Joe Bradley

Joe Bradley è un artista americano contemporaneo, la cui produzione proteiforme abbraccia un’ampia varietà di mezzi espressivi, tecniche e stili.

Le sue opere richiamano spesso riferimenti fondamentali, come la pittura Colour Field e l’Espressionismo Astratto; un omaggio tanto ironico quanto sincero, spesso interpretato come una risposta sarcastica alle tendenze mutevoli.

Nato nel 1975 a Kittery, nel Maine, Bradley ha conseguito la laurea in Belle Arti presso la Rhode Island School of Design (RISD). Nel 1999 si è trasferito a New York, diventando il cantante della band Cheeseburger, il cui modesto successo include una colonna sonora per il videogioco Grand Theft Auto.

La prima mostra personale di Bradley si è tenuta alla Allston Skirt Gallery di Boston nel 2002. Il suo debutto newyorkese è avvenuto l’anno successivo, presso il famoso spazio espositivo di Kenny Schachter nel West Village. Bradley descrisse in seguito quella mostra come «la mia Stele di Rosetta».

Per la sua prima mostra in un’istituzione, al MoMA PS1 nel 2006, presentò tele monocromatiche modulari di ispirazione minimalista, disposte a formare figure squadrate. Questi cosiddetti «dipinti robotici» gli valsero l’attenzione della critica, e li espose nuovamente alla Biennale del Whitney del 2008. Un’opera senza titolo di quell’anno è stata venduta nel 2020 da Christie’s a 112.500 dollari, superando la stima.

La serie «Schmagoo» di Bradley del 2008–09, invece — «dipinti» realizzati con matita grassa su tela che univano il suo fascino infantile per i fumetti alla sua pratica del disegno — tentava di abbattere la distinzione tra fumetti e dipinti. Quando furono esposte per la prima volta a New York nel 2008, le opere furono descritte dalla galleria come «una perdita di tempo da cercare di comprendere e un piacere da perseguire».

Più recentemente, Bradley si è dedicato a dipinti che nascono come frammenti di tela non preparata sul pavimento del suo studio. Col passare del tempo, lo sporco e i detriti che si accumulano si fondono con le sue pennellate per formare strati scultorei luminosi.

A volte taglia e poi ricuce insieme i frammenti, oppure capovolge l’opera: «La natura della pittura a olio è tale che in un certo senso trasuda attraverso la tela», ha spiegato, «quindi si hanno una sorta di segni residui che filtrano… e influenzano la composizione». Nel 2015, Tres Hombres ha quasi raddoppiato la sua stima, raggiungendo i 3.077.000 dollari da Christie’s New York.

Nel 2014, Bradley è stato incluso in «The Forever Now», una mostra storica sulla pittura contemporanea al MoMA di New York. Nel 2017, la Gagosian ha scelto «Eric’s Hair» come opera per la sua «Oscar show», in occasione del giovedì precedente la cerimonia degli Oscar. Le sue opere fanno parte di collezioni quali l’Albright-Knox Gallery di Buffalo, New York; la Fondation Louis Vuitton di Parigi; e il Whitney Museum di New York.


Joe Bradley (B. 1975)

Tres Hombres

Joe Bradley (b. 1975)

Human Heart

Joe Bradley (b. 1975)

Alien in a Garbage Dump

JOE BRADLEY (B. 1975)

One and Two

Joe Bradley (b. 1975)

Keep on Trucking

JOE BRADLEY (B. 1975)

Midnight Special

Joe Bradley (b. 1975)

Untitled (Freek)

Joe Bradley (B. 1975)

Untitled (Black Bust)

JOE BRADLEY (B. 1975)

Untitled (Human Form)

JOE BRADLEY (B. 1975)

The Missus and Me