Pierre Chareau fu un architetto, designer d’interni e di mobili francese, particolarmente celebre per la Maison de Verre (o «Casa di vetro») a Parigi e per i suoi accostamenti pionieristici di materiali e stili inaspettati.
Membro di spicco della prestigiosa Société des Artistes Décorateurs, un gruppo fondato nel 1901 per valorizzare il design francese, Chareau fu tuttavia costretto all’esilio dall’occupazione nazista, trascorrendo i suoi ultimi anni nell’anonimato a New York.
Nato nel 1883 a Bordeaux, dove suo padre era un commerciante di vini, Chareau iniziò la carriera come apprendista disegnatore presso la filiale parigina della Waring & Gillow, un’azienda britannica di arredamento e design, fino a diventare capo progettista.
Nel 1924 si mise in proprio, vendendo complementi d’arredo, mobili innovativi e illuminazione. Le sue combinazioni di legno e metallo, di elementi grezzi e raffinati, l’opulenza delle arti decorative francesi e il modernismo industriale gli valsero il rapido e fervente sostegno dell’alta borghesia parigina, per la quale progettò gli interni di numerosi appartamenti.
Chareau progettò anche per il cinema e il teatro, collaborando con l’architetto Robert Mallet-Stevens alla realizzazione dei mobili per i film del regista Marcel L’Herbier e delle scenografie per Il mercante di Parigi alla Comédie Française nel 1929.
Insieme alla moglie, Dollie, Chareau promosse e collezionò arte moderna, ospitando salotti per artisti, scrittori e musicisti. Cercò inoltre e collaborò con artigiani, in particolare con il fabbro Louis Dalbet, suo collaboratore alla Maison de Verre.
Commissionata nel 1928 dal dottor Jean Dalsace e da sua moglie Annie, la Maison fu realizzata in uno spazio a tre piani ricavato sotto un hôtel particulier del XVIII secolo già esistente (l’inquilino dell’ultimo piano si era rifiutato di traslocare). La sua facciata in blocchi di vetro e acciaio nascondeva un ingegnoso interno dalle forme intrecciate, con elementi quali porte scorrevoli insonorizzate, scale a rotelle e scale retrattili.
Per questo spazio, Chareau progettò anche sedie, sgabelli e scrivanie, tra cui la scrivania MB405 in legno e metallo, un appendiabiti, un tavolo da gioco e una cabina telefonica con illuminazione automatica. L’arredamento della Maison e la collezione d’arte dei Dalsace sono stati venduti da Christie’s a Parigi nell’ottobre 2021.
L’ascesa di Chareau subì una brusca battuta d’arresto quando lui e Dollie fuggirono da Parigi verso New York nel 1940. Lì, Chareau strinse amicizia con l’artista Robert Motherwell, che gli commissionò la progettazione di una casa-studio dal design radicale a East Hampton, utilizzando baracche Quonset in esubero (una struttura prefabbricata e trasportabile progettata per essere spedita in pezzi agli avamposti militari) che Motherwell aveva acquisito dalla Marina. Presentata su Harper’s Bazaar, la casa non fu accolta favorevolmente.
In effetti, Chareau faticò a trovare lavoro in America, e lui e Dollie finirono per guadagnarsi da vivere impartendo lezioni di cucina a ricchi americani e vendendo la loro collezione d’arte — tra cui una scultura di Modigliani al Museum of Modern Art. Nel 1950, tuttavia, una proposta che Chareau aveva presentato loro per una mostra delle sue opere fu respinta, e morì più tardi quello stesso anno, scomparendo dalla storia dell’architettura fino al 1966, quando Richard Rogers scrisse di lui per la rivista Domus.
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
A 'RELIGIEUSE' FLOOR LAMP, MODEL SN31, CIRCA 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bureau 'MB 624', vers 1929
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bureau 'MB 744', le modèle créé en 1927
Pierre Chareau (1883-1950)
LAMPADAIRE 'RELIGIEUSE SN31', LE MODÈLE CRÉE EN 1923, CELUI-CI EXÉCUTÉ VERS 1927
PIERRE CHAREAU (1883-1950) ET D'APRÈS UN CARTON DE JEAN LURÇAT (1892-1966)
Bergère ‘MF 1002’, le modèle créé vers 1924-1927
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Miroir éclairant 'MG 311', vers 1929
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Paire de fauteuils ‘MF 219’, vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table 'SN 9', vers 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bibliothèque ' MU 1030', créé pour Daniel Dreyfus, Paris, vers 1930
JEAN LURÇAT (1892-1966)
Paravent 'Les Arlequins' à quatre feuilles, pièce unique, vers 1924
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table-bibliothèque ‘MB 960’, vers 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bureau 'MT 876', dit 'Dactylo' ou 'Bureau de secrétaire', pièce unique, et son tabouret ‘SN3’, vers 1927
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Paire de fauteuils ‘SN 37’, le modèle créé vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Porte-manteau 'SN 39', vers 1932
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table basse, vers 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Vestiaire ' SN 39', le modèle créé vers 1932
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table basse, vers 1930
Pierre Chareau (1883-1950)
CANAPÉ 'MB960' ET TABLE BASSE ATTENANTE, VERS 1928
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
BUREAU 'MB405', LE MODÈLE CRÉÉ EN 1927
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Paire de fauteuils 'MF 172', vers 1924
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
PAIRE DE BERGERES 'MF732', VERS 1924
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
RARE FAUTEUIL 'MF220', VERS 1922
PIERRE CHAREAU (1883-1950) ET D'APRÈS JEAN LURÇAT (1892-1966)
Bergère ‘MF 1002’, vers 1924-1927
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table 'MB 106' à quatre éléments, vers 1924
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table basse ‘MB 130’, vers 1923-1925
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Fauteuil 'MF 732', vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bureau ‘EB 754’, vers 1927
Pierre Chareau (1883-1950)
TABLE TÉLÉPHONE 'MB152', VERS 1925
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Meuble de lingerie , pièce unique, vers 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
A RARE SUSPENSION SEAT, CIRCA 1925
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Pair of Armchairs, Model No. MF208-217, designed circa 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
TABLE BASSE 'MB130', VERS 1923-1925
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
RARE GRAND VASE 'PF213', VERS 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table 'MB 106', variante à trois élé ments, vers 1924
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Pair of Armchairs, Model No. MF208-217, designed circa 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Meuble d'applique à journaux 'MT 407' ou 'MD 362', 1922-1926
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Paire de fauteuils ‘MF 208/217’, vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
A PAIR OF BERGERES, CIRCA 1920
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Bureau ‘MB 673’, vers 1927
Pierre Chareau (1883-1950)
APPLIQUE ÉVENTAIL, VERS 1926
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Lampe ‘LP 180’ dite ‘Masque’, vers 1924
Pierre Chareau (1883-1950)
PAIRE DE FAUTEUILS, MODÈLE 'MF172', VERS 1924
Pierre Chareau (1883-1950)
RAMPE LUMINEUSE, VERS 1926
PIERRE CHAREAU (1883-1950) ET D'APRÈS JEAN LURÇAT (1892-1966)
Canapé 'MP 169', vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Table basse, vers 1930
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Paire de fauteuils ‘MF 208⁄217’, vers 1923
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Ensemble de six appliques 'Bloc Auvent LP 665', vers 1926
Pierre Chareau (1883-1950)
LUSTRE 'LT753', VERS 1926
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
Étagère ' PD 698 ' , vers 1928
PIERRE CHAREAU (1883-1950)
AN 'MF 1050' ARMCHAIR, CIRCA 1924