Aboudia

Aboudia è un artista contemporaneo della Costa d’Avorio, nell’Africa occidentale, i cui dipinti dai colori vivaci, in stile murale, descrivono la cultura di strada e i recenti disordini politici nella sua città natale, Abidjan.

Il suo stile distintivo, di finto naif, trae ispirazione dall’iconografia dei graffiti “Nouchi” di Abidjan (il termine si riferisce a un dialetto colloquiale che è la lingua preferita dagli ivoriani di Abidjan), dalle maschere tradizionali in legno e dal vudù. Il suo lavoro viene spesso paragonato a quello di Jean-Michel Basquiat, anche se forse i paragoni con la pennellata libera di Cy Twombly e con i dipinti a collage ispirati ai graffiti di Jean Dubuffet sono più calzanti.

Con spessi strati di pittura, pastelli a olio e materiali di recupero (come giornali, riviste e cataloghi d’arte), Aboudia raffigura la vita quotidiana dei bambini dei quartieri più difficili e fatiscenti di Abidjan. Gli scarabocchi a gesso dei bambini sui muri e sui marciapiedi di quei quartieri, ha affermato, esprimono ciò che è «nel profondo di loro», così come i loro sogni e le loro ambizioni. Identificandosi con la loro esperienza, cerca di «ritrasmettere il messaggio».

Abdoulaye Diarrassouba è nato nel 1983 ad Abengourou, a nord di Abidjan. Ha scoperto l’arte a scuola, dove ha vinto un concorso intitolato «Disegnami il tuo sogno» e, a 15 anni, ha lasciato casa per studiare arte e pittura murale al Centre Technique des Arts Appliqués di Bingerville, un sobborgo di Abidjan. Si è laureato all’École des Beaux-Arts di Bingerville nel 2005.

Aboudia ha raggiunto improvvisamente la notorietà internazionale con i dipinti realizzati sulla scia delle controverse elezioni presidenziali del 2010 in Costa d’Avorio. Durante la successiva situazione di stallo e la guerra civile del 2010-2011 è rimasto ad Abidjan, rifugiandosi nel seminterrato quando le esplosioni scuotevano le pareti del suo studio.

I dipinti realizzati in quel periodo si distinguono per la presenza di soldati armati e armi da fuoco. Ciononostante, egli respinge l’etichetta di «artista di guerra», insistendo sul fatto che il suo unico desiderio è «raccontare la nostra storia per la prossima generazione».

Aboudia è stato scoperto nel 2011 dall’artista tedesco Stefan Meisel, che ha visto le sue opere su Facebook, ha acquistato due dipinti e si è offerto di rappresentarlo. Dopo due mostre a Londra, alla Jack Bell Gallery e poi alla Saatchi Gallery, le sue opere sono state acquisite dalla Contemporary African Art Collection (CAAC) di Jean Pigozzi, dalla Frank Cohen Collection e dalla collezione permanente della Saatchi Gallery, e hanno portato a esposizioni in fiere d’arte quali Art Basel e 1:54.

Aboudia è attualmente tra gli artisti più ricercati nel mercato dell’arte africana contemporanea. Nel 2022, Untitled (2018) è stato venduto da Christie’s a Londra per 504.000 sterline, stabilendo un nuovo record d’asta per l’artista.


ABOUDIA (B. 1983)

Haut les mains (Hands up)

ABOUDIA (B.1983)

Untitled

ABOUDIA (B. 1983)

6 Partenaires (6 Partners)

ABOUDIA (B.1983)

Green & Red

ABOUDIA (B.1983)

Nouchi Graffiti: Les Coquins et Leur Chien

ABOUDIA (b.1983)

Noutchy dans la rue

ABOUDIA (b.1983)

La renaissance du Christ

ABOUDIA (B. 1983)

Mobiritdji (Truck Driver)

ABOUDIA (B. 1983)

Street Kids

ABOUDIA (B. 1983)

Avec Mon Personnel (With My Personnel)

ABOUDIA (B. 1983)

Dog Smok Weed

ABOUDIA (b.1983)

La famille

ABOUDIA (b.1983)

Non aux viols

ABOUDIA (b.1983)

L'Akwaba

ABOUDIA (B. 1983)

Môgô's Dream #2

ABOUDIA (b. 1983)

Reminiscence

ABOUDIA (b.1983)

La Famille 2

ABOUDIA (B. 1983)

Mr. and Mrs. Why

ABOUDIA (b.1983)

Untitled

ABOUDIA (B. 1983)

Noutchy et ses amis (Noutchy and his friends)

ABOUDIA (b. 1983)

MOTHER AND CHILD

Aboudia (b.1983)

Môgôs #4