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Leopardi, Giacomo (1798-1837), il poeta dell'Ottocento italiano - l. a. f. di straordinario interesse e grande importanza, all'editore milanese Antonio Fortunato Stella, che lo aveva invitato con una lettera del marzo 1825 a curare una nuova edizione delle opere di Cicerone. Leopardi aveva in un primo momento risposto accennando alle difficoltà dell'opera, specie operando in una sede decentrata come Recanati, e lo Stella lo aveva invitato a trasferirsi provvisoriamente a Milano; dopo ulteriori esitazioni del poeta, lo Stella in giugno aveva rilanciato l'offerta, garantendogli le spese di viaggio e di soggiorno. Con questa lettera, Recanati 19 Giugno 1825 (1 p. in 4 piegata in 16, lieve lacerazione nella parte sinistra che non va a ledere lo scritto; qualche piccola macchia), il Leopardi accetta l'offerta, con ciò segnando una svolta radicale nella propria vita, affrancandosi finalmente dalla giurisdizione paterna e dalle angustie del "natio borgo selvaggio": "... Non so quanto Ella possa ripromettersi al mio valore in ordine alla sua intrapresa: so bene che Ella deve aspettarsi da me, senza eccezione alcuna, tutto quello che dipende dal buon volere. Io sono certo di trovare in Lei e nella sua famiglia quegli affettuosi e cari amici che Ella mi promette. Spero dal canto mio che Ella non potendo trovare in me altre qualità notevoli, troverà pure almeno un cuor sincero, retto, sensibile, e capace di amicizia vera e tenera. Ho scritto a Roma per avere il passaporto dell'Ambasciata..."