Alexander Calder

«Perché l'arte deve essere statica?», chiese lo scultore di origine americana Alexander Calder nel 1932, lo stesso anno in cui espose i suoi primi mobili, oggi diventati iconici. «Il prossimo passo nella scultura è il movimento». Le rivoluzionarie sculture sospese di Calder ebbero un profondo effetto sullo sviluppo della scultura moderna. Capolavori dell'astrazione, furono le prime opere di arte cinetica. Insieme alle sue incisioni, ai dipinti, ai disegni e alle sculture fisse «stabile», i mobili di Calder formano un corpus di opere oggi considerato tra i più importanti e preziosi dell'arte del XX secolo.

Calder nacque a Filadelfia nel 1898 e si formò all'Art Students League di New York. Iniziò la sua carriera come illustratore, disegnando eventi sportivi e scene circensi per riviste. Il disegno, l'incisione e la pittura sarebbero rimasti un aspetto importante del suo lavoro. Nel 1926, dividendo ormai il suo tempo tra New York e Parigi, aveva iniziato a realizzare giocattoli animati e curiose figurine in filo metallico e legno. Molte di queste sarebbero diventate il Calder's Circus (1926–32), un circo giocattolo surrealista. Queste performance valsero a Calder un seguito tra i luminari del Dadaismo e del Surrealismo. Molti, tra cui Marcel Duchamp e Joan Miró, sarebbero rimasti suoi sostenitori e amici per tutta la vita.

Nel 1930, una visita allo studio di Piet Mondrian ebbe un profondo impatto sulla direzione del lavoro di Calder. La figurazione giocosa dei suoi primi giocattoli e sculture surrealiste lasciò il posto non solo a un'astrazione esplicita, ma anche al colore e all'uso del filo metallico in stile disegnatore, visibili in opere giovanili come Croisière (1931) e Mobile (c. 1932). Nei decenni successivi Calder avrebbe continuato a esplorare il suo metodo di astrazione, perfezionando i suoi mobili e stabili. Fu anche un prolifico creatore di gioielli, realizzando splendide collane e bracciali tridimensionali.

Man mano che la sua reputazione cresceva, iniziò a ricevere commissioni pubbliche su scala monumentale. Il suo mobile .125 (1957) all'aeroporto JFK di New York e il colossale stabile Flamingo (1973), al Federal Center Plaza di Chicago, sono imponenti opere d'arte pubblica. Eppure conservano ancora tutto l'arguzia e il fascino del giovane Calder che trascorse i primi anni della sua carriera realizzando giocattoli meccanici per il suo circo surrealista. Calder morì a New York nel 1976.


ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Masque poursuivi par des étincelles

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Spirals with Propeller

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Yeux et l’Oreille

Alexander Calder (1898-1976)

Poisson volant (Flying Fish)

Alexander Calder (1898-1976)

21 Feuilles Blanches

Alexander Calder (1898-1976)

Rouge triomphant (Triumphant Red)

Alexander Calder (1898-1976)

Vertical out of Horizontal

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Submarine Christmas Tree

Alexander Calder (1898-1976)

Noir, Rouge, Bleu (Black, Red, Blue)

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Big Horizontal Red

Alexander Calder (1898-1976)

Le Rouge de Saché

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Le Serpent rouge (The Red Snake)

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

The Moon and The Loop

Alexander Calder (1898-1976)

Polychrome from One to Eight

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Black Disc with Flags

Alexander Calder (1898-1976)

Six White Dots Over Blue, Black, and Red

Alexander Calder (1898-1976)

Black: Two Dots and Eleven

Alexander Calder (1898-1976)

Seven Horizontal Discs

ALEXANDER CALDER (1898-1976)

Disques Verticales