Jean Dubuffet

Jean Dubuffet fu un artista francese che si ribellò alle tradizioni e ai preconcetti del canone occidentale. I suoi dipinti, disegni, collage e sculture invitavano il mondo a spogliarsi delle convenzioni apprese e a trovare meraviglia nella realtà quotidiana. Incessantemente innovativo, ridefinì il concetto di bellezza per le generazioni future, ispirando artisti quali David Hockney, Georg Baselitz, Jean-Michel Basquiat e Keith Haring.

Verso la fine della Seconda guerra mondiale, Dubuffet irruppe sulla scena artistica internazionale sostenendo che l’insegnamento accademico avesse soppresso i nostri istinti visivi più profondi. L’arte creata al di fuori di quei confini, secondo lui, era più adatta a rivelare la vera natura dello spirito umano.

Dubuffet viaggiò molto alla ricerca di quella che definiva «art brut» («arte grezza»), osservando le immagini create da bambini, pazienti di istituti psichiatrici e tribù nomadi del Sahara. Le prime opere, come Parto (1944) e Condomini, Parigi (1946), così come i suoi fondamentali dipinti del deserto, Paysages grotesques (1949) e Corps de dames (1950–51), incarnavano lo stile libero e intuitivo che avrebbe definito la sua pratica artistica. Nel corso degli anni ’50, Dubuffet iniziò a esplorare il mondo naturale.

I suoi ritratti e paesaggi di questo periodo riprendevano le trame della terra, utilizzando una varietà di tecniche e materiali, tra cui le ali di farfalla.

Nel 1955 si trasferì nella campagna di Vence, dove realizzò importanti cicli tra cui i Tableaux d’assemblages, i Lieux cursifs, le Topographies, le Texturologies, i Barbes e le Materiologies.

Nel 1961, colpito dalla trasformazione di Parigi dopo il suo ritorno in città, diede inizio alla serie “Paris Circus”, che avrebbe segnato una svolta nella sua carriera. Queste splendide risposte allo spirito urbano degli anni ’60 rappresentano i suoi dipinti più costosi all’asta, con “Paris Polka” (1961) e “Les Grandes Artères” (1961) che hanno raggiunto prezzi record superiori ai 20 milioni di dollari da Christie’s.

Nel 1962, Dubuffet diede inizio alla sua successiva serie fondamentale: Hourloupe. Ispirati agli scarabocchi inconsci che realizzava mentre parlava al telefono, questi puzzle cellulari di linee tratteggiate formavano uno strano universo parallelo. La serie lo assorbì per il decennio successivo, culminando nella surreale performance del 1971 Coucou Bazar.

Da questo momento in poi, la pratica artistica di Dubuffet assunse un carattere sempre più psicologico. Le sue opere tardive tracciavano spazi mentali piuttosto che fisici: dai Théâtres de mémoire degli anni ’70, alle Partitions, ai Psychosites, ai Mires e ai Non-lieux dei suoi ultimi anni. Fu una conclusione a e appropriata per una pratica che ci esortava ad aprire le nostre menti e a guardare con occhi nuovi oltre il mondo che conosciamo.


JEAN DUBUFFET (1901-1985)

La physique du sol (Texturologie XXIII)

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Paysage jaseur

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Jardin de blèche grignote

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Site avec 2 personnages

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Site avec 3 personnages

Jean Dubuffet (1901-1985)

Les Grandes Artères

Jean Dubuffet (1901-1985)

Ê tre et para î tre (To Be and to Seem)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Cérémonie (Ceremony)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Pourlèche fiston

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Les Versatiles

Jean Dubuffet (1901-1985)

Visiteur au chapeau bleu (Visitor with Blue Hat)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Madame au Jardin (Lady in the Garden)

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Paysage du Pas-de-Calais III (Landscape of Pas-de-Calais III )

Jean Dubuffet (1901-1985)

Rue de l’Entourloupe

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

L'homme au papillon

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Bédouin sur l’âne (Bedouin on a donkey)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Table aux pièces d’histoire naturelle

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

J'opterai pour l'e rreur (I will choose the mistake)

Jean Dubuffet (1901-1985)

L'heure de la h â te (The Hour of Anticipation)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Vue de Paris, quartiers résidentiels (Vue de Paris: les boutiques)

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Le Vase de Barbe (Beard Vase)

Jean Dubuffet (1901-1985)

La Vie Agreste (The Rural Life)

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Arbre biplan (Version 1)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Le lit I (The Bed I)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Impair et Amble

Jean Dubuffet (1901-1985)

Paysage aux petits météores

Jean Dubuffet (1901-1985)

Les intrusions

Jean Dubuffet (1901-1985)

Bon Marché II

Jean Dubuffet (1901-1985)

Sécréter son Habitat

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

Hurleuse (Howler)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Clartés Alentour (Surrounding Clarity)

Jean Dubuffet (1901-1985)

L'Apathique (Site urbain avec 10 personnages)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Vue de Paris, le petit commerce

Jean Dubuffet (1901-1985)

La robe à boutons (Button Dress)

JEAN DUBUFFET (1901-1985)

L'heure de la hâte

Jean Dubuffet (1901-1985)

Contrepoint aux outils

Jean Dubuffet (1901-1985)

Sang et Feu (Corps de dame aux chairs rôties et rissolées)

Jean Dubuffet (1901-1985)

Corps de dame, la rose incarnate