Robert Mapplethorpe

Nel 2010, la cantante e poetessa Patti Smith ha pubblicato la sua autobiografia, vincitrice del National Book Award, intitolata Just Kids. Raccontando la commovente storia della sua lunga e travagliata relazione con il fotografo Robert Mapplethorpe, dal loro incontro come giovani artisti nella New York della fine degli anni ’60, passando per la lotta di Mapplethorpe con la propria vera sessualità fino alla sua morte per AIDS, il libro si erge a straordinaria testimonianza della profonda influenza personale e artistica che due dei talenti più inimitabili del XX secolo hanno esercitato l’uno sull’altro.

Le fotografie di Mapplethorpe sono diventate le rappresentazioni per eccellenza dell’avanguardia newyorkese degli anni ’70 e ’80. Nelle parole di Smith, esse rappresentano il «perfetto mix newyorkese di ragazzi in pelle, drag queen, mondani, giovani rockettari e collezionisti d’arte». Insieme alle sue immagini del mondo sotterraneo sadomasochista e alle sue opere straordinariamente esplicite della fine degli anni ’70, il suo lavoro avrebbe sfidato i preconcetti conservatori ed eterosessuali sulla bellezza, diventando una delle serie fotografiche più controverse e importanti della fine del XX secolo.

Mapplethorpe nacque a New York nel 1946 e studiò al Pratt Institute of Art di Brooklyn. Inizialmente, il suo lavoro assunse la forma di collage di ispirazione surrealista, influenzati da Marcel Duchamp e Joseph Cornell. Ma nel 1970 iniziò a sperimentare con la Polaroid e, tre anni dopo, la Light Gallery di New York organizzò una mostra delle sue opere.

Dopo il 1975, iniziò a lavorare con una Hasselblad, realizzando l’iconica copertina dell’album Horses degli Smith del 1975, oltre a una serie di ritratti dei loro amici famosi, tra cui David Hockney (1976) e Debbie Harry (1978).

Verso la fine degli anni ’70, era profondamente immerso nello studio della forma umana e della comunità sadomasochista, creando immagini sessualmente esplicite come quelle del suo X Portfolio (1978), che avrebbero continuato a suscitare polemiche anche molto tempo dopo la sua morte con la loro sconvolgente esplorazione dei confini tra bellezza, arte e pornografia.

Negli anni ’80, il suo lavoro si era ammorbidito. I suoi ritratti della culturista Lisa Lyon, insieme ai suoi teneri nudi scultorei e ai ritratti per The Black Book (1986), culminarono nella commovente serie di autoritratti realizzati tra il 1986 e il 1988, che documentavano il deterioramento della sua salute a causa dell’AIDS. Uno di questi autoritratti ha stabilito un record mondiale d’asta per Mapplethorpe da Christie’s nel 2017, venduto per 548.750 sterline.

Nel 1988, una retrospettiva sull’opera di Mapplethorpe, intitolata The Perfect Moment, aprì i battenti all’Institute of Contemporary Art di Filadelfia. Durante il suo tour, la mostra scatenò una controversia nazionale sui temi della censura, della libertà artistica e dei finanziamenti pubblici alle arti. Mapplethorpe morì nel 1989.


ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

M an in Polyester Suit , 1980

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Man in Polyester Suit, 1980

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Ken Moody and Robert Sherman , 1984

ROBERT MAPPLETHORPE (1946–1989)

Thomas and Dovanna, 1986

Robert Mapplethorpe (1946–1989)

Self Portrait with Whip, 1978

Robert Mapplethorpe (1946–1989)

Ken Moody and Robert Sherman, 1984

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Vase with White Tulips, 1988

Robert Mapplethorpe (1946-1989)

Ken, Lydia and Tyler, 1985

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Self-portrait, 1985

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Parrot Tulip, 1987

ROBERT MAPPLETHORPE (1946-1989)

Ken Moody and Robert Sherman, 1984