Hans Bellmer

Hans Bellmer (1902–1975) è stato un artista tedesco di grande influenza, famoso per le sue opere provocatorie e surreali. La sua arte, caratterizzata da una fusione di temi inquietanti e meticolosa maestria, continua a esercitare una forte influenza nel panorama dell’arte moderna.

Nato nel 1902 a Katowice, in Polonia, Bellmer intraprese inizialmente la carriera di architetto prima di dedicarsi all’arte. Le sue prime opere affondavano le radici nel realismo del disegno e dell’incisione, ma il suo orientamento artistico subì una svolta radicale nel 1933, quando realizzò la sua prima bambola, che descrisse come «una ragazza artificiale con molteplici possibilità anatomiche». Un anno dopo, Bellmer pubblicò Die Puppe (La bambola), un libro di dieci fotografie che documentavano le fasi della realizzazione della bambola. Queste immagini sovversive, che esploravano temi quali la sessualizzazione, il desiderio e il controllo, suscitarono grande scalpore tra i surrealisti.

Nel 1938 Bellmer si era trasferito a Parigi. Lì, l’artista incontrò e strinse amicizia con molti dei surrealisti che in precedenza lo avevano conosciuto solo attraverso il suo lavoro con la bambola. Allo stesso tempo Bellmer iniziò, per la prima volta, a tradurre i suoi esperimenti con la bambola nel campo bidimensionale della pittura. Utilizzando l’idea del corpo femminile come anagramma del desiderio erotico che aveva sviluppato nella bambola, nei suoi Cephalopods Bellmer si concentrò sulla possibilità di un’interpretazione ambigua e simultanea che la rappresentazione illusionistica bidimensionale consente, al fine di creare immagini potenti di strane creature femminili mutate, simili a feticci.

Nel 1954, Hans Bellmer si trasferì in rue Mouffetard a Parigi. Per alleviare le sue preoccupazioni finanziarie, si dedicò a un’attività ben remunerata, in cui eccelleva: la ritrattistica. Nel dipingere i ritratti di Marcel Duchamp, Tristan Tzara, Wifredo Lam, Paul Éluard e Georges Hugnet, tra gli altri, l’artista adottò una metodologia ricorrente. I ritratti di Bellmer trasmettono il suo fascino per l’anatomia e l’ambiguità visiva. La sua tecnica suscita un forte senso di realismo, richiamando la sua formazione artistica come incisore e illustratore di Georges Bataille, nonché il suo stretto legame con la fotografia.

Hans Bellmer morì nel 1975, all’età di 72 anni. L’influenza dell’opera di Bellmer si estese oltre la sua cerchia artistica immediata, influenzando il surrealismo e i successivi movimenti artistici contemporanei. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dell’Art Institute di Chicago, della Tate di Londra, del Museum of Modern Art di New York e del Centre Pompidou di Parigi.


Hans Bellmer (1902-1975)

(i) Les yeux (ii) Sans titre

Hans Bellmer (1902-1975)

Portrait de Marcel Duchamp

HANS BELLMER (1902-1975)

Sans titre (Auto- œ il)

HANS BELLMER (1902-1975)

Deux demi-soeurs, vers 1933-1935

HANS BELLMER (1902-1975)

Sans titre ( Filles)

Hans Bellmer (1902-1975)

Pour l'anatomie de l'image I

HANS BELLMER (1902-1975)

La Poupée, 1934

Hans Bellmer (1902-1975)

La Toupie (spinning version)

HANS BELLMER (1902-1975)

Sans titre (Unica Zürn)

Hans Bellmer (1902-1975)

Sans titre (étude préparatoire pour "Tour menthe poivrée")

HANS BELLMER (1902-1975)

Sans titre (Femmes cordes)

HANS BELLMER (1902-1975)

LA POUPÉE, 1937

HANS BELLMER (1902-1975)

La Poupée, 1943

HANS BELLMER (1902-1975)

Les Jeux de la Poupée , 1939

Hans Bellmer (1902-1975)

Jeune Fille ( recto ); Composition ( verso )

Hans Bellmer (1902-1975)

Composition surréaliste

Hans Bellmer (1902-1975)

Deux corps ( recto ); Tête-bêche ( verso )

HANS BELLMER (1902-1975)

Sans titre (recto and verso)

Hans Bellmer (1902-1975)

Sans titre ( recto and verso )

Hans Bellmer (1902-1975)

Portrait de Man Ray

Hans Bellmer (1902-1975)

Étude pour "Transfert des Sens"

Hans Bellmer (1902-1975)

Portrait de Georges Hugnet