Le sculture di Roy Lichtenstein hanno esteso il suo stile grafico alle tre dimensioni, trasformando la sua caratteristica estetica da fumetto in forme tangibili e giocose. Utilizzando bronzo dipinto, acciaio inossidabile e smalto, ha creato sculture che imitavano la piattezza dei suoi dipinti pur conservando profondità e movimento. Opere come Brushstroke (1996) e Head with Blue Shadow (1965) hanno portato le sue linee dinamiche e i punti Ben-Day nello spazio fisico, sfidando le percezioni di volume e rappresentazione. Lichtenstein ha inoltre reinterpretato motivi dell’arte classica, trasformando busti greco-romani ed elementi architettonici in sculture audaci e simili a cartoni animati. Le sue opere scultoree mantenevano la stessa qualità ironica e visivamente d’impatto dei suoi dipinti, rafforzando il suo ruolo di pioniere della Pop Art.