Gordon Parks è stato un pioniere americano, fotografo, regista, scrittore e artista, il cui lavoro ha profondamente influenzato sia il mondo dell’arte che la lotta per la giustizia sociale. Dagli anni ’40 fino ai primi anni 2000, ha utilizzato il suo talento creativo per documentare la vita quotidiana in America, concentrandosi su tematiche quali la razza, la povertà e i diritti civili. Il suo variegato spettro artistico spaziava dalla composizione musicale alla scrittura di romanzi, fino alla regia cinematografica. Da uomo di colore cresciuto a Fort Scott, nel Kansas, Parks ha vissuto in prima persona la segregazione razziale e la povertà. Ha scoperto la fotografia dopo aver visto su una rivista le immagini dei lavoratori dell’epoca della Grande Depressione e, pur non avendo alcuna formazione specifica in materia, ha acquistato una macchina fotografica di seconda mano e ha iniziato la sua carriera da autodidatta. Il suo straordinario talento gli valse nel 1942 una borsa di studio Julius Rosenwald, che lo portò a collaborare con importanti agenzie governative come la Farm Security Administration (FSA) e l’Office of War Information (OWI), sviluppando una prospettiva unica guidata dall’empatia e volta a denunciare le ingiustizie. Parks credeva che la macchina fotografica potesse essere usata come arma contro la disuguaglianza. Le sue prime immagini, che mettevano in luce l’esperienza della comunità nera e delle comunità povere, contribuirono ad abbattere le barriere razziali nel campo della fotografia.
Nel 1948, Parks realizzò un reportage fotografico su un capo banda di Harlem, che attirò l’attenzione a livello nazionale e gli valse l’assunzione come primo fotografo afroamericano della rivista Life. Nei due decenni successivi, realizzò ritratti di grande impatto di leader dei diritti civili, artisti e anche semplici cittadini. Le sue immagini più famose, tra cui Emerging Man (1952) e American Gothic (1942), comunicano le questioni più urgenti della società attraverso immagini semplici e immediatamente comprensibili. Oltre che con la fotografia, Parks ha fatto storia anche nel cinema. Nel 1969 è diventato il primo afroamericano a dirigere un film di una grande casa di produzione hollywoodiana, intitolato The Learning Tree, tratto da un suo romanzo. Il suo secondo film, Shaft (1971), è diventato immediatamente un fenomeno culturale ed è stato poi sviluppato in una trilogia. Nel corso della sua carriera, Parks ha continuato a creare in diversi ambiti artistici e si è mantenuto impegnato nella critica sociale fino alla sua morte, avvenuta nel 2006. Oggi, la sua opera è conservata in importanti istituzioni come la Gordon Parks Foundation, la Biblioteca del Congresso e lo Smithsonian, a testimonianza della sua visione artistica e del suo impegno per la giustizia sociale.
GORDON PARKS (1912-2006)
American Gothic, Washington D.C., 1942
GORDON PARKS (1912–2006)
Emerging Man, Harlem, New York (from Invisible Man ), 1952
GORDON PARKS (1912-2006)
Left Bank, Paris, c. 1956
GORDON PARKS (1912-2006)
Ingrid Bergman at Stromboli, Italy, 1949
GORDON PARKS (1912-2006)
Marilyn Monroe, c. 1959
GORDON PARKS (1912-2006)
Place de la Concorde, Paris, France, 1950
GORDON PARKS (1912–2006)
Dove, 1962
GORDON PARKS (1912-2006)
Augusta, Maine, 1944
GORDON PARKS (1912-2006)
Marilyn Monroe (Looking over shoulder), c. 1959
Gordon Parks (1912-2006)
Place de la Concorde , Paris, vers 1950
Gordon Parks (1912-2006)
Vendeuse de ballons, Paris, vers 1950
Gordon Parks (1912-2006)
Foule rue Mouffetard , Paris, vers 1950
GORDON PARKS (1912-2006)
Fashion, Paris, 1949
GORDON PARKS (1912–2006)
Untitled, from The Rainmaker, c. 1954