Magdalena Abakanowicz

L’acclamata artista polacca Magdalena Abakanowicz era nota soprattutto per le sue sculture tessili su larga scala e le installazioni che esplorano temi quali l’umanità, l’identità e l’esperienza collettiva. Celebrata come «la madrina dell’arte installativa», Abakanowicz è stata una pioniera di questa forma d’arte e ha creato ambienti esperienziali.

Abakanowicz nacque nel 1930 a Falenty, in Polonia. Durante la Seconda guerra mondiale, lei e la sua famiglia furono costretti ad abbandonare la loro tenuta di campagna quando l’Unione Sovietica impose il regime comunista in Polonia. Si stabilirono infine in un appartamento a Varsavia, la città dove Abakanowicz avrebbe frequentato l’Accademia di Belle Arti all’età di 20 anni. Scoraggiata dai suoi professori dal dedicarsi alla pittura, si dedicò invece alla tessitura.

In quel periodo, lavorare con i tessuti garantiva ad Abakanowicz una notevole libertà creativa, mentre i pittori dovevano attenersi allo stile del realismo sociale approvato dallo Stato. Negli anni ’60 iniziò a sperimentare con i tessuti, arrivando a creare la sua serie radiale di arazzi nota come «Abakans». Questi arazzi sono monumentali intrecci di forme organiche realizzati con fibre tessute in modo grezzo. Essi hanno reso labili i confini tra scultura e arazzo e hanno segnato un significativo allontanamento dall’arte tessile tradizionale, valendo ad Abakanowicz il Gran Premio alla Biennale di San Paolo del 1965.

Nel corso della sua carriera, Abakanowicz si è dedicata anche ad altri materiali, quali il bronzo, l’ a pietra, il legno e l’argilla. Dopo gli “Abakan”, Abakanowicz passò a serie in cui indagava il corpo umano, tra cui “Heads” (1973–75), “Seated Figures” (1976) e “Backs” (1976–82). Queste sculture raffigurano un gruppo di figure anonime disposte in ordine geometrico e — a seconda della serie — caratterizzate dall’assenza di testa, arti, sesso o espressione. Magdalena Abakanowicz è morta nel 2017 a Varsavia, all’età di 86 anni.

Il suo approccio innovativo ai materiali e alla forma l’ha resa una figura chiave dell’arte contemporanea, e le sue opere sono state ampiamente esposte in tutto il mondo. La sua opera Agora è installata in modo permanente al Grant Park di Chicago. Nel 2022 la Tate Modern ha ospitato un’importante retrospettiva dedicata all’opera dell’artista.