Impegnato per tutta la vita nella missione di documentare le esperienze della comunità afroamericana nell’America del XX secolo, Charles White ha prodotto un’opera imponente che ha affrontato le ingiustizie sociali e politiche con forza e determinazione. «Più imparo a conoscere la storia del mio popolo e e del mio Paese, più vivo in prima persona gli eventi sconvolgenti del nostro tempo, più aumentano i soggetti che reclamano a gran voce di essere rappresentati», affermò nel 1955 — lo stesso anno in cui il boicottaggio degli autobus di Montgomery avrebbe dato il via al movimento per i diritti civili negli Stati Uniti.
Profondamente legato alla figurazione in un’epoca in cui l’astrazione stava diventando una forza dominante, White modificò il proprio stile nel corso degli anni ’50, passando da oli dai toni tenui e murales pubblici a ritratti a carboncino, inchiostro e litografia, che combinavano un realismo potente con un’impronta barocca.
Nato nel 1918 nel South Side di Chicago, White trovò rifugio dalla povertà e dagli abusi subiti durante l’infanzia nelle biblioteche e nelle gallerie d’arte della città. Dopo che due scuole d’arte gli avevano negato l’ammissione a causa della sua razza, si laureò alla School of the Art Institute of Chicago nel 1938, affermandosi rapidamente come figura di spicco del Rinascimento nero di Chicago. White sposò l’artista Elizabeth Catlett nel 1941 e la coppia si trasferì per un breve periodo a New Orleans per insegnare alla Dillard University — lì sperimentarono in prima persona la violenza e l’umiliazione del Sud dell’era Jim Crow. «La pittura è l’unica arma che ho per combattere ciò che mi indigna», affermò, decidendo di dedicarsi interamente alla creazione di opere d’arte che contrastassero tale oppressione.
Nel 1942 White si trovava a New York, dove studiava incisione all’Art Students League sotto la guida dell’artista socialista Harry Stenberg. L’anno successivo realizzò il suo murale più significativo, The Contribution of the Negro to American Democracy (Il contributo dei neri alla democrazia americana) presso la Hampton University, che raffigura afroamericani di spicco tra cui Peter Salem, Nat Turner, Harriet Tubman e Huddie «Lead Belly» Ledbetter. Nel 1946 White si recò a Città del Messico, entrando a far parte del Taller de Gráfica Popular, un collettivo antifascista di incisori.
Nel 1956, alla ricerca di un clima che favorisse la sua guarigione dalla tubercolosi, White si trasferì a Los Angeles. Continuò la sua attività di disegnatore e incisore, insegnando al contempo all’Otis Art Institute, dove tra i suoi allievi figuravano Alonzo Davis, David Hammons e Kerry James Marshall. Morì nel 1979, all’età di 61 anni.
Charles White (1918-1979)
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CHARLES WHITE (1918-1979)
Preacher (Reverend Man)
CHARLES WHITE (1918-1979)
Study for 'The Contribution of the Negro to Democracy in America'
CHARLES WHITE (1918-1979)
Black Man
Charles White (1918-1979)
Brother John Sellers
CHARLES WHITE (1918-1979)
Contemplation
Charles White (1918-1979)
Untitled
Charles White (1918-1979)
Untitled
CHARLES WHITE (1918-1979)
Sorrowing Man
CHARLES WHITE (1918-1979)
Study for 'Mary McLeod Bethune' Mural