Spesso descritto come il ponte tra il Pop americano e l’Arte Povera, Salvatore Scarpitta nacque nel 1919 in Italia ma crebbe negli Stati Uniti, per poi tornare in Europa e studiare all’Accademia di Belle Arti di Roma. Con il suo radicale allontanamento dall’uso tradizionale della tela, Scarpitta fece parte del movimento di artisti d’avanguardia europei che cercavano di trovare una nuova direzione per l’arte dopo la distruzione causata dalla Seconda Guerra Mondiale. Si ritrovò a frequentare artisti come Alberto Burri e Piero Dorazio, e persino Cy Twombly (con cui condivise uno studio tra il 1957 e il 1958), i quali influenzarono l’opera di Scarpitta e, a loro volta, ne furono spesso influenzati.
Le sue opere più note di questo periodo sono le tele «bendate» — strappate, tese e avvolte con strisce di tessuto — che mettevano in discussione la materialità della pittura ed evocavano temi quali il trauma, la riparazione e la corporeità. Queste opere sfumavano i confini tra pittura e scultura, offrendo un’esperienza viscerale e tattile che rispecchiava le preoccupazioni esistenziali dell’Europa del dopoguerra. Negli anni ’60, dopo essere tornato negli Stati Uniti, Scarpitta entrò a far parte della Leo Castelli Gallery di New York, unendosi a una schiera di artisti che includeva Jasper Johns e Robert Rauschenberg.
Nelle fasi successive della sua carriera, Scarpitta sviluppò un profondo fascino per la velocità e il movimento, creando costruzioni scultoree ispirate alle slitte da corsa e alle automobili. Queste opere, spesso a grandezza naturale e funzionali, evocavano idee di libertà, rischio e mortalità, pur mantenendo la sua caratteristica enfasi sul processo e sul coinvolgimento fisico con i materiali.
Nel corso della sua vita, Scarpitta rimase fedele a un’arte all’insegna dell’intensità e della sperimentazione. Il suo lavoro sfuggiva a facili categorizzazioni, coniugando le tradizioni italiane dell’Arte Informale con la cruda immediatezza dell’astrazione americana e della creazione di oggetti. Morì nel 2007, lasciando un corpus di opere che rimane al tempo stesso visivamente accattivante e concettualmente ricco.
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Hot Plate
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Untitled
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
High Bride
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
The Corn Queen
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Ammiraglio
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Harness for L oving
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
In tolda
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Red Dust
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Gonippo
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Tenacious Grip
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Halter 2
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Senza titolo (Extramural n. 16)
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Isola (Bedroom Wall)
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Croce Rotta Bendata (Bedroom Wall)
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Grey Runner
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Wallendas
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Mas Dos (Dos Mas)
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Drummer Brigade
Salvatore Scarpitta (b. 1919)
Croce Rotta Bendata (Bedroom Wall)
Salvatore Scarpitta (b. 1919)
Double Hone Sun
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Dayrider
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Pizza Quarry
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Windmill Sled
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Hod Carrier
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
A per adulterio
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Balcony
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Alpenjaeger
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Red Friar (Sci ribelle)
Salvatore Scarpitta (b. 1919)
Untitled (Profile of a man)
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Red Friar
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Untitled
Salvatore Scarpitta (b. 1919)
Untitled
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
[Race car driver with Idaho potatoes]
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Agguantato
SALVATORE SCARPITTA (1919-2007)
Recall a Signal
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Croce di San Martino
Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Cow Catcher Sled and Canvas