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Piero Dorazio (1925-2005)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Piero Dorazio (1925-2005)

Dormeuse

Details
Piero Dorazio (1925-2005)
Dormeuse
firma, data e titolo due volte Piero Dorazio 1967 Dormeuse (sul retro)
olio su tela
cm 109,5x220
Eseguito nel 1967
Provenance
Marlborough Gallery, New York
Prudential Insurance Co., New York
Literature
U. Apollonio, Il rispetto delle dimensioni in "Civiltà delle macchine", Roma 1968, n. 1, p. 38 (illustrato)
N. Ponente, Bonjour monsieur Dorazio in "Panorama delle Arti", Roma 25 luglio 1971, n. 9, p. 13 (illustrato)
M. Volpi Orlandini, Dorazio, Venezia 1977, n. 961 (illustrato)
Exhibited
Montreal, Galleria Espace 5, Italian paintings today, 1975, cat. (illustrato)
Parigi, Galleria Daniel Templon, Italian paintings today, 1975, cat. (illustrato)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer's for each lot, is calculated in the following way: 30% of the final bid price of each lot up to and including € 5.000,00 26% of the excess of the hammer price above €5.000,00 and up and including € 400.000,00 18,5% of the excess of the hammer price above €400.000,00

Lot Essay

Gli anni Sessanta sono particolarmente interessanti nell'ambito della produzione artistica di Dorazio: sono gli anni unanimamente riconosciuti come i più intensi dal punto di vista della ricerca pittorica, quelli in cui l'artista porta a maturazione la sua inesausta e poliforme indagine sul colore, vissuto come oggetto e fine della riflessione pittorica.
All'interno di questo fervido decennio la ricerca del Maestro si declina in forme e modi diversi: gli anni 1967-68 sono particolarmente sperimentali: Dorazio riempie la tela di striscie colorate - così come nella presente opera - ottundendo lo spazio con geometriche variazioni cromatiche di forma rettangolare, saturandolo con il dinamismo dei colori, che azzerano il fondo della tela. L'indagine qui incentrata sulla scoperta di nuove relazioni di colori, talvolta cupamente tonali, talaltra stridentemente timbrici.
Come nota M. Volpi Orlandini (Dorazio, Venezia 1977, p.10), per la pittura di Dorazio in questi anni vengono in mente Braque e il Cubismo. "Infatti tra fondo e immagine si istituiscono rapporti di compenetrazione libera che ricordano il noto paragone dello specchio frantumato o del caleidoscopio, cui ci si richiamava nell'analizzare lo spezzettamento dell'immagine nei grandi quadri decorativi cubisti degli anni 1910-1920.
Nuvole di colore dai margini e dallo spessore nettissimo, invadono irregolarmente la regolarità della struttura introducendo un elemento di capriccio calcolato con la spezzatura delle immagini. L'effetto, di nuovo, di parafrasi favolosa dell'atmosfera, di nuovo il quadro propone un'indeterminatezza di profondità e di spazi, anche se la cristallizzazione della luce sulla univocità dei colori a stesura uniforme, ne costituisce una trasfigurazione più che mai ostentatamente e splendidamente decorativa".
Le striscie serratissime orizzontali oppongono alla vista una resistenza quasi ottusa: la percezione dell'opera completamente serrata dal muro di colori diversi, nel quale il rapporto col fondo è completamente eliminato e sembra volersi enfatizzare l'effetto endogeno del colore come dimensione. Lo spettatore è chiamato ad una riflessione sugli effetti psichici del colore nel segno di un'arte completamente priva di connotati naturalistici, pur muovendo dalla premessa logica di un'indagine sulla luce, che diventa colore, che diventa forma. Qui l'arte nasce dall'arte, cioè dal profondo radicato convincimento che l'arte è gioco, artificio e che proprio l'elemento artificiale esalta l'intelligenza percettiva dell'occhio.

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