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Zoran Antonio Music (1909-2005)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Zoran Antonio Music (1909-2005)

Cavallo azzurro

Details
Zoran Antonio Music (1909-2005)
Cavallo azzurro
firmato e datato Music 1950 (in basso al centro); firma, titolo e data Music cavallo azzurro 1950 (sul retro)
olio su tela
cm 59,5x80
Eseguito nel 1950
Provenance
Raccolta Aldo, Venezia
ivi acquisito dall'attuale proprietario
Special Notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.

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Lot Essay

Si può partire dai suoi esili cavallini - sfumati, poetici, silenziosi - rappresentati nei primi anni del suo cammino per capire che nelle sue origini erano gi presenti i semi di una pittura arcana, perfetta, fuori da ogni tempo. Si continua con i suoi viandanti a carboncino che attraversano confini in un vagare lento, ma mai interrotto. Si indugia di fronte ai suoi ritratti (bellissimi quelli dedicati alla moglie), dove una sottile tensione fra figura e astrazione sembra palpitare fra linee solo accennate, da cui emergono uomini e donne sospesi in una zona grigia, sul punto di franare. Si rimane attoniti e silenziosi di fronte ai corpi dilaniati dei suoi compagni incontrati a Dachau. Corpi e sguardi mai dimenticati da Music, che torna con la mente e con il suo tratto leggero e rispettoso ad accennare il profilo di un orrore troppo atroce da dimenticare. E infine ci si specchia nell'eleganza altera di una Venezia inconsueta, spazzata dai venti ed erosa dalle intemperie. Le Zattere, Punta della Dogana, il canale della Giudecca, la Basilica di San Marco sembrano comparire da lontano, fra i vapori di una nebbia segreta, impalpabile, misteriosa. Una nebbia che sa nascondere e mostrare, che fa vibrare le corde di una città fantasma, che vuole apparire solo agli occhi di chi la sa meritare.
Cresciuto tra le aride e chiare rocce carsiche, sferzate dal vento ed illuminate dal sole, il "pittore dei cavallini" rappresenta il soggetto quasi fluttuante su un paesaggio incerto, con tratti confusi in cui la nebbia si confonde con la luce, creando un indefinito crepuscolo.
Il cavallo azzurro occupa la scena con una rappresentazione di profilo che lascia trapelare lo studio che Music fece dei mosaici bizantina a Venezia; figure statiche e allo stesso tempo impalpabili, quasi come i personaggi dei sogni di Chagall, un po' realtà, un po' fantasia. Proprio negli anni Cinquanta, Music trascorrerà qualche tempo a Fautrier e Dubuffet.
Una pittura perfettamente intonata al ritmo sommesso di una vita solitaria, ascetica, vissuta tutta accanto alla moglie.

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