Attribuito a Francesco Battaglioli (Modena? 1718-1796 Venezia)
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Attribuito a Francesco Battaglioli (Modena? 1718-1796 Venezia)

Veduta dell'Isola Bella

Details
Attribuito a Francesco Battaglioli (Modena? 1718-1796 Venezia)
Veduta dell'Isola Bella
olio su tela
111,5x 167 cm.
Special notice

Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer''s for each lot, is calculated in the following way: 30% of the final bid price of each lot up to and including € 20.000,00 26% of the excess of the hammer price above € 20.000,00 and up and including € 800.000,00 18,5% of the excess of the hammer price above €800.000,00

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Lot Essay

Così chiamata in onore di Isabella d'Adda, sposa del principe Carlo Borromeo III, l'Isola Bella sul lago Maggiore assunse il suo aspetto straordinario e curioso nel corso dei lavori progettati dall'architetto milanese Angelo Crivelli, realizzati tra il 1631 e il 1671.
Sebbene l'esecuzione dell'opera sia stata in gran parte curata dal principe Vitaliano VI (1620-1690), si deve appunto a Carlo Borromeo, committente di questa eccezionale trasformazione all'insegna dell'artificio, la volontà di realizzare sulla punta meridionale dell'isola la straordinaria piramide a terrazze, irta di obelischi e abbellita da statue. Insieme a quelle che ornano altre parti del giardino, queste furono realizzate in gran parte dallo scultore Carlo Simonetta, attivo all'Isola Bella tra il 1667 e il 1670, secondo un programma iconografico suggerito dal cardinale Gilberto Borromeo.
Terminata nelle sue parti principali all'epoca del matrimonio tra Carlo Borromeo Arese e Giovanna Odescalchi nel 1678, l'Isola Bella fu subito celebrata anche per i meravigliosi giardini, fioriti di aranci e limoni e di arbusti rari favoriti dall'eccezionale microclima del lago, e divenne meta di viaggio per i primi turisti d'oltralpe. Anche per questo motivo, e non solo per ragioni dinastiche, fu subito oggetto di raffigurazioni da parte dei pittori di veduta, a partire da Gaspar van Wittel. Una tradizione continuata nel Settecento da vari artisti italiani, tra i quali appunto Francesco Battaglioli al quale il nostro dipinto è stato attribuito da Egidio Martini in una comunicazione scritta al proprietario, e da incisori come Marcantonio Del Re, nella stampa pubblicata a Milano nel 1721.
La nostra veduta presenta l'isola da sud, privilegiandone appunto i giardini a preferenza del palazzo all'estremità opposta, e adottando un ideale punto di vista rialzato che consente di raffigurarla interamente e in ogni dettaglio. In primo piano, barche di pescatori e una sorta di gondola, con belle figurine tra cui un uomo in mantello da viaggio. Sulla barca in primo piano a sinistra, lo stemma Odescalchi, benché stilizzato, allude con ogni probabilità al più recente matrimonio tra Renato III Borromeo e Marianna Odescalchi nel 1743.

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