Famoso per la sua pratica artistica satirica e d’avanguardia, Piero Manzoni ha avuto una carriera breve ma tra le più radicalmente innovative del XX secolo. Manzoni ha sfidato i metodi tradizionali di creazione artistica, mettendo in discussione i concetti di genio artistico e sovranità.
Ispirato dai monocromi blu di Yves Klein, che vide a Milano nel 1957, Manzoni iniziò a creare la sua fondamentale serie Achrome (1957–63), un gruppo di opere realizzate con gesso, ovatta, tela imbevuta di caolino e altri materiali incolori. Esemplari eccezionali degli Achrome possono raggiungere quotazioni milionarie alle aste.
Anticipando l’arte concettuale, gli Achromes hanno dato il tono al resto della pratica artistica di Manzoni, instaurando un dialogo complesso e giocoso con lo status dell’oggetto d’arte. Prefigurando la generazione dell’Arte Povera, un gruppo di giovani artisti italiani riuniti dal critico Germano Celant nel 1967, le sue opere offrivano una critica silenziosa della società italiana del dopoguerra, facendo riferimento alla produzione di massa e al consumismo che all’epoca stavano invadendo la nazione.
Manzoni adottò materiali non convenzionali per esprimere affermazioni concettuali radicali. La sua serie Fiati d’Artista (1960) era costituita da un gruppo di palloncini gonfiati dall’artista; le sue Sculture Viventi (1961) lo videro firmare il proprio nome sui corpi di modelle nude alla Galleria La Tartaruga di Roma. Forse la più famigerata fu la sua Merda d’Artista (1961), un’edizione di 90 barattoli da 30 grammi contenenti gli escrementi dell’artista, ciascuno valutato al prezzo di mercato dell’oro.
A Milano, nel 1959, Manzoni fondò insieme a Enrico Castellani la Galleria Azimut. Gestito con l’aiuto del loro mentore Lucio Fontana, lo spazio aprì con una mostra delle «Linee» di Manzoni, una serie di disegni costituiti da un’unica linea tracciata su un foglio di carta, ciascuno dei quali era stato firmato dall’artista, arrotolato e sigillato all’interno di un tubo di cartone etichettato. Estensione della loro rivista d’avanguardia Azimuth, la Galleria Azimut offrì uno spazio sperimentale ai giovani artisti, organizzando 13 mostre nei suoi otto mesi di vita. Per la mostra conclusiva, Manzoni presentò la sua Consumazione dell’arte da parte del pubblico divoratore d’arte (1960), in cui distribuì ai visitatori della galleria uova sode contrassegnate dall’impronta del suo pollice.
La prolifica carriera di Manzoni sarebbe culminata nella sua morte improvvisa per un infarto, all’età di 29 anni, nel 1963.
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
PIERO MANZONI (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
PIERO MANZONI (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1922-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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PIERO MANZONI (1933-1963)
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PIERO MANZONI (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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PIERO MANZONI (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1923-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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PIERO MANZONI (1933-1963)
Achrom e
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
PIERO MANZONI (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
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Piero Manzoni (1933-1963)
Merda d' artista
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
Piero Manzoni (1933-1963)
Achrome
PIERO MANZONI (1933–1963)
Linea m 6,98 (Line m 6,98)