![MORONI, Lino. Descrizione del Sacro Monte della Vernia. [Milano: Bianchi, 1672].](https://www.christies.com/img/LotImages/2002/RMA/2002_RMA_02417_0409_000(052521).jpg?w=1)
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MORONI, Lino. Descrizione del Sacro Monte della Vernia. [Milano: Bianchi, 1672].
2°. Antiporta incisa in rame che raffigura una pala d'altare con San Francesco circondato da simboli allegorici, in basso corazze e trofei d'armi contornano il grande stemma del Cardinal Litta dedicatario dell'opera, il tutto sormontato da un angelo, lettera di dedica al Cardinale, lettera ai lettori, 22 tavole incise in rame, ciascuna a fronte presenta testo esplicativo contenuto in ampia bordura xilografica, entrambe segnate con lettere da A a Y, la tavola A che raffigura il Monte della Vernia visto dal viaggio di Casentino è costituita da 3 rami uniti, la tavola D è composta da 2 rami uniti, le tavole F,I,N,R hanno incollati foglietti incisi con rocce, grate, ecc. (arrossature al frontespizio e all'antiporta, rinforzi e restauri ad alcune tavole.) Legatura moderna in marocchino verde oliva a grana lunga, al piatto anteriore losanga impressa a secco e in oro, risguardi e guardie policromi.
L'opera rappresenta UNO DEI PIÙ IMPORTANTI LIBRI ILLUSTRATI DELLA CONTRORIFORMA; stampato in un numero esiguo di copie, fu riedito nel 1620 con una dedica al Doge di Venezia Giovanni Bembo, poi le tavole incise andarono distrutte. Padre Timoteo a Milano, per adempiere ad un voto fatto quando era prigioniero dei Turchi, fece nuovamente incidere le tavole da Cesare de Laurentis, Simone Durello e Antonio Verga. Il libro venne arricchito e fu stampato dal Bianchi nel 1672. Il Monte della Vernia nell'Appennino è il luogo dove S.Francesco il 14 settembre 1224 ricevette le stigmate e vi fu costruito un convento. Il 17 settembre del 1606 il Moroni, francescano di Perugia, era alla Vernia e ricevette l'ordine dal generale dei Conventuali Arcangelo da Messina di scrivere un libro. Il pittore Jacopo Ligozzi fece numerosi schizzi e disegni del luogo, che furono poi utilizzati dagli incisori Raffaele Sciaminossi e Domenico Falcini.
2°. Antiporta incisa in rame che raffigura una pala d'altare con San Francesco circondato da simboli allegorici, in basso corazze e trofei d'armi contornano il grande stemma del Cardinal Litta dedicatario dell'opera, il tutto sormontato da un angelo, lettera di dedica al Cardinale, lettera ai lettori, 22 tavole incise in rame, ciascuna a fronte presenta testo esplicativo contenuto in ampia bordura xilografica, entrambe segnate con lettere da A a Y, la tavola A che raffigura il Monte della Vernia visto dal viaggio di Casentino è costituita da 3 rami uniti, la tavola D è composta da 2 rami uniti, le tavole F,I,N,R hanno incollati foglietti incisi con rocce, grate, ecc. (arrossature al frontespizio e all'antiporta, rinforzi e restauri ad alcune tavole.) Legatura moderna in marocchino verde oliva a grana lunga, al piatto anteriore losanga impressa a secco e in oro, risguardi e guardie policromi.
L'opera rappresenta UNO DEI PIÙ IMPORTANTI LIBRI ILLUSTRATI DELLA CONTRORIFORMA; stampato in un numero esiguo di copie, fu riedito nel 1620 con una dedica al Doge di Venezia Giovanni Bembo, poi le tavole incise andarono distrutte. Padre Timoteo a Milano, per adempiere ad un voto fatto quando era prigioniero dei Turchi, fece nuovamente incidere le tavole da Cesare de Laurentis, Simone Durello e Antonio Verga. Il libro venne arricchito e fu stampato dal Bianchi nel 1672. Il Monte della Vernia nell'Appennino è il luogo dove S.Francesco il 14 settembre 1224 ricevette le stigmate e vi fu costruito un convento. Il 17 settembre del 1606 il Moroni, francescano di Perugia, era alla Vernia e ricevette l'ordine dal generale dei Conventuali Arcangelo da Messina di scrivere un libro. Il pittore Jacopo Ligozzi fece numerosi schizzi e disegni del luogo, che furono poi utilizzati dagli incisori Raffaele Sciaminossi e Domenico Falcini.