Lucio Fontana (1899-1968)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more OPERE DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA GENOVESE (LOTTI 8 E 9) WORKS FROM AN IMPORTANT PRIVATE GENOESE COLLECTION (LOTS 8 AND 9)
Lucio Fontana (1899-1968)

Concetto spaziale

Details
Lucio Fontana (1899-1968)
Concetto spaziale
firmato l. fontana (in basso a destra); firma e titolo l. fontana "Concetto Spaziale" (sul retro)
olio su tela
cm 116,2x88,7
Eseguito nel 1962
Provenance
Galerie Denise René-Hans Mayer, Krefeld
Londra, asta Christie's, 4 dicembre 1984, lotto 667
Londra, asta Christie's, 6 dicembre 1985, lotto 66
Galerie Semiha Huber, Zurigo
Milano, asta Sotheby's, 21 novembre 1995, lotto 164
Art Point Gallery, Tokyo
Galleria Vecchiato, Padova
ivi acquisito dal padre dell'attuale proprietario nella seconda metà degli anni Novanta
Literature
E. Crispolti, Lucio Fontana: catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, Bruxelles 1974, vol. II, p. 116-117 (illustrato)
E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Milano 1986, vol. I, p. 393, n. 62 O 14 (illustrato)
E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, p. 578, n. 62 O 14 (illustrato)
Exhibited
Londra, McRoberts and Tunnard Gallery, Fontana. Paintings 1962, novembre - dicembre 1962, cat., n. 12
Tokyo, Tama University Art Museum, Lucio Fontana. Spatial Conception, 1 giugno - 4 settembre 1990, cat., p. 43, n. 39
Tokyo, The Yomiuri Shimbun e Mitsukoshi Museum of Art, Lucio Fontana. La penetrazione dello spazio, 4-26 aprile 1990; poi Kagoshima, Museo Municipale d'Arte, 17 luglio - 23 agosto; poi Nishinomiya, Otani Museum of Art, 24 ottobre - 23 novembre, cat., p. 61, n. 22 (illustrato)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
LA LICENZA DI ESPORTAZIONE È STATA RICHIESTA PER IL PRESENTE LOTTO
AN EXPORT LICENSE HAS BEEN REQUESTED FOR THE PRESENT LOT

'CONCETTO SPAZIALE' (SPATIAL CONCEPT), SIGNED TWICE AND TITLED ON THE REVERSE, OIL ON CANVAS
Sale room notice
L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione
The work is accompanied by export licence

Lot Essay

Con un'unica e profonda fessura scavata nella superficie rosa incrostata di olio, Concetto Spaziale di Lucio Fontana, eseguito nel 1962, deriva dalla serie di Olii che l'artista inizia a dipingere nel 1960. In questa importante serie di opere monocrome, che aveva dato vita al ciclo delle Venezie nel 1961 e fonte d'ispirazione per le determinanti opere Fine di Dio del 1963, Fontana ha puntato ad incorporare le qualità materiali e malleabili del colore ad olio nella sua estetica spazialista. Principalmente bianco o rosa carne, gli Olii rappresentano una controparte sensuale ai Buchi ed ai Tagli che Fontana produce nello stesso periodo. Mentre i Tagli sono tagli precisi e quasi chirurgici eseguiti su una tela piatta e uniforme, gli Olii sfruttano la plasticità materiale dello stesso colore ad olio, segnati da linee sinuose e fori energici. Circondata dalle pieghe dense dell'impasto, l'articolazione di questi fori spalancati richiama i buchi ed i tagli profondi delle sculture in terracotta Natura, degli anni 1959 e 1960, che somigliano a bacelli. Secondo Fontana questi buchi enigmatici sulla tela evocano il piacere liberatorio dell'essere umano nello spazio e la trascendenza esistenziale che accompagna la rinascita evolutiva dell'uomo. La natura 'quasi stridente e scioccante' degli Olii, secondo quanto detto da Fontana a Grazia Livi nel 1962, è determinante e si intende deliberatamente intenzionata a 'simboleggiare la natura inquieta dell'uomo moderno. Il contorno sottile (disegnato nella superficie oleosa) è l'itinerario dell'uomo nello spazio, la sua sorpresa e la sua paura di perdersi; il taglio, da ultimo, un urlo improvviso di pena, la versione ultima di una profonda angoscia che alla fine non è sopportabile' (L. Fontana, intervista con G. Livi in Vanità VI, n. 13, Autunno, 1962, p. 53).

In entrambi i Tagli e gli Olii, Fontana cerca un nuovo linguaggio visivo adatto all'epoca dei viaggi nello spazio. Dal 1962, l'anno di quest'opera, la scienza ha raggiunto nuove altezze: l'umanità ha superato i limiti del pianeta Terra, ha inviato i primi satelliti e poi le prime persone nello spazio. Come Yuri Gagarin, primo cosmonauta a volare nello spazio, che ad aprile dell'anno prima ha effettuato un giro intorno al mondo. Ed è proprio l'orbita terrestre a erieccheggiare nelle linee incise in Concetto Spaziale: eppure non è un'orbita facile quella che Fontana ritrae, è instabile ed inquietante.

With a single deep fissure gouged into its pink oil-encrusted surface, Lucio Fontana's Concetto spaziale, 1962, stems from the series of Olii works that the artist began in 1960. In this important series of monochrome paintings, which had given birth to the Venice cycle of paintings in 1961 and would ultimately give way to the seminal Fine di Dio works of 1963, Fontana aimed to incorporate the malleable and material qualities of oil paint into his Spatialist aesthetic. Predominantly white or soft, fleshy pink in colour, the Olii represent a sensual counterpart to the Buchi and Tagli that Fontana was producing during the same period. Whilst the Tagli involved crisp, almost surgical slashes performed upon a uniformly flat canvas support, the Olii embraced the material plasticity of oil paint itself, inscribed with meandering lines and energetic punctures. Surrounded by thick folds of impasto, the articulation of these gaping holes recalled the craters and gashes of his clay seed-pod-like Natura sculptures of 1959 and 1960. For Fontana the sensation provoked by these enigmatic punctures in the canvas echoed the pleasure of man's liberation in space and the existential transcendence that accompanied his evolutionary rebirth. The 'slightly strident and jarring' nature of the Olii, Fontana told Grazia Livi in 1962, was deliberately intended to 'symbolize the unsettled nature of the modern man. The fine outline ... (drawn into the oily surface) ... is the itinerary of man in space, his surprise and fear of getting lost; the cut, lastly, is a sudden scream of pain, the final release of deep anguish that in the end becomes unbearable' (L. Fontana, interview with G. Livi in Vanita VI, n. 13, Autumn, 1962, p. 53).

In both the Tagli and the Olii, Fontana was seeking a new visual language for the age of space travel. By 1962, the year of the present work, science had reached new pinnacles: mankind had escaped the embrace of planet Earth and had sent first satellites, then people, to Space. In April the previous year, Yuri Gagarin had soared above the Earth, humankind's first cosmonaut, bolting through the void in orbit. That same orbit is echoed in the incised lines in Concetto spaziale: yet it is not a smooth orbit that Fontana depicts, but an unsteady, unsettling one.

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