cm 57x73,4
Eseguito nel 1954
Provenance
Collezione privata, Roma
Literature
M. Graziani, B. Drudi, A. Gubbiotti, Afro, Catalogo generale ragionato, Roma 1997, p. 139, n. 323 (illustrato)
Exhibited
Roma, Studio Durante, In Superficie - Un percorso astratto, dicembre 1989 - gennaio 1990
Special Notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.

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Lot Essay

Proveniente da una prestigiosa collezione privata romana, l'opera Ragazzo col vitello viene offerta per la prima volta sul mercato e rappresenta una rara occasione per il collezionismo di Afro più avveduto e raffinato.
L'opera è stata eseguita nel 1954, un anno particolarmente importante nella formazione dell'artista, che quell'anno partecipa alla Biennale di Venezia e stringe amicizia con Renato Birolli. Sul suo lavoro, sempre nel 1954, appare un importante saggio di Lionello Venturi, che cos<-> parla della pittura di Afro: "Quando ha ricevuto un'emozione, Afro non la rappresenta, la lascia tornare anche a grande distanza di tempo, e se non torna vuol dire che bisogna dimenticarla. Ma quando torna, ecco assume il tono della leggenda, e può diventare pittura. Egli non fa appunti dal vero ma dalla memoria, e i suoi disegni raccontano l'emozione che dal passato risorge. È stato per otto mesi in America nel 1950, ma non ha dipinto sul posto alcun paesaggio americano. Solo parecchio tempo dopo ne ha dipinti, quando il ricordo è riaffiorato, l'emozione passata ha riempito la sua anima di nuovo e in modo così diverso da quello diretto. La sua visione ha bisogno della mediazione del tempo, che gli permetta il passaggio dalla prosa alla poesia (...) Proprio per il suo bisogno di proiettare nel lontano il motivo della sua fantasia, la sua creazione ha un ritmo lento ma con qualcosa di finito in sè e come definito. Affronta il pericolo che gli altri non intendano quel suo linguaggio con la rassegnazione di chi nulla può contro il destino. Quel suo linguaggio è necessario a lui perchè è il solo che può rivelargli i segreti dell'animo" (L.Venturi, Afro, Roma 1954)
"Venturi offre la chiave di lettura della poetica di Afro, individuata nel ricorso ad un colorismo di tradizione veneta, nella ripresa del vissuto attraverso la memoria e in uno stile personale non-figurativo e quasi non-formale (...)" (F.Tedeschi, Afro, 1989)
È sempre di questo periodo l'apertura al mercato internazionale con la grande personale alla Viviano Gallery di New York, in cui sarà esposto - tra gli altri - il dipinto Ragazzo con tacchino, attualmente presente al MOMA, col quale possiamo individuare una comune matrice nella trasposizione pittorica non-figurativa e astratta del dato memoriale figurativo e contingente. Ed è lo stesso Afro che parlando delle possibili chiavi di lettura delle sue opere dice: "Una forma pittorica può avere anche valore di apparizione? L'organismo rigorasamente formale di una pittura può contenere la leggerezza, il respiro di una evocazione, l'improvviso soprassalto della memoria? Penso spesso così d'essere un pittore di storie. Se i miei sentimenti più profondi, i miei ricordi, i miei giudizi sulle cose, le mie insofferenze e persino i miei errori e terrori si condensano nell'andamento di una linea, nella luminosità di un tono, sento che il mistero con cui la mia intera vita sfocia nella pittura può essere inteso all'inverso e permettere alle immagini della pittura di risalire fino alle origini della mia vita.
Io spero che nelle mie pitture circoli un presentimento, una speranza, come di un'alba. Vorrei che la mia pittura recasse una allusione sempre più chiara ad un mondo percorso da passioni..." (Afro, Indicazioni sulla mia pittura, 1955)

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