Giacomo Balla (1871-1958)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more DA UN COLLEZIONISTA PRIVATO ITALIANO / PROPERTY FROM A PRIVATE ITALIAN COLLECTOR
Giacomo Balla (1871-1958)

Velocità Astratta n. 2

Details
Giacomo Balla (1871-1958)
Velocità Astratta n. 2
data, firma e titolo 1914 BALLA VELOCITA' ASTRATTA (in basso a sinistra)
pastelli su cartoncino
cm 28,5x44,1
Eseguito nel 1914
L'autenticità dell'opera è stata confermata dalla Dottoressa Elena Gigli, Roma, n. 710 come da autentica su fotografia in data 13 dicembre 2017
Provenance
Casa Balla, Roma (n. 44)
Galleria dell'Obelisco, Roma
Collezione privata, Roma
Milano, asta Christie's, 29 maggio 2001, lotto 333
ivi acquisito dall'attuale proprietario
Literature
M. Drudi Gambillo, T. Fiori, Archivi del Futurismo, Roma, 1962, Vol. II, pp. 95, 158, n. 127 (illustrato, intitolato Velocità astratta)
G. Lista, Balla, Modena 1982, p. 215, n. 369 (illustrato, intitolato Velocità astratta)
Exhibited
Roma, Palazzo delle Esposizioni, VIII Quadriennale Nazionale d'Arte, 1959-60, cat., p. 195, n. 14
Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna, Giacomo Balla, 1963, cat., p. 68, n. 92 (intitolato Velocità astratta)
Roma, Galleria dell'Obelisco, Balla: luce e movimento, 1968
Venezia, Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, Fini & Confini. Dal Paesaggio al Territorio, 2019, cat., p. 55 (illustrato, intitolato Velocità astratta)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
'ABSTRACT SPEED N. 2'; DATED, SIGNED AND TITLED LOWER LEFT; PASTELS ON CARDBOARD

Brought to you by

Renato Pennisi
Renato Pennisi

Lot Essay

L'opera è stata esposta nella mostra della Quadriennale immediatamente successiva alla scomparsa di Balla, e nella nella grande retrospettiva di Torino curata da Crispolti nel 1963 e nelle mostre dell'Obelisco curate da Fagiolo dell'Arco nel 1968. È pubblicata negli Archivi del Futurismo e nella monografia edita dalla Galleria Fonte d'Abisso.
Dell'opera, Maurizio Fagiolo dell'arco scrisse: "L'azzurro del cielo si unisce al verde del paesaggio, compenetrandosi con semplicità e complessità allo stesso tempo. È già presente una forma complementare che assomiglia al vortice. Le opere di Balla, che si definirà "astrattista futurista", dimostrano che l'astrazione può avvenire soltanto partendo dai dati veri della natura complicati dal movimento".

Exhibited immediately after Balla's death at the Quadrennial exhibition, at the great 1963 retrospective in Turin curated by Crispolti, and at the exhibitions curated by Fagiolo dell'Arco at the Obellisco in 1968, this work is published in the Futurist Archives and in the monograph edited by Galleria Fonte d'Abisso.
Regarding this work, Maurizio Fagiolo dell'Arco wrote: "The blue of the sky merges with the green of the landscape, penetrating it with simultaneous simplicity and complexity. Already present is a complementary form that resembles a vortex. The works of Balla, who he will later define as a "futurist abstractionist", demonstrate that abstraction can only take place starting from true information provided by nature and complicated by movement ".

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