Edouard Manet

«Intorno al dicembre 1910», scrisse Virginia Woolf nel suo saggio del 1923, Mr Bennett and Mrs Brown, «il carattere umano cambiò». La Woolf scriveva in risposta a una mostra tenutasi nel 1910 alle Grafton Galleries di Londra, intitolata Manet and the Post-Impressionists e organizzata dal critico Roger Fry. Per la Woolf, la presentazione al pubblico britannico delle opere di Édouard Manet e degli artisti da lui influenzati segnò la fine del vecchio ordine restrittivo della rappresentazione realista. Fu la nascita, non solo dell’arte moderna, ma del mondo moderno.

Édouard Manet, come la Woolf, nacque in un ambiente conservatore dell’alta borghesia. Figlio di un rispettato funzionario pubblico francese che voleva che il giovane Edouard intraprendesse la carriera giuridica, Manet alla fine riuscì a superare l’opposizione dei genitori alla sua vocazione pittorica e si formò sotto la guida di Thomas Couture a Parigi. Lì iniziò a studiare i Maestri del passato, in particolare i grandi pittori spagnoli, Velázquez e Goya, le cui opere lo avrebbero profondamente influenzato.

Per tutta la carriera di Manet, il conservatorismo del suo ambiente rimase in costante conflitto con il suo talento visionario. Il Salon dominava ancora il mondo artistico parigino della metà del XIX secolo e, sebbene una crescente avanguardia cominciasse a considerarlo una forza restrittiva e moralizzatrice, Manet si adoperò costantemente per ottenere il suo favore.

Le sue opere, tuttavia, erano spesso troppo rivoluzionarie per l’establishment; capolavori come Le Déjeuner sur l’Herbe (1863) e Olympia (1863), entrambe ironiche rivisitazioni delle composizioni dei Maestri del passato, venivano respinti o apertamente denigrati per quella che era vista come la loro sfacciata modernità.

Ciononostante, la visione unica e lo stile progressista di Manet attirarono un importante sostegno da parte dell’avanguardia. Charles Baudelaire ed Émile Zola difesero pubblicamente la sua opera e, verso la fine degli anni ’60 dell’Ottocento, una generazione più giovane di artisti ne subiva già l’influenza.

Manet non avrebbe mai esposto con gli impressionisti, un gruppo di cui il suo nome è poi diventato sinonimo e molti dei cui membri divennero suoi amici. Ma verso la fine della sua vita, il movimento che lui stesso aveva ispirato aveva cominciato a influenzarlo a e. Opere tardive come Le Printemps (1881) e Un bar alle Folies-Bergère (1882) sono entrambe straordinari esempi dello stile unico di Manet e capolavori dell’impressionismo.


ÉDOUARD MANET (1832-1883)

Le buveur d'absinthe ('The Absinthe Drinker')

ÉDOUARD MANET (1832-1883)

Trente eaux-fortes originales

EDOUARD MANET (1832-1883)

Le Grand Canal à Venise

Edouard Manet (1832-1883)

Lilas et roses

EDOUARD MANET (1832-1883)

Pivoines dans une bouteille

EDOUARD MANET (1832-1883)

Le bal de l'Opéra

Edouard Manet (1832-1883)

La jetée de Boulogne

Edouard Manet (1832-1883)

La plage à marée basse

EDOUARD MANET (1832-1883)

Jeune femme au chapeau blanc

Édouard Manet (1832-1883)

Portrait de Madame Jules Guillemet

EDOUARD MANET (1832-1883)

Tête du chien "Bob"

Édouard Manet (1832-1883)

Ambroise Adam dans le jardin à Pressagny

EDOUARD MANET (1832-1883)

Jeune fille en chapeau d'été

Édouard Manet (1832-1883)

Julie Manet à quinze mois

Edouard Manet (1832-1883)

Jeune femme au livre

ÉDOUARD MANET (1832-1883)

Le chien 'Donki'

Édouard Manet (1832-1883)

Chaussons de danse

Edouard Manet (1832-1883)

Le gamin et le chien

Edouard Manet (1832-1883)

Toréador saluant, tambour de basque

Edouard Manet (1832-1883)

Chrysanthèmes

Edouard Manet (1832-1883)

Tête de jeune homme, d'après l''"Autoportrait" de Fra Filippo Lippi

Edouard Manet (1832-1883)

Quatre personnages au théâtre

ÉDOUARD MANET (1832-1883)

Têtes de chiens

Edouard Manet (1832-1883)

Mademoiselle Juliette Dodu

ÉDOUARD MANET (1832-1883)

Les courses à Longchamps (The Races)

Edouard Manet (1832-1883)

Lettre à Isabelle Lemonnier

EDOUARD MANET (1832-1883)

Théodore de Banville écrivant et fumant la cigarette

Édouard Manet (1832-1883)

Le pont de l'Europe, étude pour " Le chemin de fer" (recto/verso)

EDOUARD MANET (1832-1883)

The Execution of Maximilian (Harris 54)

MANET, Édouard (1832-1883), Stéphane MALLARMÉ (1842-1898) et Edgar Allan POE (1809-1849)

Le Corbeau. The Raven. Poème par Edgar Poë. Paris : Richard Lesclide, 1875.

EDOUARD MANET (1832-1883)

Trente Eaux-fortes originales

EDOUARD MANET (1832-1883)

Edgar Allen Poe, Le Corbeau , R. Lesclide, Paris, 1875.

Edouard Manet (1832-1883)

Tête de femme

EDOUARD MANET (1832-1883)

Le Chanteur Espagnol (Le Guitarero)

EDOUARD MANET

Les petits gitanos (G. 20; H. 17)

EDOUARD MANET (1832-1883)

Le Chanteur Espagnol (Le Guitarero)

EDOUARD MANET (1832-1883)

Les petits cavaliers, d'après le tableau attribué à Velasquez

Edouard Manet (1832-1883)

Le Chanteur Espagnol (Le Guitarero) (Guerin 16; Harris 12)

EDOUARD MANET (1832-1883)

Berthe Morisot

Edouard Manet

Le Chanteur Espagnol (Le Guitarero) (G. 16; H. 12)