Alighiero Boetti (1940-1994)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Alighiero Boetti (1940-1994)

Il progressivo svanire della consuetudine

Details
Alighiero Boetti (1940-1994)
Il progressivo svanire della consuetudine
penna biro nera su carta applicata su tela, cinque elementi
cm 100x350 (totale); cm 100x70 (ogni elemento)
Eseguito nel 1974 c.
Opera registrata presso l'Archivio Alighiero Boetti, Roma, n. 6208, come da autentica su fotografia in data 25 maggio 2009 (5)
Provenance
Acquistito direttamente dall'artista dalla famiglia dell'attuale proprietario nel 1982
Literature
J. C. Amman, Alighiero Boetti. Catalogo generale, Milano 2009, vol. II, p. 140, n. 581 (illustrato)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
'IL PROGRESSIVO SVANIRE DELLA CONSUETUDINE' (THE PROGRESSIVE VANISHING OF HABIT); BLACK BALLPOINT PEN ON PAPER LAID DOWN ON CANVAS, FIVE ELEMENTS CM 100X350 (TOTAL); CM 100X70 (EACH ELEMENT)

Lot Essay

La sola cosa importante è la regola. Chiunque che non lo sa, non riconosce mai l'ordine prevalente nelle cose, proprio come qualcuno che non capisce l'ordine delle stelle vedrà sempre confusione mentre un astronomo ha una vista molto chiara delle cose'
(A. Boetti citato in Alighiero Boetti. Mettere al mondo il mondo, exh. cat., Frankfurt, 1998, p. 311)

Il progressivo svanire della consuetudine è un lavoro di Alighiero Boetti, datato 1974, che fa parte di una serie raffinata iniziata nel 1972, in cui l'artista chiede ad un assortito numero di assistenti di riempire dei fogli con piccole linee tratteggiate da penne a biro colorate.
Particolarmente rara perché composta da cinque pannelli - il catalogo generale dell'artista ne elenca appena 4 composte dallo stesso numero di elementi, tutti eseguite negli anni Settanta - l'opera in parola appare per la prima volta sul mercato dal 1982, anno in cui entra a far parte della collezione privata, che l'ha gelosamente custodita fino ad ora.
Il progressivo svanire della consuetudine mostra una prospettiva orizzontale apparentemente monocroma, sulla quale si evidenziano invece una miriade di segni dal ritmo e dal tratto differenti, modelli e sfumature fluttuanti, che sono il risultato dello stile individuale di ogni collaboratore, un effetto che Boetti ha incoraggiato attivamente e caratterizza questa tipologia di lavori.
Apparendo come stelle brillanti dentro il reame infinito del cosmo, le virgole o gli apostrofi in Il progressivo svanire della consuetudine sono posizionati attentamente secondo un sistema linguistico tautologico e autoriflessivo creato da Boetti: ogni segno corrisponde a una lettera nell'alfabeto latino che scende sul lato sinistro dell'opera. Quando si legge dalla sinistra alla destra, le virgole scrivono una sequenza di lettere che rivela il titolo del lavoro: Il progressivo svanire della consuetudine. Boetti ha scelto spesso i titoli di queste immagini facendo riferimento specificamente al dominio del linguaggio e della semantica. Nell'opera in questione, si può leggere il titolo, Il progressivo svanire della consuetudine, come un'inferenza al sistema ripetitivo del linguaggio e alla progressione del tempo, un concetto secondo Boetti che è intrinseco dei lavori biro; l'artista infatti ha dichiarato, 'I lavori biro sono concentrazioni di tempo, mi comunicano un'impressione fisica del tempo esteso, immenso' (A. Boetti citato in Alighiero Boetti. Mettere al mondo il mondo, exh. cat., Frankfurt, 1998, p. 59).
Allungandosi attraverso i piani fluttuanti di nero, le virgole creano un'espressione pittorica e poetica del movimento continuo e la progressione del tempo perpetuo.

All that is important is the rule. Anyone who does not know it, will never recognise the prevailing order in things, just as somebody who does not know the order of the stars will always see confusion where an astronomer has a very clear view of things'
(A.Boetti quoted in Alighiero Boetti. Mettere al mondo il mondo, exh. cat., Frankfurt, 1998, p. 311)

Il progressivo svanire della consuetudine (The progressive vanishing of habit) is one of Alighiero Boetti's works, dated 1974, that is one part of a refined series begun in 1972, in which the artist asks an assorted number of assistants to fill papers with small colored biro pen outlines. Particularly rare as it is composed of five panels - the artist's catalogue raisonné lists just four works of this kind, composed from the same number of elements, all created in the 1970s - the work in words appears for the first time on the market at the beginning of 1982, the year in which it became a part of a private collection, which jealously kept from the public eye until now. Il progressivo svanire della consuetudine shows an apparently monochrome horizontal perspective where we see a myriad of marks from different rhythms and different strokes, fluctuating shapes and hues, that are the result of the individual style of each collaborator, an effect that characterized these types of works and that Boetti actively encouraged. Appearing like glimmering stars within the infinite realm of the cosmos, the commas or apostrophes in Il progressivo svanire della consuetudine are carefully arranged according to a self-reflexive, tautological linguistic system devised by Boetti: each mark corresponds to a letter in the Latin alphabet that runs down the left hand side of the work. When read from left to right, the commas denote a sequence of letters that spell out the title of the piece: Il progressivo svanire della consuetudine. Boetti often chose the titles of these images to specifically refer to the domain of language and semantics. In the present work the title, Il progressivo svanire della consuetudine can be read as an inference to the repetitious system of language and the progression of time, a concept that for Boetti, was intrinsic to these biro drawings; the artist stated that, 'The drawings in Biro are concentrates of time, they convey to me a physical impression of extended, immense time' (A. Boetti quoted in Alighiero Boetti. Mettere al mondo il mondo, exh. cat., Frankfurt, 1998, p. 59). Stretching out across the fluctuating planes of black, the commas create a poetic pictorial expression of the continuous movement and progression of perpetual time.

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