Bella Lucerna in argento, Roma 1777-79, maestro argentiere Giuseppe Miller (1764-1818) (bollo n. 726)*, base circolare in lastra sbalzata decorata con motivo di scanalature verticali, canna centrale con motivi di raccordo a forma di balaustro, coppa portaolio a quattro beccucci portastoppino, catenelle porta utensili con un elemento mancante e forbici tagliastoppino di epoca successiva, Roma 1805-7 (bollo n. 144)* con bollo di garanzia del periodo francese (bollo n. 150)*, maniglia superiore ad anello ovale con riccio di raccordo e sfera superiore, ventola paraluce in lastra sbalzata a forma di ali di pipistrello stilizzate, base con rinforzo in legno e asta centrale in ferro, punzonatura completa, in buono stato di conservazione - alt. cm 82, diam. cm 24,5; peso lordo g. 3.005

Details
Bella Lucerna in argento, Roma 1777-79, maestro argentiere Giuseppe Miller (1764-1818) (bollo n. 726)*, base circolare in lastra sbalzata decorata con motivo di scanalature verticali, canna centrale con motivi di raccordo a forma di balaustro, coppa portaolio a quattro beccucci portastoppino, catenelle porta utensili con un elemento mancante e forbici tagliastoppino di epoca successiva, Roma 1805-7 (bollo n. 144)* con bollo di garanzia del periodo francese (bollo n. 150)*, maniglia superiore ad anello ovale con riccio di raccordo e sfera superiore, ventola paraluce in lastra sbalzata a forma di ali di pipistrello stilizzate, base con rinforzo in legno e asta centrale in ferro, punzonatura completa, in buono stato di conservazione - alt. cm 82, diam. cm 24,5; peso lordo g. 3.005
Literature
Anna Bulgari Calissoni Maestri Argentieri Gemmari e Orafi di Roma, F.lli Palombi Editori, Roma 1987.

Lot Essay

Giuseppe Miller (1764-1818).
Figlio di maestro Giovanni, nato a Roma il 1737-1764: è ammesso alla prova ed ottiene la patente bottega di argentiere all'insegna del delfino in via del Pellegrino.
I suoi lavori sono contraddistinti da un elegante interpretazione del gusto neo classico dell'argenteria romana dell'ultimo quarto del sec. XVIII.