Sam Gilliam

Nate a Washington, D.C. negli anni ’60, le tele astratte di Sam Gilliam sono tra le più vivaci e radicali dell’arte del XX secolo. È noto soprattutto per i suoi «quadri drappeggiati». Questi sono appesi nello spazio come vele o tende, privi di telaio o cornice, e risplendono di colori vivaci.

Altrettanto affascinanti sono le tele tese di Gilliam, spesso realizzate con bordi smussati. Per realizzarle, l’artista impregnava di colore una tela grezza, piegettava e schiacciava il tessuto ancora umido su se stesso avanti e indietro, per poi lasciarlo asciugare durante la notte. Una volta dispiegata, la composizione veniva rivelata per la prima volta.

Gilliam è associato agli artisti della Washington Colour School, come Kenneth Noland e Morris Louis. Seguendo l’esempio di Helen Frankenthaler, anche questi pittori applicavano pigmenti diluiti su tele non preparate. Le innovazioni formali di Gilliam, tuttavia, portarono il colore in una direzione rivoluzionaria.

L’artista nacque a Tupelo, nel Mississippi, nel 1933, e si trasferì a Washington nel 1962 dopo aver studiato all’Università di Louisville. Trascorse i suoi primi anni a Washington lavorando come insegnante di arte alle scuole superiori, sviluppando la propria pratica artistica durante i fine settimana.

In un’epoca caratterizzata da sconvolgimenti sociali e dal movimento per i diritti civili, l’arte astratta era generalmente considerata poco rilevante per l’esperienza afroamericana. Gilliam non si lasciò scoraggiare e non era interessato a che il suo lavoro fosse definito in base alla razza. Nel 1972 divenne il primo artista afroamericano a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.

L’approccio di Gilliam alla pittura come materia nello spazio era unico. Mentre i minimalisti come Donald Judd cercavano di creare oggetti austeri e non espressivi che fondessero pittura e scultura, lui sfumava questi confini con un’esuberanza pittorica e improvvisata. I suoi «dipinti drappeggiati» appendono in modo diverso ogni volta che vengono installati, creando ambienti in continua evoluzione fatti di pieghe e cascate di colore.

Gli anni 2010 hanno visto un’ondata di rinnovato riconoscimento per Gilliam. I musei hanno effettuato importanti nuove acquisizioni delle sue opere. Ha tenuto acclamate mostre personali al Dia Beacon di New York e all’Hirshhorn Museum & Sculpture Garden di Washington, D.C., e nel 2018 ha avuto la sua prima retrospettiva europea al Kunstmuseum Basel.

Nello stesso anno, la tela di Gilliam del 1971 intitolata Lady Day II ha stabilito un nuovo record d’asta vendendosi per oltre 2 milioni di dollari da Christie’s a New York. Il titolo, come in molte delle sue opere, rifletteva il suo amore incondizionato per la musica jazz. Gilliam è morto a Washington nel 2022.


SAM GILLIAM (1933-2022)

Region and Mind

Sam Gilliam (b. 1933)

Lady Day II

SAM GILLIAM (1933-2022)

Last September II

SAM GILLIAM (1933-2022)

Last September V

Sam Gilliam (b. 1933)

Dancing Scene

SAM GILLIAM (NÉ EN 1933)

Great River Run I

Sam Gilliam (b. 1933)

Stage Middle

Sam Gilliam (b. 1933)

More Than Water (Assissi) Subtle Jungle

Sam Gilliam (B. 1933)

Ribboned II

Sam Gilliam (b. 1933)

Flowering Plum

SAM GILLIAM (1933-2022)

All Kinds of Sires

SAM GILLIAM (1933-2022)

Like Celadon and Other Color Rhythms

SAM GILLIAM (1933-2022)

Like Celadon and Other Color Rhythms

Sam Gilliam (b. 1933)

To a Primitive State

Sam Gilliam (b. 1933)

Blue Village II

Sam Gilliam (B. 1933)

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