Splendido e rarissimo esemplare di zuppiera in argento, Palermo 1795, bollo del console S.C.A. 95, possibilmente Salvatore Amari, corpo circolare sagomato con sgolatura nella parte superiore, poggiante su quattro zampe modellate con elementi di foglie d'acanto e cartigli di eccellente fattura e raffinata esecuzione ancora secondo gli stilemi del Tardo Barocco, manici con attacchi ad elementi simmetrici terminanti al centro con elemento "Rocaille", il coperchio, con forti centinature e modanature risolte con sbalzo della lastra, termina con una cimasa a guisa di cavolfiore, eseguita con rara perizia ed efficace resa naturalistica, la punzonatura è rappresentata dall'aquila a "volo alto" con la sigla della città di Palermo R.U.P. ed il bollo del console con la sigla S.C.A. seguita dal numero 95, mancando il bollo dell'argentiere è presumibile che esso sia lo stesso console. I bolli sono impressi su di una foglia della cimasa, nella parte interna del coperchio e all'esterno del corpo centrale ove appaiono chiaramente anche i segni della "ciappolatura" per la presa del saggio del titolo, all'interno ha una fodera in argento con la medesima punzonatura - alt. cm 28xlargh. cm 33, peso totale gr. 3.320

Details
Splendido e rarissimo esemplare di zuppiera in argento, Palermo 1795, bollo del console S.C.A. 95, possibilmente Salvatore Amari, corpo circolare sagomato con sgolatura nella parte superiore, poggiante su quattro zampe modellate con elementi di foglie d'acanto e cartigli di eccellente fattura e raffinata esecuzione ancora secondo gli stilemi del Tardo Barocco, manici con attacchi ad elementi simmetrici terminanti al centro con elemento "Rocaille", il coperchio, con forti centinature e modanature risolte con sbalzo della lastra, termina con una cimasa a guisa di cavolfiore, eseguita con rara perizia ed efficace resa naturalistica, la punzonatura è rappresentata dall'aquila a "volo alto" con la sigla della città di Palermo R.U.P. ed il bollo del console con la sigla S.C.A. seguita dal numero 95, mancando il bollo dell'argentiere è presumibile che esso sia lo stesso console. I bolli sono impressi su di una foglia della cimasa, nella parte interna del coperchio e all'esterno del corpo centrale ove appaiono chiaramente anche i segni della "ciappolatura" per la presa del saggio del titolo, all'interno ha una fodera in argento con la medesima punzonatura - alt. cm 28xlargh. cm 33, peso totale gr. 3.320
Literature
M. Accascina: I Marchi delle Argenterie e Oreficerie Siciliane - Bramante Editrice, pag. 62 e pag. 86 n. 29 a.b.
Ori e Argenti Sicilia 1989, Electa Milano, pag. 350.

Lot Essay

L'oggetto si inquadra nel panorama dell'argenteria del sei-settecento siciliano che rappresenta uno dei momenti più esaltanti per valore creativo della storia dell'argenteria, con artisti di eccelsa levatura quali gli Juvara, affiancati da scultori prestigiosi come Giacomo Serpotta solo per citare i più noti, a cui si mescola, come elemento vivificante negli anni attorno al 1760 la lezione romana di Luigi Valadier che nel Duomo di Monreale realizza nella decorazione dell'altare centrale uno degli episodi più significativi dell'argenteria di ogni tempo.