LEOPARDIANA. GIORDANI, Pietro. Bel gruppo di nove lettere autografe firmate dal poligrafo piacentino dall'italiano classico e brillantissimo. Fa spicco la prima, giovanile (firmata Suo figlio Pietro Agostino), e assai lunga (due pagine 4°), su carta intestata con vignetta inc. della Virtù Repubblicana (REPUBBLICA CISALPINA PIETRO GIORDANI AVVOCATO SEGRETARIO DI GOVERNO PER L'ALPI APUANE), Al suo Carissimo come Padre Citt.o Avvoc. Luigi Uberto Giordani Massa 6 Ventoso an. 9 (sulla terza mutazione successa nel Governo del Dipartimento, e sulla soddisfazione per l'attestato ch'ella mi fa di credermi buon figlio, è la più dolce cosa ch'io possa intendere. So che i miei naturali parenti non ne converranno: ma io oso credermi un buon figlio). Seguono lettere molto posteriori, comprese fra il 1818 e il 1842, rivolte ad amici e parenti (bellissima quella del '18, diretta ad Andrea Fossati: Io so che nel mondo fan quasi tutto le opinioni: che le comuni opinioni sono in grandissima parte false e torte: che sarebbe gran bene tentare di raddrizzarle. Me non ritiene quello che suol essere impedimento a tanti, lo sperare o il temere. Io nulla temo, nulla spero da questa merdosa razza d'uomini. Ma come si fa, che non vi è un angolo della terra, che mi dia un torchio libero, al quale poter consegnare i liberi pensieri? Se io lo trovassi, non starei certamente ozioso, e griderei forte; perché né speranza né timore potrebbe farmi né muto, né roco). Bell'insieme (unito ritratto inc.). (10)

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LEOPARDIANA. GIORDANI, Pietro. Bel gruppo di nove lettere autografe firmate dal poligrafo piacentino dall'italiano classico e brillantissimo. Fa spicco la prima, giovanile (firmata Suo figlio Pietro Agostino), e assai lunga (due pagine 4°), su carta intestata con vignetta inc. della Virtù Repubblicana (REPUBBLICA CISALPINA PIETRO GIORDANI AVVOCATO SEGRETARIO DI GOVERNO PER L'ALPI APUANE), Al suo Carissimo come Padre Citt.o Avvoc. Luigi Uberto Giordani Massa 6 Ventoso an. 9 (sulla terza mutazione successa nel Governo del Dipartimento, e sulla soddisfazione per l'attestato ch'ella mi fa di credermi buon figlio, è la più dolce cosa ch'io possa intendere. So che i miei naturali parenti non ne converranno: ma io oso credermi un buon figlio). Seguono lettere molto posteriori, comprese fra il 1818 e il 1842, rivolte ad amici e parenti (bellissima quella del '18, diretta ad Andrea Fossati: Io so che nel mondo fan quasi tutto le opinioni: che le comuni opinioni sono in grandissima parte false e torte: che sarebbe gran bene tentare di raddrizzarle. Me non ritiene quello che suol essere impedimento a tanti, lo sperare o il temere. Io nulla temo, nulla spero da questa merdosa razza d'uomini. Ma come si fa, che non vi è un angolo della terra, che mi dia un torchio libero, al quale poter consegnare i liberi pensieri? Se io lo trovassi, non starei certamente ozioso, e griderei forte; perché né speranza né timore potrebbe farmi né muto, né roco). Bell'insieme (unito ritratto inc.). (10)