I pagliacci (1892); ma la sua produzione successiva - come quella di Mascagni, del resto, attesta di un mai domo tentativo di assurgere a nuovi fasti - lodevolmente - senza scimmiottare se stesso. Bellissima lettera autografa firmata, a Vittorio Emanuele III (s.d. - ma 1901 - tre pp. in-4 picc.): Maestà Il Magnanimo Suo Padre volle di moto proprio insignirmi della Commenda della Corona d'Italia... E' per queste rimembranze che riempiono l'animo mio di riconoscenza, è pel dolore di cittadino e di orfano che sa lo strazio della perdita d'un padre lontano, che io vengo a implorare La Maestà del Re perché Egli abbia tanta fiducia nel mio ingegno, da commettermi l'alto incarico di scrivere la messa funebre per l'anniversario a Roma di Colui che la Patria piangerà lungamente! Unico compenso, Maestà, sarà per me quello di aver fatto opera degna dell'assunto, e di saper soddisfatto il mio Re!" /> Leoncavallo, Ruggero (1857-1919) - Come il rivale Mascagni, il suo nome resta legato all'opera-manifesto del "verismo musicale" dell'esordio, <I>I pagliacci</I> (1892); ma la sua produzione successiva - come quella di Mascagni, del resto, attesta di un mai domo tentativo di assurgere a nuovi fasti - lodevolmente - senza scimmiottare se stesso. Bellissima lettera autografa firmata, a Vittorio Emanuele III (s.d. - ma 1901 - tre pp. in-4 picc.): <I>Maestà Il Magnanimo Suo Padre volle di moto proprio insignirmi della Commenda della Corona d'Italia... E' per queste rimembranze che riempiono l'animo mio di riconoscenza, è pel dolore di cittadino e di orfano che sa lo strazio della perdita d'un padre lontano, che io vengo a implorare La Maestà del Re perché Egli abbia tanta fiducia nel mio ingegno, da commettermi l'alto incarico di scrivere la messa funebre per l'anniversario a Roma di Colui che la Patria piangerà lungamente! Unico compenso, Maestà, sarà per me quello di aver fatto opera degna dell'assunto, e di saper soddisfatto il mio Re!</I> | Christie's