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Pino Pascali (1935-1968)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Pino Pascali (1935-1968)

Il guerriero

Details
Pino Pascali (1935-1968)
Il guerriero
lamiera ritagliata e dipinta su masonite
cm 147x54,7
Eseguito nel 1966
Opera registrata presso l'Archivio Pino Pascali, Firenze, n. D1D9A1F783F92119C715A, come da autentica su fotografia in data 24 marzo 2011
Provenance
Collezione Saraceni, Roma
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1967
Special Notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.

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Lot Essay

Nell'opera che presentiamo emerge la capacità straordinaria di Pino Pascali di combinare oggetti poveri e materiali di scarto per creare figure archetipe e potentemente suggestive. L'origine di queste figure è chiara: Pascali afferma con forza nelle sue opere che il nostro immaginario è costituito principalmente da suggestioni che ci giungono dal mondo dello spettacolo. Teatro, cinema e televisione hanno una parte preponderante nella creazione del nostro universo visivo; le tecniche che Pascali mette in atto per ricreare queste immagini devono in effetti molto alla sintassi e all'illusionismo delle arti dello spettacolo. Non è un caso che Pascali, per finanziare la sua attività, abbia lavorato a lungo come disegnatore, costumista e scenografo per la televisione e la pubblicità. Questi ambiti, allora estremamente innovativi, hanno fecondato lo spirito creativo dell'artista portandolo a realizzazioni come quella che presentiamo.
Questo guerriero anticipa lo spirito di Brancaleone, personaggio spavaldo e sbruffone, attaccabrighe e codardo intepretato da Vittorio Gassman nel 1966. Il guerriero di Pascali, apparentemente pericoloso, è rivestito di metallo dalla testa ai piedi, ma il metallo si rivela essere latta, le punte e le parti taglienti sono in realtà inoffensive, la sua minacciosità è solo un espediente teatrale. Dell'aspetto terribile resta soltanto un'immagine che attraverso la sintesi estrema dei mezzi visivi si mette in comunicazione direttamente col nostro inconscio.

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