CONCERTO , a Piano-Forte , con accompagnamento di Fagotto , del Sig. GIOACCHINO ROSSINI , Accademico Filarmonico , Espressamente Composto per il Suo Amico Ant.o Zoboli nell'età di Anni 15, un fascicolo di 27 pagine 4o picc. obl. contenente quella che è in realtà una sonata per fagotto (del quale Antonio Zoboli, amico tanto di Rossini che del Sampieri, era consumato virtuoso) in due movimenti (un ampio Allegro e un più breve Andante), dei quali interessa soprattutto il secondo, che reca all'inizio esplicitamente indicata la derivazione da La Creazione del Mondo, ossia dall'oratorio La Creazione di Franz Joseph HAYDN. Si tratta di una notazione preziosa, in quanto testimonia la preminenza dell'ambiente bolognese nella fortuna italiana del compositore della corte degli Esterhazy - specie per quanto riguarda questo tipo di repertorio: proprio il successore di Sampieri alla conduzione della Società del Casino, Tommaso Marchesi, dirigerà infatti La creazione (nel '19) e Le sette parole di Cristo (nel '21): ma il capitolo fondamentale di questa tradizione esecutiva va rintracciato all'atto dell'esecuzione bolognese delle Stagioni, realizzata già nel 1811, al Liceo Filarmonico, su iniziativa di Sampieri e per la direzione proprio del giovane Rossini (e fu in questa occasione, fra l'altro, che il pesarese iniziò la propria collaborazione col soprano bolognese Elisabetta Manfredini, che sarà poi protagonista dei suoi primi, importantissimi melodrammi seri: il Ciro in Babilonia del '12 e il Tancredi del '14). C'è dunque molto Haydn, molto Haydn corale-strumentale, alle radici fonde del Rossini "serio": e questa piccola, delicata pagina giovanile ce ne fornisce una controprova suggestiva e importante. Ma il Fondo Musicale Sampieri riserva molti altri incontri di grande interesse. Soprattutto importanti, come detto, le partiture operistiche: che ci restituiscono per intero lo spaccato di una società teatrale - e dunque civile, prima ancora che specificamente musicale - dalla cifra assai brillante, colta e vivacissima: di ROSSINI sono presenti edizioni a stampa dell'Italiana in Algeri e manoscritti integrali o parziali da Ricciardo e Zoraide, La donna del lago, Maometto II, Comte Ory, Semiramide, ecc. (e poi una quantità di pezzi isolati: cavatine, duetti ecc.), e poi ancora melodrammi e brani vocali isolati di Giovanni PACINI, Giovanni PAISIELLO, Luigi CHERUBINI, Vincenzo BELLINI, Giuseppe VERDI, Nicolò JOMMELLI, Saverio MERCADANTE, Simone MAYR, Carlo MOZART, Ferdinando PAER, Domenico CIMAROSA, Antonio SALIERI, Giacomo MEYERBEER, Wolfgang Amadeus MOZART (un'aria in italiano dalla Zauberflöte), Giovambattista PERGOLESI, Gaetano DONIZETTI, Carl Maria von WEBER e molti altri. Nell'ambito della musica strumentale, si registrano invece, fra l'altro, una sinfonia di Gaspare SPONTINI e una sonata appunto di Franz Joseph HAYDN. Abbondano curiosità di tutti i tipi, come spartiti di composizioni firmate da Massimo D'AZEGLIO e Isabella COLBRAN, e poi rarità assolute come un terzetto della compositrice Carolina UCCELLI, il manoscritto completo dell'oratorio Tobia di Joseph MYSLYWECEK (nonché, dello stesso, la "Scena con Rondò" Cedere è forza, composta per il Teatro Argentina di Roma), e vari lavori del compositore irlandese Michael William BALFE (fra le quali una Cantata [...] Dedicata al Giorno Nomastico Di S. E. Il Sig.e Mar.e FRANCESCO SAMPIERI Eseguita in Casa del Medemo Il Giorno 2. Aprile 1829 - uno degli episodi salienti, questo, del sodalizio bolognese di Sampieri e Rossini: in quella serata, infatti, venne pure eseguito da un gruppo di amici Il turco in Italia, per l'occasione ridotto dall'autore a un solo atto, "per alleviare le fatiche" - recitarono poi le cronache - "di chi segnatamente per la prima volta si esponeva in faccia a numerosi e coltissimi uditori che ne rimasero veramente incantati"). Nel Fondo musicale del Marchese sono poi comprese, naturalmente, pressoché tutte le sue composizioni di rilievo, quasi tutte esemplate in varie copie, fra loro riccamente alternative (112 spartiti complessivi a suo nome): le opere Pompeo in Siri, Oscar e Malvina, Elpinice e Vologeto, Le astuzie fortunate, Valmiro e Zaida, Andromaca, Gl'Illinesi, Emilia, La foresta d'Ostropol, Zelmira, la cantata Orfeo (che venne eseguita dal grande contralto Maria Marcolini, al Teatro Contavalli, nell'autunno del 1814), diverse pagine di musica sacra e strumentale, ecc. ecc. Soprattutto spiccano i manoscritti della Cantata a 3 voci con Cori In occasione della nascita di Napoleone II Rè di Roma (episodio chiave del periodo napoleonico, la trionfale serata bolognese del 5 luglio 1811) e diverse copie dell'Inno detto "Marsigliese italiana" (eseguito invece in occasione dell'entrata a Bologna di Murat, nella primavera del '15). Com'è evidente, si tratta di un'occasione unica per scoprire la figura di Sampieri - di là dai suoi meriti organizzativi e, diremmo oggi, manageriali - anche come compositore ma dall'invidiabile costanza e soprattutto al centro di un ambiente musicale di insolita vivacità. E con un amico-maestro impareggiabile come il grande Rossini... " /> [Rossini]. FONDO MUSICALE SAMPIERI. L'importante attività del Marchese Francesco SAMPIERI nel campo dell'organizzazione della vita musicale bolognese è perfettamente ricostruibile a partire dall'autentico tesoro costituito dal suo Archivio di spartiti per canto e piano, straordinaria miniera del repertorio della Società del Casino, centro pulsante della musica a Bologna che proprio all'attività instancabile del Sampieri in età giovanile dovette, negli anni Dieci del XIX secolo, il suo periodo di irripetuto rigoglio. Si tratta di un insieme straordinario per quantità e per qualità, poiché moltissime delle composizioni - in assoluta prevalenza la musica vocale, con opere complete e, più spesso, singoli numeri (duetti, cavatine, ecc.) - vennero fatte copiare dagli autori espressamente per il repertorio del Casino bolognese. Di tantissime opere del periodo (che abbraccia gli ultimi decenni del Settecento e il primo scorcio dell'Ottocento) si hanno in tal modo versioni alternative, varianti anche sostanziali, e informazioni del massimo interesse sul piano, per così dire, "paratestuale". In molti casi, poi, le composizioni risultano inedite, del tutto o in parte, pur essendo magari già state registrate da cataloghi di altri fondi musicali (anche del Fondo Sampieri, naturalmente, si conservano qui due diversi cataloghi manoscritti coevi, rispettivamente della musica strumentale e di quella vocale). E' il caso, per esempio, dello spartito certo tra i più notevole dell'insieme, il <I>CONCERTO , a Piano-Forte , con accompagnamento di Fagotto , del Sig. GIOACCHINO ROSSINI , Accademico Filarmonico , Espressamente Composto per il Suo Amico Ant.o Zoboli nell'età di Anni 15</I>, un fascicolo di <I>27 pagine 4o picc. obl.</I> contenente quella che è in realtà una sonata per fagotto (del quale Antonio Zoboli, amico tanto di Rossini che del Sampieri, era consumato virtuoso) in due movimenti (un ampio Allegro e un più breve Andante), dei quali interessa soprattutto il secondo, che reca all'inizio esplicitamente indicata la derivazione da <I>La Creazione del Mondo</I>, ossia dall'oratorio <I>La Creazione</I> di Franz Joseph HAYDN. Si tratta di una notazione preziosa, in quanto testimonia la preminenza dell'ambiente bolognese nella fortuna italiana del compositore della corte degli Esterhazy - specie per quanto riguarda questo tipo di repertorio: proprio il successore di Sampieri alla conduzione della Società del Casino, Tommaso Marchesi, dirigerà infatti <I>La creazione</I> (nel '19) e <I>Le sette parole di Cristo</I> (nel '21): ma il capitolo fondamentale di questa tradizione esecutiva va rintracciato all'atto dell'esecuzione bolognese delle <I>Stagioni</I>, realizzata già nel 1811, al Liceo Filarmonico, su iniziativa di Sampieri e per la direzione proprio del giovane Rossini (e fu in questa occasione, fra l'altro, che il pesarese iniziò la propria collaborazione col soprano bolognese Elisabetta Manfredini, che sarà poi protagonista dei suoi primi, importantissimi melodrammi seri: il <I>Ciro in Babilonia</I> del '12 e il <I>Tancredi</I> del '14). C'è dunque molto Haydn, molto Haydn corale-strumentale, alle radici fonde del Rossini "serio": e questa piccola, delicata pagina giovanile ce ne fornisce una controprova suggestiva e importante. Ma il Fondo Musicale Sampieri riserva molti altri incontri di grande interesse. Soprattutto importanti, come detto, le partiture operistiche: che ci restituiscono per intero lo spaccato di una società teatrale - e dunque civile, prima ancora che specificamente musicale - dalla cifra assai brillante, colta e vivacissima: di ROSSINI sono presenti edizioni a stampa dell'<I>Italiana in Algeri</I> e manoscritti integrali o parziali da <I>Ricciardo e Zoraide</I>, <I>La donna del lago</I>, <I>Maometto II</I>, <I>Comte Ory</I>, <I>Semiramide</I>, ecc. (e poi una quantità di pezzi isolati: cavatine, duetti ecc.), e poi ancora melodrammi e brani vocali isolati di Giovanni PACINI, Giovanni PAISIELLO, Luigi CHERUBINI, Vincenzo BELLINI, Giuseppe VERDI, Nicolò JOMMELLI, Saverio MERCADANTE, Simone MAYR, Carlo MOZART, Ferdinando PAER, Domenico CIMAROSA, Antonio SALIERI, Giacomo MEYERBEER, Wolfgang Amadeus MOZART (un'aria in italiano dalla <I>Zauberflöte</I>), Giovambattista PERGOLESI, Gaetano DONIZETTI, Carl Maria von WEBER e molti altri. Nell'ambito della musica strumentale, si registrano invece, fra l'altro, una sinfonia di Gaspare SPONTINI e una sonata appunto di Franz Joseph HAYDN. Abbondano curiosità di tutti i tipi, come spartiti di composizioni firmate da Massimo D'AZEGLIO e Isabella COLBRAN, e poi rarità assolute come un terzetto della compositrice Carolina UCCELLI, il manoscritto completo dell'oratorio <I>Tobia</I> di Joseph MYSLYWECEK (nonché, dello stesso, la "Scena con Rondò" <I>Cedere è forza</I>, composta per il Teatro Argentina di Roma), e vari lavori del compositore irlandese Michael William BALFE (fra le quali una <I>Cantata</I> [...] <I>Dedicata al Giorno Nomastico Di S. E. Il Sig.e Mar.e FRANCESCO SAMPIERI Eseguita in Casa del Medemo Il Giorno 2. Aprile 1829</I> - uno degli episodi salienti, questo, del sodalizio bolognese di Sampieri e Rossini: in quella serata, infatti, venne pure eseguito da un gruppo di amici <I>Il turco in Italia</I>, per l'occasione ridotto dall'autore a un solo atto, "per alleviare le fatiche" - recitarono poi le cronache - "di chi segnatamente per la prima volta si esponeva in faccia a numerosi e coltissimi uditori che ne rimasero veramente incantati"). Nel Fondo musicale del Marchese sono poi comprese, naturalmente, pressoché tutte le sue composizioni di rilievo, quasi tutte esemplate in varie copie, fra loro riccamente alternative (112 spartiti complessivi a suo nome): le opere <I>Pompeo in Siri</I>, <I>Oscar e Malvina</I>, <I>Elpinice e Vologeto</I>, <I>Le astuzie fortunate</I>, <I>Valmiro e Zaida</I>, <I>Andromaca</I>, <I>Gl'Illinesi</I>, <I>Emilia</I>, <I>La foresta d'Ostropol</I>, <I>Zelmira</I>, la cantata <I>Orfeo</I> (che venne eseguita dal grande contralto Maria Marcolini, al Teatro Contavalli, nell'autunno del 1814), diverse pagine di musica sacra e strumentale, ecc. ecc. Soprattutto spiccano i manoscritti della <I>Cantata a 3 voci con Cori In occasione della nascita di Napoleone II Rè di Roma</I> (episodio chiave del periodo napoleonico, la trionfale serata bolognese del 5 luglio 1811) e diverse copie dell'<I>Inno</I> detto "Marsigliese italiana" (eseguito invece in occasione dell'entrata a Bologna di Murat, nella primavera del '15). Com'è evidente, si tratta di un'occasione unica per scoprire la figura di Sampieri - di là dai suoi meriti organizzativi e, diremmo oggi, manageriali - anche come compositore ma dall'invidiabile costanza e soprattutto al centro di un ambiente musicale di insolita vivacità. E con un amico-maestro impareggiabile come il grande Rossini... | Christie's