Giacomo Balla (1871-1958)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more DA UN'IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA, ROMA (LOTTI 19-20)
Giacomo Balla (1871-1958)

Autoritratto

Details
Giacomo Balla (1871-1958)
Autoritratto
olio su cartone
cm 33,9x29,8
Eseguito nel 1894 c.
Provenance
Casa Balla, Roma
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1997 c.
Literature
T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Roma 1968, vol. II, p. 136, n. 1683 X.1, (illustrato, con titolo Autoritratto giovanile)
V. Dortch Dorazio, Giacomo Balla: an Album of his Life and Work, Venezia 1970
M. Fagiolo dell'Arco, Futur Balla, Roma 1970, p. 54 (illustrato)
G. De Marchis, Giacomo Balla l'aura futurista, Torino 1977, n. 1 (illustrato)
S. Barnes Robinson, Giacomo Balla: divisionisism and futurism 1871-1912, Ann Arbor 1981, p. 3, p. 119, n. 1 (illustrato)
G. Lista, Balla, Modena 1982, p. 97, n. 1 (illustrato)
P. Baldacci, Ricostruzione di casa Balla, Milano 1986, n. 1
M. Fagiolo dell'Arco, Futur-Balla la vita e le opere, Milano 1992, p. 14 (illustrato)
Exhibited
Roma, Galleria dell'Obelisco, Balla pre-Futurista, gennaio - febbraio 1968, cat., p. 12, p. 38, n. 1
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Giacomo Balla, 23 dicembre 1971 - 27 febbraio 1972, cat., p. 143, n. 1 (illustrato)
Modena, Galleria Fonte d'Abisso, Giacomo Balla, 13 febbraio - 10 aprile 1982, cat., n. 1
Napoli, Museo di Capodimonte, Balla a Capodimonte: la donazione Carelli, 30 marzo - 30 maggio 1988, cat., pp. 24-25 (illustrato)
Padova, Palazzo Zabarella, Giacomo Balla 1895-1911 verso il Futurismo, 15 marzo - 28 giugno 1998, cat., n. 8 (con titolo Il primo autoritratto)
San Paolo, Pinacoteca di Stato, GIACOMO BALLA 1894-1946. Da io Balla a Ball'io, 12 maggio - 30 giugno 2000; poi Montevideo, Museo Nacional de Artes Visuales, 24 luglio - 20 agosto 2000; poi Buenos Aires, Museo Nacional de Bellas Artes, 5 settembre - 5 ottobre 2000; poi Cordoba, Museo Municipal de Bellas Artes, 13 - 29 ottobre 2000; poi Recife, Espaco Cultural Bandepe, 16 novembre - 15 dicembre 2000; poi Santiago del Cile, Museo Nacional de Bellas Artes, 25 gennaio - 31 marzo 2001; poi Città del Messico, Palacio de Correos, 9 maggio - settembre 2001, cat, (illustrato sulla copertina del catalogo)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Sale room notice
Per il presente lotto è stato avviato un provvedimento di dichiarazione di interesse culturale da parte della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologico per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza e Brianza Pavia Sondrio Varese. The Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologico per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza e Brianza Pavia Sondrio Varese has begun a process of declaring this work of national importance.

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Lot Essay

L'opera è realizzata sul retro di una fotografia raffigurante Balla all'età di 4 anni


"Balla è giovanissimo, ma già sono evidenti le sue doti più caratteristiche. Nel baffo dell'Autoritratto serpeggiano dei peli luminosi che captano la luce; si abitua ad usare la matita al posto della macchina fotografica per raccontare il vero".
(P. Baldacci, Ricostruzione di casa Balla, Milano 1986, n. 1)


Il dipinto che presentiamo, proveniente da una collezione privata e mai apparso sul mercato in precedenza, è proprio il primo autoritratto di Giacomo Balla. L'opera appare in quasi tutte le più importanti monografie sull'artista (De Marchis, Barnes Robinson, Lista ecc...) col numero 1, proprio a sottolineare questa primogenitura.
Rappresentare se stesso è, nella carriera di ogni autore, la sfida più avvincente e impegnativa. Le capacità critiche dell'artista vengono messe alla prova dal confronto tra l'immagine pubblica che si cerca di offrire e la percezione che si ha del proprio corpo e della propria interiorità; la rappresentazione della propria individualità, combinata con la ricerca di mezzi espressivi originali, costituisce un delicato esercizio di riflessione creativa e maturazione. Questo è particolarmente vero per gli autoritratti giovanili, eseguiti in un momento in cui nessuno conosce il valore della personalità che si sta formando, testimonianze insostituibili di una fase in cui l'artista affronta sfide fondamentali e incertezze che rischiano di diventare paralizzanti. A maggior ragione la prima di queste prove, il primo autoritratto, assume un valore e una forza espressiva ancora maggiori.
Il dipinto si inserisce perfettamente nel clima culturale torinese all'interno del quale Balla è cresciuto. La città era in quegli anni capitale italiana della fotografia, il padre stesso dell'artista era un appassionato, e tra le persone che frequentavano la casa del pittore c'era anche il fotografo Pilade Bertieri. Questi è probabilmente l'autore del dagherrotipo raffigurante Balla a 4 anni sul retro del quale il pittore dipinse questo autoritratto, il quale prende spunto forse proprio da una fotografia che Bertieri scattò a Balla all'età di 21 anni.
Il dipinto, non datato ma riconducibile agli anni intorno al 1894 rappresenta l'artista a circa 23 anni. Già in questa primissima prova appare evidente la maestria pittorica del giovane Balla e l'attenzione agli elementi di luce e movimento che diventeranno fondamentali della sua attività di pittore futurista. La pennellata veloce di Balla enfatizza lo sguardo dell'artista senza soffermarsi sui particolari dell'ambiente o dell'abito. Questo sguardo, fiero, deciso, apparentemente pronto ad ogni sfida, è anche il punto in cui il dipinto, giocato prevalentemente su tinte fosche, acquista luminosità. Elemento compositivo fondamentale, in un dipinto realizzato con la più grande economia di mezzi, è la torsione del busto che porta il volto ad emergere da uno sfondo indistinto. L'affiorare della fisionomia dell'artista -e quindi per estensione delle sue creazioni- dal buio attraverso uno sforzo di volontà sembra perfettamente in sintonia con il contesto culturale simbolista dell'epoca.
L'impostazione tipicamente romantica ci rimanda all'esempio di autoritratto più vicino, quello celeberrimo di Delacroix, conservato al Louvre. Balla denuncia quindi le sue ambizioni attraverso lo sguardo volitivo con cui si raffigura, ma anche attraverso i modelli a cui sceglie di ispirarsi. Allo stesso tempo vanno sottolineate l'inedita sensibilità con cui per la prima volta Balla impiega l'elemento della luce e la modernità intrinseca di questo ritratto, rappresentata già dalla impostazione della figura. Oggi quella semi torsione del busto e il taglio di luce dello sguardo ricordano qualcosa delle inquadrature cinematografiche. In realtà all'epoca questi elementi anticipavano ciò che di lì a poco avrebbe cambiato la percezione visiva - ed estetica - della cultura dell'immagine. Balla fu infatti uno dei primissimi artisti ad essere intrigato dalle scoperte nel mondo della fotografia e del cinema, che fortemente influenzarono la sua produzione sin dalle prime opere giovanili.



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